MASSIMO TROISI ,UN COMICO DI CUORE. ANALISI DI ASTROLOGIA MEDICA DI ADRIANA CAVADINI

ATTORE GENIALE CON IL DONO DELL’IRONIA

Massino Troisi, morto prematuramente a 41 anni per insufficienza cardiaca, nel pieno del successo professionale era un attore geniale con il dono dell’ironia e della simpatia. Di lui si dice che fosse un introverso e che morì “per infarto”, il suo tema natale dice ben altro, sia sul carattere, sia sulla malattia che l’ha portato alla morte.

Nato A San Giorgio a Cremano, vicino a Napoli il 19 febbraio 1953 alle due di notte, con il Sole a cavallo tra l’Acquario e i Pesci. l’Ascendente Sagittario e la Luna vicino a Giove in Toro.

Il suo carattere non era quello di un introverso, anzi, Massimo era pieno di amici e sempre disponibile per tutti era, piuttosto, in parte melanconico, (Saturno in esaltazione vicino a Nettuno nel segno di Venere) in parte depresso (Venere, maestra della sesta in esilio, dissonante a Urano) o forse con una tristezza di fondo tipico delle anime superiori. Era anche sensitivo e ricco di una notevole energia psichica, forse presago della sua fine prematura grazie al suo bel Sole in Pesci.

Sistema cardiocircolatorio

Sebbene nelle biografie, come causa della morte, si legga per infarto cardiaco, in realtà Troisi morì perché il suo cuore era sfiancato e non riusciva più a pompare il sangue necessario alla vita delle sue cellule; morì infatti per insufficienza cardiaca acuta e morì nel sonno, durante il pomeriggio, qualche giorno dopo aver finito di girare “Il postino”.
L’analisi astrologica della morte per patologia cardiaca porta ad analizzare il Sole come cuore e l’asse quinta-undicesima per l’apparato cardiocircolatorio, ma per una corretta interpretazione dobbiamo possedere le giuste informazioni, e prima di tutto, trovare la causa della patologia cronica che ha provocato la morte di Troisi.

Streptococco beta emolitico A

I danni derivano da un’infezione batterica dello streptococco beta emolitico del gruppo A che colpisce la gola e provoca infiammazione e danni irreparabili alla valvola aortica.

 

Si sa che Massimo, fin da ragazzino, soffrì di infezioni batteriche del cavo orale con tonsilliti frequenti che hanno dato origine a febbri reumatiche; una malattia che colpisce nell’infanzia sino ai quindici anni e che ha come causa un batterio molto virulento, lo streptococco beta emolitico del gruppo A; il beta emolitico di questo gruppo danneggia organi importanti come i reni o la valvola aortica. La letteratura medica infatti, riporta come causa delle malattie che colpiscono la valvola aortica, sia quelle congenite, sia quelle acquisite per infezioni o per infiammazioni. La febbre reumatica, ormai quasi scomparsa nella civiltà del benessere è ancora presente in Italia specie nelle famiglie disagiate, con ambienti sovraffollati in condizioni di scarsa igiene con esposizione frequente ai batteri; condizioni presenti nella famiglia di Massimo Troisi; la sorella Rosaria e il fratello Luigi, in un intervista, parlano di una famiglia poverissima, felice, ma sovraffollata, costretta in un ambiente troppo piccolo per ospitare i genitori e cinque fratelli, nonni e zie.

Esaminando il tema natale di Massimo troviamo i segni di una predisposizione alle infezioni batteriche e virali che possono colpire in special modo la gola: l’As. Sagittario forma un quadrato con Mercurio e il maestro dell’As. Giove, si trova, insieme alla Luna, in Toro, il segno che governa la gola; Giove è cuspide sesta, la casa che governa la salute.

Venere e Urano i pianeti sensibili

Venere , come vedremo, rappresenta uno dei punti più ricettivi e fragili del tema.

Dopo Giove, il pianeta più importante per la salute, in questo tema è Venere perché è la maestra della sesta ed è dissonante, in esilio in Ariete e presenta un quadrato esatto a Urano. Urano è maestro dell’Acquario, il segno che simbolizza il sistema cardiocircolatorio, e governa la pressione e l’elettricità, fenomeni della conduzione elettrica del cuore.  Urano, si trova in ottava casa e come rovescio della medaglia, essendo in trigono con Mercurio, gli regala una ferrea volontà e un potere decisionale invidiabile; la volontà è la forma più potente di energia. Di per sé il tema non si presenta così nefasto, ma sappiamo che l’ambiente e la familiarità concorrono almeno al cinquanta per cento alle cause del materializzarsi di importanti patologie. Di questo noi astrologi teniamo conto e verifichiamo pazientemente i transiti dei pianeti lenti sui punti nevralgici del tema di nascita.

Ma a quale età Massimo ha contratto l’infezione che ha causato il danneggiamento della valvola aortica?

Inverno 1960

Troviamo, nell’inverno del 1960, la direzione simbolica della congiunzione di Marte a Venere (Marte 8°,18, Venere 15°,33 Ariete) verso i sette anni, coincidente con il transito di Saturno in Capricorno al quadrato di Venere e opposto a Urano. Urano è importante nel tema di Massimo, anche se normalmente considerato generazionale, perché si trova in ottava al quadrato perfetto con Venere. Venere ha un significato fondamentale nell’analisi del tema perché non solo governa la salute dato che è anche maestra della sesta casa, ma è in quarta e lesa; indica dunque una fragilità che ha origine in famiglia. Sulla lesione di Venere potremmo aprire un capitolo per spiegare la tristezza, la depressione e la sua vita sentimentale così instabile; Venere, insieme a Giove, rispetto al segno dei Pesci, governa gli oppiacei cerebrali, ormoni che ci permettono di essere equilibrati, sereni e ottimisti. Un’ ultima conferma del fatto che Venere in questo tema è un punto fragile viene dal transito di Urano in Bilancia opposto preciso a Venere natale nell’ottobre del 1971, la data in cui morì l’amatissima mamma.

Inverno1965
attacco acuto di febbre reumatica – danneggiamento valvola

Il transito più eclatante è però quello che si vede nella Riv. Solare del 1965, all’età di dodici anni, in coincidenza con il suo primo attacco importante di febbre reumatica;

Grafico rivoluzione 1965

Nettuno sull’Ascendente Scorpione, sulla cuspide della dodicesima, quadrato a Venere e opposto al Sole. Anche rispetto ai transiti la posizione di Nettuno – mutazioni è preoccupante perché in Scorpione forma una netta opposizione con la Luna e in seguito con Giove in sesta. Ebbene sappiamo che Nettuno simbolo delle mutazioni, governa lo stile dei batteri e dei virus che hanno la capacità di mutare velocemente per sopravvivere. In questo periodo inizia il calvario del soggetto che comincia ad avvertire i primi sintomi di debolezza e mancamenti dovuti al danneggiamento della valvola aortica.

