Nostradamus inedito: medium e astrologo, è stato davvero detto tutto su di lui?”di Laura Malinverni

Approfondimenti della relazione tenuta al Convegno interdisciplinare di Astrologia e Scienze Evolutive “Conoscenze senza confini” del 26 maggio 2018 a Roma. 

(Prima parte)

Ritratto di Nostradamus eseguito da suo figlio César de Nostredame , attorno al 1614

La figura di Nostradamus “mago e veggente” è da tempo entrata nell’immaginario collettivo. In realtà, non essendoci al momento esaurienti studi accademici sul personaggio, leggenda e storia si confondono: di lui sembra che sappiamo tutto, e invece non sappiamo quasi niente. Gli attribuiamo la qualifica di medico, che non ebbe mai, e il merito di aver predetto la morte del re di Francia Enrico II, che spetta invece a un altro astrologo, Luca Gaurico. È certo tuttavia che Nostradamus sia uno dei pochissimi casi storici documentati, se non l’unico, di medium che fu sicuramente e dichiaratamente astrologo (“astrophile”).  Fu anche precursore della figura del medium-detective, svolgendo questo ruolo nel solco della pratica astrologica (Astrologia Oraria).

Non c’è cosa più dulce e gioconda que di mirare ne benigni o crudeli aspetti delle fisse et erranti stelle, i futuri buoni o maligni successi degli eventi…”.

Nostradamus, “Almanacco per l’Anno 1563”

Sfatando la leggenda di Nostradamus: non fu medico e non predisse la morte del Re di Francia Enrico II

Il 3 ottobre 1529 Nostradamus pagò l’iscrizione alla Facoltà di Medicina dell’Università di Montpellier e il 23 ottobre venne registrato tra gli studenti. La sua domanda d’iscrizione è ancora conservata nella Facoltà. Come ha rilevato Peter Lemesurier, però, il responsabile del registro, Guillaume Rondelet,  provvide in seguito a cancellare il nome dell’iscritto dal liber scolasticorum”,  aggiungendone la motivazione a margine: Michel era un “apotecario”, reo anche di aver parlato male dei dottori, come testimoniato da un altro apotecario della città, tale “Chante”,  e dagli studenti stessi. Quindi le fonti scritte ci confermano che Nostradamus s’iscrisse alla Facoltà, ma anche che ne venne estromesso, e, nonostante si fosse poi spesso autodefinito médecin astrophile”, ossia medico astrologo”,  non ci sono prove che abbia mai conseguito la laurea in medicina.

La prima Centuria della Quartina 35 delle “Profezie” di Nostradamus è stata generalmente interpretata come la previsione della morte del re di Francia Enrico II.

Il 1° luglio 1559, durante un torneo indetto per festeggiare la firma del trattato di pace di Cateau-Cambrésis e il matrimonio di sua figlia Elisabetta con il re di Spagna, Enrico II venne ferito mentre affrontava, a cavallo, Gabriele I di Lorges, conte di Montgomery: entrambi, sia il re che il conte, avevano un leone rampante come emblema. Il troncone della lancia di Gabriele di Lorges urtò contro la visiera del re, il casco si alzò e lo spuntone colpì l’occhio sinistro di Enrico, uscendo dall’orecchio. Dopo undici giorni di agonia, il re spirò.

L’astrologo Luca Gaurico, al quale Nostradamus era subentrato alla corte di Francia nel marzo 1558, già sei anni prima, nel 1552, avesse messo Enrico II in guardia dai duelli in campo chiuso, specialmente attorno al quarantunesimo anno d’età, perché in quel periodo della sua vita avrebbe corso il rischio di una ferita alla testa, che avrebbe potuto arrecargli la cecità o la morte. Quando il re di Francia ricevette questa previsione, la mostrò al Connestabile Anne de Montmorency, che la giudicò inverosimile ( i sovrani non partecipavano ai duelli!) e gli disse di bruciarla. Il documento non venne distrutto, ma affidato a Monsieur de L’Aubespine, che lo archiviò finché non glielo richiesero a tragedia avvenuta; la leggenda, raccolta da Jean-Aimé de Chavigny, narra che il Connestabile si rese conto solo allora del significato del vecchio responso e pianse.

Luca Gaurico,“Tractatus Astrologicus”

Nel “Tractatus Astrologicus”, il Gaurico segnala che Enrico II avrebbe potuto raggiungere l’età di sessantanove anni, dieci mesi e dodici giorni. L’astrologo, però, prima di lasciare Venezia il 30 luglio 1552, aveva inviato uno dei suoi Pronostici al duca di Ferrara, Ercole II d’Este e le sue previsioni, che riguardavano l’imperatore Carlo V, Ferdinando I d’Asburgo e il re di Francia, avvisavano che Enrico II avrebbe corso rischi viaggiando per acqua e andando a cavallo, con molte lacrime dal suo occhio sinistro: Itinera tamen aquea videntur infausta et abequis nonnihil impedimenti et lachrimulis ex oculo sinistro fluentibus” (1). Pare che anche Gerolamo Cardano e un astrologo ebreo di Roma avessero fatto la stessa profezia, su richiesta di Caterina de’Medici, che notoriamente credeva all’astrologia ed era stata l’unica a inquietarsi per le previsioni del Gaurico.

Alcune reali predizioni di Nostradamus

Nostradamus fu comunque autore di previsioni ardite e azzeccate, che andarono a costituire la sua “leggenda aurea” o, come scrive il suo biografo Edgar Leroy, la légende dorée del veggente.

Nel suo Almanacco per il 1556, Nostradamus predisse con quattro anni d’anticipo la morte di Francesco II. Quando il giovane effettivamente morì, sedicenne e dopo aver regnato solo un anno sotto la reggenza della madre, Caterina de’ Medici, Nostradamus godette di una certa fama per aver centrato la difficile previsione.

Fece poi sensazione il suo incontro, nei pressi di Padova, con un anonimo frate francescano, di fronte al quale s’inginocchiò d’improvviso. Il religioso, imbarazzato, gliene chiese la ragione, e Nostradamus rispose: “Non dovrei forse inginocchiarmi di fronte a Sua Santità?. Il francescano era infatti  Felice Perretti, che di lì a diciannove anni sarebbe diventato Papa con il nome di Sisto V!

Inoltre Nostradamus previde che il giovane principe di Béarn sarebbe diventato re di Francia (Enrico IV). Il legittimo erede al trono, Carlo IX, aveva allora solo quattordici  anni e non era facile pronosticare che il ramo dei Valois avrebbe dovuto cedere il posto a quello dei Borboni. Come risulta dalle cronache di Pierre de l’Estoile, e come pare lo stesso Enrico IV fosse poi solito ripetere alla moglie, Nostradamus nel 1564, durante la visita in Provenza del giovanissimo Carlo IX, venne introdotto al cospetto del piccolo Enrico al suo risveglio. Dopo averlo fissato a lungo, profetizzò al Governatore della Provenza che, se Dio gli avesse concesso di vivere abbastanza, avrebbe visto un re di Francia e di Navarra” (3).

Nostradamus previde poi la propria fine: nel 1566, sofferente di gotta, annunciò che la sua morte era ormai prossima. Scrisse che sarebbe stato trovato tout mort près du lit et du banc», ossiafra il letto e lo scrittoio. E questo avvenne, esattamente con le modalità predette, nella notte fra il 1° e il 2 luglio 1566.