1971: muore la madre

Nel 1972 a Troisi venne diagnostica la patologia aortica che gli causava debolezza e malesseri: Nettuno a fine Scorpione quadrato al Sole, Urano opposto a Venere, Saturno opposto As. quadrato a Mercurio.

Finalmente nel 1976 decide di farsi operare a Houston dal cardiochirurgo M. De Bakey per il cambio della valvola aortica. Siamo nel 1976, Massimo ha 23 anni e la sua carriera comincia a decollare, ma il cuore non ce la fa più.

1976 – Massimo ha 23 anni
cambio valvola aortica a Houston

Nettuno transita sull’Ascendente Sagittario, la Luna di nascita è colpita dall’opposizione di Urano che transita a 5° di Scorpione. La Rivoluzione Solare è ancora più esplicita: Ascendente Leone quadrato a Urano in quarta, Saturno opposto alla congiunzione Venere/Mercurio quadrati a Giove opposto alla Luna, Nettuno opposto a Marte.

Rivoluzione solare del 1976

Passano, tra alti e bassi della salute, altri tredici anni. Il lavoro va a gonfie vele, ma il cuore è ormai stremato, le forze deboli.

1993 tentativo fallito di intervento

Siamo nel 1993. Massimo torna a Houston per un nuovo intervento, ma durante l’operazione il cuore ha un infarto e si deve soprassedere per la troppa debolezza generale.

Rivoluzione solare del 1993

L’Ascendente  di rivoluzione in nona casa indica il viaggio a Houston opposta a Mercurio. Marte e Plutone sono dissonanti e indicano cattiva riuscita dell’intervento anche a causa di Giove opposto a Venere.

L’appuntamento è dopo pochi mesi, ma l’attore vuole recitare “Il postino” con il “suo “cuore. Ce la farà anche con l’aiuto di controfigure.

Morirà dodici ore dopo aver finito il film, a casa di sua sorella Anna Maria, un pomeriggio di giugno.

E’ mancato nel sonno, a Ostia,il 4/6/1994 h.15,30.

1994 – rivoluzione solare dell’anno della morte

Il 4 giugno 1994 alle 15,30
Plutone sul nodo, opposto alla Luna, Giove sull’Ascendente quadrato a Venere.
Sole congiunto a Saturno in cuspide quarta casa

Curiosità e coincidenze

Troisi aveva un Sole importante in terza casa con cuspide in Acquario,Sole opposto a Plutone, ma con trigoni alla congiunzione. Saturno/Nettuno, in undicesima.
Anche Mercurio in terza casa. Dunque le valenze della terza e dei Gemelli devono essere forti.

Il padre era ferroviere, lui da bimbo sognava di avere una bicicletta che non arrivava mai.

La terza e i Gemelli governano il metamero che corrisponde al torace, costole, sterno e i visceri come i polmoni. Ebbene per effettuare l’intervento a cuore aperto il chirurgo taglia lo sterno in due parti per accedere alla valvola dell’aorta. (Adriana Cavadini)

…e noi nel lasciarvi alle vostre riflessioni vogliamo eternamente ricordarlo così

“GRAZIE MASSIMO”

(Relazione presentata al convegno  CIDA , “PERCORSI DI VITA”)

Per gentile concessione dell’Autrice-tutti i diritti sono riservati

ADRIANA RAMPINO CAVADINI

E’ la massima esperta di astrologia medica in Italia.

Autrice del libro : Principi di Astrologia medica  (ed. Hoepli,Milano 1989)

“L’astrologia può occuparsi anche della nostra salute perché esistono precise analogie tra l’organizzazione del corpo umano e la sequenza zodiacale, siamo costruiti secondo lo stesso ordine cosmico. Da questo principio nasce la possibilità di interpretare un tema natale in chiave medica […], ma senza dimenticare le regole fondamentali dell’astrologia antica e moderna.”

Passeggiando sotto le Stelle presenta “IL VIAGGIO DEL SOLE, OVVERO, DODICI PERSONAGGI ,IN CERCA DI IDENTITÀ”


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Viaggiare alla luce del Sole, mettendo l’accento sulla ricerca del significato, troppo spesso perduto, del senso della nostra vita. Smarriti nel Bosco delle Possibilità arranchiamo alla ricerca di un identità nascosta, celata ai più. Ma lui, il nostro Daimon-Sole sappiate che non rinuncerà mai a indicarci la retta via. La nostra Mappa Natale ha ben impresso nel suo CODICE SEGRETO tutto il SENSO DEL NOSTRO CAMMINO. La nostra Anima ha scelto un viaggio e noi siamo qui a rappresentarlo. I dodici segni zodiacali sono “Personaggi in cerca d’Autore” che hanno a loro disposizione 12 luoghi sacri dove manifestare i loro Bisogni primari. Grazie all’energia vivida e salvifica dei loro Capitani-Pianeti e dalle strategiche posizioni che assumono all’interno del nostro Tempio noi possiamo accedere a quella Ambita Conoscenza Superiore che ci traghetterà verso il Luogo della Rivelazione,rappresentato dalla posizione del nostro Sole. Siamo nati in un dato luogo e in un dato momento, in seno ad una famiglia e con il limite della nostra Umanità. La ricerca della propria Vocazione sarà per tutti noi da rintracciare, per riuscire ad accedere ai livelli superiori dell’Essere. Chirone sarà sempre con noi a simboleggiare la ferita che ci perseguita se non riusciamo a lavorare nella direzione giusta.
Dunque non più, solo un analisi didattica dei 12 segni zodiacali,ma una grande opportunità di capire davvero l’importanza di conoscere e riconoscere i significati più alti che si celano dietro di essi.

locchio-dellunoVOCAZIONE (nona casa). SENSO DELLA VITA (casa solare,missione dell’anima). Discriminazione(Mercurio). Scelta (Venere). Direzione e azione (Marte). Un cocktail fantastico di energie potenti che se le sfidiamo ci condurranno per mano verso l’unica cosa che conta,quella sensazione di pace e serenità necessarie per incontrare il nostro cammino. Viandanti non più del “caso” ma capaci di dar vita a un’ ASTRAZIONE DELLA MENTE (Nettuno), che diventa un’ IDEA (Urano) che SI TRASFORMA nell’immagine di un SOGNO (Giove) che grazie a Saturno costruiremo e realizzeremo con GIOIA,per finalmente CONOSCERE, COSA SIAMO CHIAMATI AD ESSERE.Tunnel con donna 450 R col contr b52b90c8cf9e6ac3f6d8be6555fb3f80
Ma se questo meccanismo fantastico non funziona eccoci viaggiatori del “tempo che passa” , ci ammaliamo alla ricerca del senso perduto,in attesa di una luce nel bosco , ancorati al porto dei “mai contenti”,dispersi nei meandri di milioni di mondi possibili, incapaci di vedere la Giusta Via…che è solo una..la Nostra…

E come ci ricorda James Hillman  nel  “CODICE DELL’ANIMA
“RIEMPIAMO I CONTORNI DELLA NOSTRA BIOGRAFIA”

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“…Perché è questo che in tante vite è andato smarrito e va recuperato: il senso della propria vocazione, ovvero che c’è una ragione per cui si è vivi. Non la ragione per cui vivere; non il significato della vita in generale, o la filosofia di un credo religioso..” Ma quella costante sensazione.. “che esiste un motivo per cui la mia persona, che è unica e irripetibile, è al mondo, e che esistono cose alle quali mi devo dedicare al di là del quotidiano e che al quotidiano conferiscono la sua ragion d’essere; la sensazione che il mondo, in qualche modo, vuole che io esista, la sensazione che ciascuno è responsabile di fronte a un’immagine innata, i cui contorni va riempiendo nella propria biografia…”
Vi invito come sempre a rifletterci su..
Viaggiatori vi aspetto.
L’unica cosa che serve è l’Armatura della Fede…
Pe prenotazioni e informazioni
cell: 3927526886
info: astriecontrasti@gmail.com
Il workshop esperenziale si svolgerà nei locali del CANTIERE TEATRALE, Circonvallazione  Gianicolense 307,Roma .
Sabato 14 dalle 14.00 alle 19.00
Domenica15 dalle 11.00 alle 19.00
Il costo delle due giornate è 130 euro

Nettuno/Saturno : l’insostenibile pesantezza dell’essere artista

caoscalmo1Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa? Il fardello più pesante ci opprime, ci piega, ci schiaccia al suolo…Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica. Al contrario, l’assenza assoluta di un fardello fa si che l’uomo diventi più leggero dell’aria, prenda il volo verso l’alto, si allontani dalla terra, dall’essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato. Che cosa dobbiamo scegliere allora? La pesantezza o la leggerezza?”

(Milan Kundera ,L’insostenibile leggerezza dell’essere)

La scelta è dunque fra la leggerezza di un volo nell’immensità (Nettuno) o la pesantezza soffocante di un viaggio al centro della terra (Saturno)!! Nascere con un aspetto di quadratura fra Nettuno e Saturno è un dolore costante per il povero malcapitato che ne porta i segni non sempre inconsapevolmente. Se è pur vero che con quadratura si intende un aspetto di cui siamo totalmente inconsci ,un blocco sulla nostra realtà conscia, rimane il fatto che questa dolente nota porta in se l’ enorme sensazione di vivere la vita in totale schizofrenia, in una tensione costante fra due poli opposti che rimangono come traccia indelebile della sua personalità anche cosciente. E quando Saturno in transito si mette in aspetto fra questi due , ritengo per esperienza personale che la consapevolezza della tensione che ne deriva può essere molto ma molto dolorosa,soprattutto se abbiamo un tema nettuniano . Avendo io un aspetto di quadratura fra Nettuno in Scorpione in quinta casa e Saturno in Acquario in ottava casa, questa spaccatura è stata una costante della mia vita di cui non ero certo consapevole quando muovevo i primi passi della mia vita e con incerta determinazione trovavo nell’arte l’unica alternativa all’eterna insoddisfazione…che divorava le mie giornate di adolescente creativa e infelice. Tutto mi sembrava non adeguato,qualsiasi cosa facessi ,ce n’era un altra che avrei dovuto fare…sempre spaccata fra due mondi : da una parte genio e sregolatezza, dall’altra necessità di ordine e struttura. E quando Saturno si affacciò nella mia quinta casa per la prima volta nella mia vita..fu una vera tragedia.. di cui ancora oggi porto i segni… Mi sentivo diversa, straniera a questa terra, incompresa. Non capivo dove era il conflitto (e nel frattempo distruggevo ogni mia opera d’arte,che fosse una poesia,un quadro,una scultura…) Poi un giorno incontrai queste parole … e le registrai come  il viaggio verso la consapevolezza.Tutto cominciò con questo brano..anche il mio innamoramento per l’Astrologia Psicologica/Umanistica ( che divenne poi nel tempo amore profondo! ).

Contatti di Saturno-Nettuno

“L’ ARTE DI RUBARE IL FUOCO” Liz Greene

mascheraPotresti talvolta sentirti profondamente infelice,depressa e malinconica e potresti provare un notevole grado di sofferenza per via di quel senso di disillusione e di compromesso o distruzione dei tuoi sogni quando Saturno in transito colpisce questa quadratura natale tramite un aspetto difficile.[..]Il tuo quadrato garantisce che il ciclo di saturno solleverà sempre temi nettuniani(la brama per l’eternità,la resistenza a incarnarsi,il desiderio di fusione) unitamente alla sfida Saturniana della separazione. Ciò significa che probabilmente proverai una qualità particolare di dolore emotivo, poiché la separazione è molto difficile per Nettuno e c’è spesso una grande stanchezza del mondo e tristezza nell’ambito di questa combinazione di pianeti. Eppure Saturno-Nettuno è anche conosciuto come l’aspetto dell’artista,per via del profondo bisogno di trasporre nel mondo della forma immagini eterne. Penso che questa quadratura natale,quando viene attivata da un transito di Saturno,possa renderti intensamente consapevole della divergenza tra l’immaginazione e la realtà fisica e che potrebbe approfondire e accrescere il tuo senso di un universo con molti livelli. Potrebbe spingerti a fare un lavoro creativo come ponte per superare tale divergenza .Essa acuisce il conflitto tra mortalità ed eternità. C’è spesso un senso molto acuto di questa divisione nelle persone con Saturno-Nettuno,anche con il trigono e il sestile. […]Credo che l’immagine dei castelli di sabbia sia molto appropriata. Il dolore e la delusione che provi sono probabilmente proporzionali all’intensità del tuo idealismo e alla irrealtà delle tue aspettative. Un contatto natale Saturno-Nettuno può rispecchiare una tendenza ad oscillare dall’aspettarsi troppo all’aspettarsi troppo poco. Uno si muove da uno stato d’estasi(Ho trovato la persona!) a uno stato di cinismo(prima o poi tutti mi abbandonano!). I transiti di Saturno sicuramente evocano quest’ultima risposta. Uno può,naturalmente,smettere di cercare di fare castelli di sabbia permanenti,ed entrare nello spirito di costruirli per il piacere di farlo e di lasciarli andare quando giunge l’alta marea. A Saturno piace costruire i

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Quella triste notte buia dell’Anima..