Nostradamus detective: una risposta di Nostradamus attraverso l’Oraria

Nostradamus fu anche un precursore della figura del medium-detective. È estremamente indicativo che, interpellato su chi fossero stati gli autori di un furto in chiesa, egli non abbia fatto ricorso alla “divinazione”, ma all’Astrologia catarchica. Il Tema di Oraria o “Interrogatio” che eresse per dare una risposta al quesito, perduto nella versione originale, sopravvive in una copia del 1714 che purtroppo contiene diversi errori, i più marchiani nei numeri, e anche omissioni e anomalie nei simboli dei segni e dei pianeti. Da un collezionista di Arles, l’Abate Bonnement, la copia del grafico è passata alla sezione Manoscritti della Biblioteca della città francese.Nel 1562 i canonici del capitolo della chiesa d’Orange, su suggerimento del vescovo, pregarono Nostradamus di trovare il colpevole di un furto sacrilego che avevano subito a causa dei tumulti sollevati dal dilagare del Protestantesimo (la nuova religione”). Il 20 dicembre 1561, infatti, tra le otto e le nove di sera, entrarono nella chiesa circa trecento uomini: il fonte battesimale venne danneggiato e il tesoro sparì. Da un inventario redatto in quello stesso 1561, sappiamo che il tesoro era costituito da un’immagine della Madonna con il Bambino in argento e dalla sua custodia; dalle effigi dei due grandi vescovi di Orange, Sant’Eutropio e San Fiorenzo, entrambe in argento dorato; da un crocifisso, un grande calice e una “pace” (4). Poco dopo cominciò a girar voce che i preziosi avessero preso la via di Avignone. I sospetti dei canonici s’indirizzarono sugli uomini che avevano fatto irruzione in chiesa, ma, non avendo prove, i religiosi si rivolsero a Nostradamus, che eresse un Tema di Oraria.

Il Tema venne compilato per il momento in cui la domanda giunse a Nostradamus, e cioè per il 3 febbraio 1562 alle 18.50 circa (ora locale), quindi non per la data e l’ora indicate al centro del grafico, forse relative alla formulazione del quesito da parte dei canonici. Benché a quel tempo Nostradamus fosse in Provenza, domificava per Parigi, con Regiomontano, il metodo allora più diffuso.

Le posizioni planetarie rivelano alcuni scarti rispetto a quelle riportate nella copia della “Interrogatio”: la differenza maggiore riguarda la posizione della Luna, posta in realtà a 25° Acquario e non a 3°, come indicato.  Molto probabilmente si tratta di un errore di copiatura.

Posizioni planetarie secondo la copia dell’Interrogatio Posizioni effettive

(effemeridi attuali)

Sole                                      24° Acquario Sole                                        24°40’ Acquario
Luna                                       3° Acquario Luna                                       25°16’ Acquario
Mercurio                             17° Capricorno Mercurio                               29°39’ Capricorno
Venere                                29° Capricorno Venere                                   29°09’ Capricorno
Marte                                    3° Toro Marte                                       3°10’ Toro
Giove                                   23° Toro Giove                                     22°25’ Toro
Saturno                                 0° Cancro Saturno                                 28°25’ Gemelli
Nodo Lunare Nord              = (Acquario) Nodo Lunare Nord              14°05’ Acquario

 Il Tema, riportato sopra in forma moderna, ma con i soli pianeti della tradizione, è una prova importantissima dei metodi impiegati da Nostradamus per i responsi di questo tipo: il veggente di Saint-Rémy si atteneva all’ortodossia astrologica. Il responso venne definito da Nostradamus “astronomico” ed esposto con eloquenza, senza fornire però informazioni sulle modalità interpretative.

Il Tema di Oraria vede l’Ascendente in Vergine, rappresentante i richiedenti (il vescovo e i confratelli), persone mercuriali, di pensiero. La Seconda Casa, dei beni materiali e quindi del tesoro rubato, è governata nell’Interrogatio da Venere, unita in Quinta a Mercurio. Il significatore della domanda congiunto al significatore dei richiedenti e il Punto di Fortuna all’Ascendente (non riportato nella copia del grafico) possono aver suggerito a Nostradamus che il maltolto sarebbe probabilmente tornato alla chiesa. In ogni caso i colpevoli sarebbero stati smascherati: Giove, significatore della Settima Casa (il ladro), nel Tema orario forma trigono con Mercurio e Venere. È interessante che, con intuizione moderna, quasi nello stile di Agatha Christie, Nostradamus avesse raccomandato ai canonici di leggere pubblicamente il suo responso, davanti a tutti i confratelli, nessuno escluso, per poter notare l’espressione spaventata sui volti dei colpevoli!