ARTICOLI DI PSICOLOGIA

“Questa società non è ammalata nella Psiche,questa società è ammalata nell’Anima”
https://aironidicarta.files.wordpress.com/2012/07/buio.jpg?w=676.
La notte buia dell’Anima di Roberto Assagioli

Lo sviluppo spirituale dell’uomo è un’avventura lunga e ardua, un viaggio attraverso strani paesi, pieni di meraviglie, ma anche di difficoltà e pericoli.

Esso implica una radicale purificazione e trasmutazione, il risveglio di una serie di facoltà ancora inattive, l’elevazione della coscienza a livelli mai toccati prima e il suo espandersi lungo una nuova dimensione interna. Non dobbiamo meravigliarci perciò che un cambiamento così grande si svolga attraverso vari stadi critici, non di rado accompagnati da disturbi neuropsichici e anche fisici (psicosomatici). Questi disturbi, possono apparire all’osservazione clinica ordinaria, uguali a quelli prodotti da altre cause, ma in realtà hanno significato e valore del tutto diversi e devono di conseguenza venir curati in modo differente. Attualmente poi i disturbi prodotti da cause spirituali, vanno divenendo sempre più frequenti, poiché il numero di persone che, consciamente o inconsciamente, sono assillate da esigenze spirituali va divenendo sempre maggiore. Inoltre, a causa della maggiore complessità dell’uomo moderno e particolarmente degli ostacoli creati dalla sua mente critica, lo sviluppo spirituale è divenuto un processo interiore più difficile e complicato.
Per questa ragione è opportuno dare uno sguardo generale ai disturbi nervosi e psichici che possono insorgere nei vari stadi dello sviluppo spirituale, e offrire qualche indicazione riguardo ai modi più adatti ed efficaci per curarli.
In generale, nel processo di realizzazione spirituale si possono osservare cinque stadi critici:
1 – Le crisi che precedono il risveglio spirituale;
2 – Le crisi prodotte dal risveglio spirituale;
3 – Le reazioni che seguono al risveglio spirituale
4 – Le fasi del processo di trasmutazione;
5 – La “notte oscura dell’anima”.

1 – Crisi che precedono lo sviluppo spirituale:

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Fabrizio Carotti- Notte oscura dell’anima

Per ben comprendere il significato delle singolari esperienze interiori che spesso precedono il risveglio dell’anima, occorre ricordare alcune caratteristiche psicologiche dell’uomo ordinario. Questi, più che vivere, si può dire che si lasci vivere. Egli prende la vita come viene; non si pone il problema del suo significato, del suo valore, dei suoi fini. Se è volgare, si occupa solo di appagare i propri desideri personali: di procurarsi i vari godimenti dei sensi, di diventare ricco, di soddisfare la propria ambizione. Se è d’animo più elevato, subordina le proprie soddisfazioni personali all’adempimento dei doveri familiari e civili che gli sono stati inculcati, senza preoccuparsi di sapere su quali basi si fondino quei doveri, quale sia la loro vera gerarchia, ecc. Egli può anche dichiararsi religioso e credere in Dio, ma la sua religione è esteriore e convenzionale, ed egli si sente a posto quando ha obbedito alle prescrizioni formali della sua chiesa e partecipato ai vari riti. Insomma, l’uomo comune crede implicitamente alla realtà della vita ordinaria ed è attaccato tenacemente ai beni terreni, ai quali attribuisce un valore positivo; egli considera la vita ordinaria fine a sé stessa, e anche se crede a un possibile paradiso futuro, desidera comunque andarci… il più tardi possibile. Ma può avvenire, che quest’uomo ordinario venga sorpreso e turbato da un improvviso mutamento nella sua vita interiore. Ciò può..

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Dal Dolore alla Gioia: con Ilario e Roberto Assagioli

È meglio per il cuore umano piangere e consolarsi, che cessare, non piangendo, di
essere un vero cuore umano.
S. AGOSTINO

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Quando arriviamo allo stadio in cui è avvenuto il perfetto accomodamento tra il finito che è in noi e l’infinito, il dolore stesso diviene un capitale prezioso; esso è la misura con cui stimiamo il vero valore della nostra gioia. Il più importante insegnamento che si può ricavare dalla vita consiste non già nel riconoscere l’esistenza del dolore in questo mondo, ma nel comprendere che dipende da noi il convertirlo in grande beneficio e in altrettanta gioia. E ciò può effettuarsi soltanto quando noi comprendiamo che l’io individuale non costituisce lo scopo supremo del nostro essere, ma che in noi v’è l’Essere Universale il quale è imperituro, non teme la morte e la sofferenza e considera il dolore soltanto come l’altro aspetto del piacere… Poiché il dolore è la vestale consacrata al sacrificio dell’immortale perfezione; quando prende il suo vero posto davanti all’altare dell’infinito, allontana il bruno velo e scopre il volto a chi la contempla come una rivelazione di gioia suprema. (TAGORE)

DAL DOLORE ALLA PACE

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Libro di Ilario Assagioli

“Il valore umano di questo volume è dato, oltre che dal contenuto, dal fatto che esso è frutto di sofferenza reale e che il primo ad aver attinto aiuto dalle sue pagine è il compilatore stesso. Suo scopo immediato è, come ho detto nella dedica, quello di aiutare ad accettare e vincere il dolore, riconoscendone la funzione purificatrice ed elevatrice. Però esso si rivolge,non meno che a chi soffre fisicamente o moralmente,ad un’altra ed ampia categoria di persone: agli insoddisfatti, a coloro che si sentono a disagio nella vita comune, piena di cose piacevoli ma vuote, e che cercano qualcosa di meno effimero e di più profondo, qualche base salda e duratura su cui fondare la propria dimora interna. Ed oggi che i disorientati e gli insoddisfatti sono più numerosi che mai, il riflettere su certe verità eterne, presentate in forma varia dai grandi spiriti di ogni tempo e nazione, può far apparire meno lontana la prima mèta di ogni realizzazione spirituale, la rivelazione del Sé interiore, del proprio Centro spirituale.Affinché ciò avvenga,bisogna che alla lettura dei precetti segua la loro attuazione; infatti, per dirla con i cinesi, “l’insegnamento che entra solo nell’orecchio è come un pasto consumato in sogno”.E i pasti sognati non sono molto nutrienti!”

di ILARIO ASSAGIOLI

Figlio del grande Roberto Assagioli ,padre della Psicosintesi
(Arcobaleno di pensieri ,con introduzioni di Roberto Assagioli)

Parte prima:LA RICERCA

DAL DOLORE ALLA MEDITAZIONE,

introduzione di Roberto Assagioli

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Si può dire che dolore e pace sono i due punti estremi della traiettoria che l’uomo percorre nel corso della sua evoluzione interna, da quando comincia ad acquistare una vera coscienza di se stesso fino a quando giunge ad unirsi in modo volenteroso con la Vita universale, ad inserirsi armonicamente nei ritmi cosmici.Durante la maggior parte del lungo pellegrinaggio sulla via evolutiva il dolore è, in qualche misura, inevitabile. Esso ha funzioni utili, anzi preziose e necessarie. Tali funzioni sono molteplici; ma ve ne sono quattro principali e particolarmente benefiche.

Nei primi stadi della evoluzione umana ,ma in qualche misura anche in quelli successivi, soltanto, o soprattutto, il dolore vale a scuotere l’uomo da un passivo adagiamento, dalle comode “routines”, dalla sua fondamentale pigrizia mentale e morale, dal suo ristretto egocentrismo. Il “buon dolore”, nelle sue numerose e svariate forme, lo induce, lo obbliga a “svegliarsi”, a suscitare le proprie energie latenti, a volere e a metter in valore i suoi “talenti”.

La seconda funzione benefica del dolore è in un certo senso inversa della prima: è quella di svincolare l’uomo da attaccamenti eccessivi a cose o persone; di affrancarlo dalla schiavitù in cui lo tengono i suoi istinti, le sue passioni, i suoi desideri; di impedirgli di commettere nuovi errori e nuove colpe. Questa è dunque una funzione purificatrice e liberatrice.

La terza funzione del dolore, collegata con la precedente, è quella di indurre l’uomo a disciplinarsi, a dominare le incomposte energie istintive, emotive, mentali che si agitano in lui; a ordinarle ed organizzarle, in modo che esse divengano costruttive e non distruttive; a trasformarle, incanalarle, utilizzarle per attività feconde, e benefiche, per fini elevati ed umanitari. Ciò richiede un’energica e assidua “azione interna”; ma i mirabili risultati che se ne ottengono compensano ampiamente della fatica. Il possesso di sé, il senso di sicurezza  e di potenza nel proprio reame interiore danno profonde e durevoli soddisfazioni. E l’ordine significa armonia e bellezza.

Infine il dolore induce, obbliga al raccoglimento, alla riflessione, alla meditazione. Esso ha il prezioso e necessario ufficio di richiamarci dalla vita volta all’esterno, dispersa e dissipata, superficiale e materialistica che troppo spesso conduciamo. Il dolore ci scuote, ci fa “rientrare in noi stessi”; arresta la nostra corsa affannosa; ci fa volgere lo sguardo al di dentro e verso l’alto. Così noi cominciamo veramente a pensare, a porre a noi stessi i grandi problemi della vita, a cercar di trovarne la giustificazione, di comprenderne il significato, di intuirne lo scopo e la mèta. Allora cominciamo a creare il silenzio in noi stessi, a “interrogare”, a pregare, a invocare. Allora comincia il colloquio,il “dialogo” interno con un Principio, una Realtà superiore, con la nostra Anima profonda, con Dio… Continua a leggere

Passeggiando sotto le stelle presenta: EMOZIONI:Luna,cibo per l’Anima

“AL NOSTRO CUORE RIMANE SOLO IL CORAGGIO DI FARE LE PROPRIE SCELTE”

(Hilmann)

“Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.” (Colazione da Tiffany)
Ah quante volte abbiamo visto questo Film ! Quante volte ci siamo immedesimati in quelle scene!Quante volte abbiamo avuto paura di assomigliare a quel sordo dolore per amore che porta alla fuga totale..o per contraltare all’abnegazione radicale!!! In ognuno di noi c’è un patrimonio emotivo che deve crescere svilupparsi diventare “adulto” attraverso l’esperienza quotidiana di vivere il proprio cuore a 360 gradi.
“Le emozioni sono informazioni che arrivano sotto forma di sostanze chimiche.Ad ogni emozione corrisponde un neurotrasmettitore,una molecola di sostanza chimica. Nel nostro corpo, sulle nostre cellule sono posizionati determinatii recettori che si piazzano sulle membrane cellulari. Ogni recettore può ricevere un solo tipo di neurotrasmettitore.Sono collegati come una serratura e una chiave.” Tutto il nostro mondo emotivo dunque agisce sul nostro sangue e se ci pensiamo la parola EMOZIONE,significa proprio AGIRE SUL SANGUE(emo-agere)“Agire sulla Fiamma viva ,agire il nostro Marte. Questo è estremamente importante per comprendere appieno l’importanza della NOSTRA Luna e quanto sia fondamentale e indispensabile ,per la nostra salute sia fisica che psicologica far funzionare l’intera gamma delle nostre emozioni. Per questo siamo chiamati a capire insieme una volta per tutte quanto male possiamo farci se non incontriamo con l’umiltà del cuore i nostri blocchi irrisolti sospesi incompresi problemi emotivi.
Esiste dunque nel nostro corpo un sistema bio-chimico che naviga nell’acqua e che astrologicamente noi facciamo corrispondere alla Luna,madre delle nostre Emozioni. Ma esiste anche un sistema nervoso basato sulle sinapsi collegato al sistema mercuriale che gestisce le informazioni mettendo in comunicazione l’apparato centrale con tutta la nostra parte periferica, ramificandosi anche nella nostra psiche. Sarà proprio Mercurio che trasmetterà  Continua a leggere

UN 2015 PIENO D’AMORE

BUON ANNO A TUTTI VOI COMPAGNI CHE SIATE FUOCO ARIA TERRA E ACQUA.. VI AUGURO UN INIZIO PIENO D’AMORE…PERCHÈ SOLO QUESTO CONTA !