La Luna nel Tema si trova in Sesta, rivelando la preoccupazione del vescovo e dei canonici per l’accaduto; inoltre il Luminare, che rappresenta tra i materiali l’argento e quindi l’argenteria sottratta, è congiunto al Sole, fatto che risulta “accecante” per chi cerca invece chiarezza. All’epoca la combustione della Luna (Novilunio) veniva considerata molto temibile. A livello pratico, questa Luna può aver fatto preconizzare a Nostradamus che i ladri meditassero di “bruciare” materialmente il tesoro, ossia di fonderlo in lingotti. In precedenza, infatti, i canonici di Orange si erano più volte riuniti per scegliere la destinazione da dare al tesoro (venderlo, trasferirlo, farlo fondere in lingotti), senza mai giungere a una decisione. Secondo Nostradamus, fra i confratelli favorevoli alla fusione del tesoro, due erano passati alle vie di fatto: i colpevoli dovevano quindi essere considerati due. Nostradamus pensava che uno di loro fosse di natura bellicosa (forse per la contemporanea presenza di Marte nella Casa che ospita Giove, significatore del ladro-Settima? Forse perché Marte è in Nona Casa, cosignificante delle questioni ecclesiastiche?) e che la voce che il tesoro si trovasse ad Avignone fosse stata messa in giro dagli stessi ladri, come depistaggio.

Con uno dei riferimenti religiosi con cui era solito ribadire la propria ortodossia, Nostradamus previde che la città di Orange stessa avrebbe scontato l’atto sacrilego, venendo devastata dalla peste. Tutto quello che aveva scritto nel responso, assicurava Nostradamus, derivava unicamente dai calcoli astronomici: non era stata sua intenzione offendere qualcuno, ma humanus sum, possum errare, falli et decipi. L’umiltà e la prudenza con cui riconosceva di essere umano e di poter “sbagliare, fallire o essere frainteso, pur se in contraddizione con la sicurezza nelle sue facoltà esibita nelle “Profezie”, è un’ulteriore prova della cura di Nostradamus nel legittimarsi, dichiarando il carattere scientifico delle sue conclusioni. Nella stessa lettera, assicurava che i canonici avrebbero potuto controllare quanto lui aveva detto semplicemente rivolgendosi a un altro esperto nella dottrina astronomica”, che era obiettiva e consentiva a qualsiasi persona in grado d’interpretare la figura astrologica di arrivare alle medesime deduzioni.

(Fine prima parte)

Email: lauramalinverni@gmail.com

@tutti i diritti sono riservatiNote

1) Archivio di Stato di Modena, Cancelleria ducale,  Archivio per materie, X-XIX, b “Letterati”.

2) Biblioteca di Arles, Sezione Manoscritti, mss. 96-97, Tomo I – “Mémoire pour servir à l’histoire des différentes églises du royaume-Deux volumes – Lettre de Michel de Nostredame au sujet d’un vol sacrilège fait à Orange en 1562, du 4 février 1562”

3) Pierre de l’Estoile, “Collection complète des mémoires relatifs à l’histoire de France”, Tome 2, “Memoires de Pierre de l’Estoile”, Parigi, 1825, pp.8-9

4) Inventario 18 ottobre 1561, Archivio dipartimentale di Vaucluse, GV 18: “Chapitre, cathédrale d’Orange. Statuts et con­clusions de l’église. Jacques Isnard, sacristain, et Michel Pellicier, vestiaire”, p. 116.

Bibliografia

Jean-Aimé de Chavigny, “La Première face du Janus françois”, Lyon, 1594

Nostradamus, “Lettre de Michel de Nostredame au sujet d’un vol sacrilège fait à Orange en 1562, du 4 février 1562”, Biblioteca di Arles, Mss 96-97, Tomo I

Edgar Leroy, “Nostradamus: ses origines, sa via, son oeuvre”, Saint-Rémy-de-Provence, 1993

Peter Lemesurier, “The Unknown Nostradamus”, Hants, 2003

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