 

astro_2gw_01_fine_anno.62278.36769PER UN ANNO PIENO DI ENTUSIASMO, AUGURI DA ASTRI E CONTRASTI A TUTTI VOI,AMANTI ASTROLOGICI E COMPAGNI DI VIAGGIO

Mentre aspettate il mio oroscopo del 2015…vi lascio un pensiero su cui riflettere a mezzanotte…diamoci da fare..tutti!! Sarà un anno interessantissimo e pieno di incognite.
L’ingresso di saturno in sagittario e la presenza di giove in leone ci garantiscono un anno dove rigore e ottimismo viaggiano verso una risoluzione. Molti i segni coinvolti che dovranno riuscire a trovare una ragione in più per risolvere molte dinamiche sospese da anni, la quadratura di Plutone in capricorno e Urano in ariete fa da bilancia per il controllo di ogni operazione. Dovremo darci molto da fare per trarre il massimo vantaggio da questi passaggi planetari estremamente eficaci per chi saprà approfittarne. L’unico neo..non è tollerata alcuna pigrizia! Il trigono che si sfiorerà per tutto l’anno fra urano saturno e giove getterà le basi per partorire qualcosa di nuovo una sorta di fucina dove si creeranno i presupposti di un buon risultato i cui frutti si assaporeranno nel 2016 quando saturno e urano saranno in sinergia totale.. Invece per il mondo emozionale ci saranno grandi sbalzi d umore . Si cementeranno solo quelle emozioni vere e autentiche;di fatto la quadratura di saturno al binomio indissolubile che formano nettuno e chirone in pesci getterà le basi per una più “radicale” spiritualità perchè è proprio nella tensione massima che si creerà che cercheremo di capire cosa ci spinge veramente a “sentire” l’umanità intera come unica realtà, anche se Saturno in sagittario porterà in se una sorta di dogma a cui corrispondere e se è pur vero che la storia insegna, va analizzato questo passaggio con molta umiltà perchè il conflitto tra saturno e nettuno riesca a suggerire attraverso la norma e la regola un buon pasaggio verso una maggiore spiritualità senza confini ne religioni.

Il Punto Vertex in Astrologia

Per capire e meglio comprendere i significati e il perchè di questo interessante punto presente nella nostra carta natale ,dal momento che ripetitive e riassuntive sarebbero le mie parole, vi offro direttamente la lettura di una sintesi del libro di Renzo Baldini,di certo l’Astrologo Italiano più accreditato a farlo:

L’Ascendente dell’anima: il Punto Vertex in Astrologia”

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Cosa è e come usare il Punto Vertex in Astrologia

(Dalla presentazione del libro di Renzo Baldini “L’Ascendente dell’anima: il Punto Vertex in Astrologia“tenuta dall’Autore al Primo Congresso Internazionale Latino Americano ‘Ptolomeo’Badalona, Barcellona, Spagna, 1, 2, 3 Ottobre 1999)

  E’ buona cosa costatare che l’Astrologia sta facendo in questi ultimi anni dei passi notevoli nella ricerca grazie anche alla collaborazione tra studiosi che si scambiano così le loro esperienze. Ciò coinvolge anche l’argomento di questa mia ricerca, quel Punto Vertex studiato a suo tempo dall’astrologo canadese Edward L. Johndro. Ricordo brevemente, a coloro che da poco si sono imbattuti nel Vertex (VX), che con questo termine si intende il punto di incrocio occidentale fra quello che è il percorso apparente del sole e il primo verticale, cioè fra l’eclittica e quel cerchio verticale che si delinea collegando i punti Est e Ovest dell’orizzonte passando per lo Zenit (il punto opposto è chiamato Antivertex – AVX -). Questo ha a che fare con il Sistema delle Coordinate dell’Orizzonte, che è composto da tre cerchi: l’orizzonte, il meridiano e appunto il primo verticale. Il punto in cui l’eclittica interseca l’orizzonte Est è ciò che noi astrologi chiamiamo Ascendente (e Discendente il punto opposto Ovest). Il punto in cui l’eclittica interseca il meridiano superiore è ciò che noi astrologi chiamiamo Medio Cielo (e Fondo Cielo il punto opposto inferiore). Fino ad oggi noi abbiamo lavorato con queste due sole coordinate: una orizzontale (AS/DS) e una verticale (MC/FC), avendo così una visione bidimensionale del tutto. Eppure noi sappiamo che le coordinate dell’orizzonte sono tre, e l’eclittica incontrerà in due punti anche la terza, infatti: AS/DS = punti in cui l’eclittica incontra l’orizzonteMC/FC = punti in cui l’eclittica incontra il meridianoVX/AVX = punti in cui l’eclittica incontra il primo verticale.

Questo dimostra che il Vertex e l’Antivertex hanno lo stesso diritto di esistenza dell’Ascendente e del Discendente, del Medio Cielo e del Fondo Cielo, e che dovrebbero essere inseriti nella carta del cielo e interpretati come facciamo per gli altri punti ed elementi oroscopici. Esistono vari metodi che permettono di trovare il Vertex; uno di questi fa uso della Tavola delle Case. La prima operazione da fare, con questo sistema, consiste nel trovare la latitudine complementare a quella del luogo natale (co-latitudine); per far questo basta sottrarre da 90° la latitudine del proprio luogo di nascita; apriamo ora la Tavola delle Case a questa nuova latitudine, e nella colonna MC andremo a trovare il grado e il Segno corrispondente al nostro FC; l’Ascendente che vi corrisponde sarà il Vertex. In altre parole possiamo dire che il Vertex non è altro che l’Ascendente che noi avremmo se il nostro FC fosse un MC, ovviamente alla co-latitudine data. Potremmo collegare l’importanza che l’introduzione del Vertex ha in Astrologia alla portata che l’introduzione della prospettiva ebbe in pittura: da una visione bidimensionale ad una tridimensionale; non solo larghezza (nel nostro caso l’asse AS/DS) e altezza (l’asse MC/FC) ma anche profondità (l’asse VX/AVX), un po’ come essere passati di colpo dalle figure murali egiziane, piatte e di profilo, alle rotondità e ai volumi di Filippo Brunelleschi, Michelangelo o Leonardo!Ecco che il Vertex diventa (come dice il titolo di un libro di Ann E.Parker) la terza dimensione dell’oroscopo.

Consideriamo che l’entrata in campo della profondità ci mette nelle condizioni di avere un volume, facendoci quindi occupare uno spazio. Questo è molto importante per capire il peso che può avere il Vertex nell’interpretazione psicologica di un tema astrale, nella decifrazione delle dinamiche interpersonali e nella comprensione dei modi di difesa di questo spazio personale. Psicologicamente parlando potremmo anche azzardare l’ipotesi di collegare l’asse Ascendente/Discendente all’Io, l’asse Fondo Cielo/Medio Cielo al Super Io, l’asse Vertex/Antivertex all’Es freudiano, cioè a quel “pozzo dei desideri sulle pareti del quale è registrata la storia delle gratificazioni e delle frustrazioni.”Ebbene, indagini condotte su soggetti psichicamente debilitati hanno permesso di vedere come il Vertex possa risultare utile per la comprensione di alcuni disturbi dell’umore o affettivi (e/o schizoaffettivi), così come di alcuni disturbi della personalità a sfondo antisociale, e pensiamo a soggetti ‘borderline’ o a quelli con marcate note narcisistiche o istrioniche.

Eppure fino ad oggi il Vertex è stato usato prevalentemente in ambito sinastrico, negli oroscopi di coppia. Certamente questa è una delle possibilità di uso di questo punto, visto e considerato che, alle nostre latitudini, questo si troverà sempre nella parte occidentale del tema, a ridosso del Discendente che è appunto il luogo dell’incontro con l’altro. Vediamo quindi di capire, brevemente, come usare il Vertex negli oroscopi di coppia, nelle comparazioni fra due carte astrali. Dovete sapere che il Vertex ha un potere “maieutico” (dal greco maieutike cioè ‘(arte) ostetrica’), ovvero tira fuori, esalta, le caratteristiche del pianeta con il quale viene in contatto; ciò vale sia nella carta individuale che nelle comparazioni. Ha, anche, un che di “destinico”, o se volete karmico, nel senso che le coppie segnate da sovrapposizioni Vertex-Pianeta si troverebbero a vivere una relazione che va oltre la normale attrazione o l’incontro più o meno casuale, inserendo le due persone in una sorta di “programma sociale”, come se cioè il loro incontrarsi producesse un qualcosa di importante lasciando altresì una traccia, piccola o grande che sia, nella società in cui vivono. Questo vale per qualsiasi tipo di relazione, di rapporto.(…)

Vi consiglio di andare direttamente a leggere l’esempio che Baldini porta a immediata prova delle sue considerazioni:clicca su

ESEMPIO SU DI UN CASO CLINICO (Tratto dal libro “L’Ascendente dell’anima. Il Punto Vertex in Astrologia”)

E per continuare lo studio cliccate su:

Il concetto astronomico e astrologico del Punto Vertex.Come costruire il “Tema dell’Anima”

Questo è ciò che la ricerca ha evidenziato:

(ovviamente è inutile che vi ripeta che questi riferimenti sono esclusivamente una tendenza )

 ARIETE  Disturbo Borderline
 TORO  Disturbo di Evitamento
 GEMELLI  Disturbo Schizoide
 CANCRO  Disturbo Istrionico
 LEONE  Disturbo Narcisistico
 VERGINE  Disturbo Ossessivo-Compulsivo
 BILANCIA  Disturbo Dipendente
 SCORPIONE  Disturbo Antisociale
 SAGITTARIO  Disturbo Schizotipico
 CAPRICORNO  Disturbo Paranoide o Depressivo
 ACQUARIO  Disturbo Paranoide
 PESCI  Disturbo Passivo-Aggressivo

Il concetto di Archetipo in Jung

ASTRI E CONTRASTI :

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archetipi4Abbiamo utilizzato la parola “Archetipo” molto spesso negli ultimi anni ma nel significato che crediamo di aver compreso manca a volte quel particolare  approccio  scientifico, necessario per far si che non si cada trappola di   personali convincimenti o interpretazioni del tutto “casalinghe”

Ma cos’è ? Chiariamo prima di tutto il significato principale,dello stesso Jung.

Archetipo
Termine che nella teoria psicoanalitica di Carl Gustav Jung si riferisce a una rappresentazione mentale primaria, che fa parte dell’inconscio collettivo e si manifesta in simboli presenti in tutte le culture e in ogni epoca storica. L’archetipo è il prodotto delle esperienze primordiali dell’umanità relative agli aspetti fondamentali della vita. Non è possibile entrare in rapporto diretto con l’archetipo, ma si possono percepire i suoi effetti, come immagini simboliche, in ogni genere di manifestazione psichica: sogni, sintomi nevrotici, visioni, arte, fantasia, prodotti dell’immaginazione libera, oltre che nei miti, nelle fiabe e nella religione.Gli archetipi che rappresentano le strutture psichiche di base si sono sviluppati come nuclei psichici separati; essi sono la Madre, il Senex, il Puer, l’Ombra, la Persona, l’Anima, l’Animus e il Sé.(…)
(Per continuare a leggere la presentazione del libro cliccate direttamente sull’immagine)

Leggiamo ora insieme l’ articolo che segue,ragione di questo post, del Dr. Alessandro Raggi pubblicato sul sito MEDICIITALIA

Il concetto di Archetipo in Jung

archetipi

Jung fornisce due principali versioni della nozione di archetipo, che solo apparentemente sembrano distanti.

La prima è un’ipotesi fenomenologica, mentre la seconda viene identificata come mitologica; vedremo come questi aspetti si compenetrano a vicenda.

L’archetipo, difficilmente può essere liquidato con una sorta di definizione, che renderebbe statico un qualcosa che invece è estremamente vivo e mobile e per sua stessa natura difficilmente traducibile sotto forma di linguaggio. Per cui, il nostro compito risulta particolarmente arduo. All’archetipo, si può accennare, gli si può girare attorno, ma non lo si riesce a definire, ne a delimitare.Esiste nell’uomo una distinzione tra sviluppo filogenetico e sviluppo ontogenetico, riscontrabile nel rapporto tra RNA e DNA. Il DNA, in quanto genoma di specie, non determina i caratteri ereditari, ma predispone. Sarà poi l’iterazione tra caratteri genetici e stimoli ambientali a produrre una singolarità individuale attraverso l’apprendimento.Il modo innato nel quale un bambino impara a respirare ed a reagire agli stimoli ambientali, è in via di principio simile al modo in cui un pulcino esce dall’uovo senza necessità di apprendimento, o al modo in cui le anguille trovano la strada per le Bermude, le anatre si dispongono in volo simmetrico e le rondini seguono la via verso il caldo durante le migrazioni: questi sono tutti esempi forniti dallo stesso Jung di pattern di comportamento, ereditati ed innati. Dal punto di vista ereditario, esiste per Jung una risposta psichica necessitata a determinate situazioni, che si ripetono per ogni singolo essere umano, e si riattualizzano nella vita dell’individuo.Come troviamo una parte filogeneticamente stabile nella struttura biologica dell’uomo, che fa sì che vengano a formarsi i reni, o il tessuto muscolare, secondo caratteristiche comuni nella specie, così sul piano psichico sono rintracciabili dei motivi tipici, che caratterizzano le esperienze fondamentali della vita umana, dal concepimento fino alla morte.

Come giustamente fa notare Jung,“a nessun biologo verrebbe in mente di supporre che ogni individuo acquisisce da capo, ogni volta, il suo modo generale di comportarsi”.

A questo punto, sarebbe solo un esercizio intellettuale domandarsi se l’archetipo sia un qualcosa di tangibile e visibile, come può esserlo il sistema nervoso centrale, oppure una metafora.La manifestazione psichica della vita, qualunque sia la sua origine, non necessita di alcuna dimostrazione, poiché è sperimentabile empiricamente.La funzione fenomenologica delle manifestazioni archetipiche, è rintracciabile sempre ed in ogni individuo.L’errore del metafisico, consiste nell’attendersi una risposta esperienziale da una conoscenza unicamente razionale. Questo salto logico, lo rende destinato a cadere inevitabilmente in un grosso equivoco, quando cerca di riprodurre una conoscenza empirica dopo una dimostrazione razionale.La descrizione Junghiana della natura dell’archetipo, è basata unicamente su dati empirici e facilmente riscontrabili; per cui l’archetipo, può a buona guisa essere interpretato anche come una metafora (come sostiene M.Trevi); ciò non ne sminuisce gli effetti. Così come metafore esplicative sono le tre strutture (Io, Es, Super-Io) psichiche Freudiane, ma ciò non cambia di molto la finalità della nostra indagine, che resta appunto empirica.Se le manifestazioni archetipiche vengono ereditate, come viene ereditata dal punto di vista filogenetico la struttura cerebrale, che di questa ne costituiscono l’aspetto più propriamente psichico, gli archetipi in sé non sono ne ereditabili ne conoscibili, in quanto rappresentano una predisposizione, la cui manifestazione è differente a seconda del tempo, del contesto e dell’individuo.L’unità psicofisica dell’uomo, è ormai un’acquisizione comunemente accettata (tranne che in alcuni casi che vedremo), ed in questo l’archetipo può configurarsi come quel ponte psicofisico che riconosce in se l’aspetto biologico e l’aspetto psichico della natura umana.Le due componenti, non possono in alcun modo scindersi, pena il ritorno ad una concezione cartesiana dell’uomo. Anzi, cogliamo qui tutta la limitatezza dell’espressione linguistica, chiamando un’unità indissolubile: “componenti”.In realtà, come non ci è possibile cogliere la natura corpuscolare ed insieme ondulatoria della luce, così non ci è dato soffermarci in maniera univoca su un solo aspetto dell’archetipo.

Possiamo pensare all’archetipo come ad un vaso. Il contenuto del vaso, è sì necessitato dalla struttura formale del contenitore, ma non deve essere necessariamente lo stesso. Un contenitore vaso, può contenere diversi tipi di contenuti vasoformi”.

Se volessimo cercare ulteriori analogie, possiamo trovarle in ciò che è determinato in natura nella forma e non nel contenuto. L’esempio adottato da Jung, è quello del sistema assiale del cristallo di neve: il cristallo è già preformato nella sua configurazione madre, senza possedere una materiale esistenza. Questa esistenza si manifesta nell’agglomerarsi degli ioni e poi delle molecole. Il sistema assiale, determina soltanto la struttura stereometrica, non la forma del singolo cristallo. L’archetipo alla stessa maniera presenta un nucleo significativo invariabile, che ne determina la maniera di presentarsi in linea di principio, ma non concretamente.Le esperienze della nascita, del rapporto con i genitori, lo sviluppo, l’incontro con l’altro sesso, la morte, rappresentano una costante per ogni essere umano, da sempre. Il ripetersi di queste coincidenze, ha generato una base comune, psichica, della quale siamo tutti portatori.Le rappresentazioni di questi trascorsi, dei modelli primordiali del comportamento umano, sono divenuti elementi immaginali, costituenti la base psichica comune dell’uomo.

I sogni da Freud a Hillman attraverso Jung

 

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Ho rintracciato in rete un ottimo saggio che volevo proporvi , potete anche approfittare dei contenuti del sito stesso

cliccando su www.taozen.it

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Saggio su  I sogni da Freud a Hillman attraverso Jung (by Natale)

Il sogno più famoso in assoluto è sicuramente quello del faraone d’Egitto raccontato in Genesi al cap. 41, quello delle sette vacche grasse e delle sette vacche magre. Giuseppe era sicuramente una persona che sapeva usare il cervello. Lui capì subito che i sogni fatti dal faraone non potevano essere interpretati come i sogni fatti da un qualunque suo suddito. Essi dovevano per forza riferirsi all’intero Egitto, perché un monarca, quando sogna, lo fa in grande, essendo punta di una piramideSigmund. I sogni del re, dovevano per forza riguardare il suo regno. Ma oltre a queste, seppe anche sciogliere simboli e metafore. Omero, Platone, Aristotele, Eraclito ed altri filosofi dell’antichità si sono occupati di sogni più o meno approfonditamente. Artemidoro, di cui ignoriamo le date di nascita e morte, ma che visse sicuramente nel corso del II sec. d.C., scrisse un famoso trattato intorno ai sogni (Il libro dei sogni – pubblicato da Adelphi). Egli, come è stato osservato da autorevoli studiosi, laddove afferma che il sogno è sempre egocentrico, anticipa il pensiero di Freud.

Di tale interessante trattato vogliamo riportare un passo significativo: “…affermo che l’interprete deve possedere certe doti naturali e servirsi della propria intelligenza, piuttosto che attenersi esclusivamente ai libri…” (op. cit. pag. 19).E qui l’autore in un certo senso anticipa il pensiero di Jung a proposito delle capacità dell’interprete. Artemidoro, dapprima introduce l’argomento, poi passa in rassegna i contenuti dei sogni in generale (sognare fagioli, vuol dire…), ed infine ci propone una raccolta di sogni (poco meno di cento).

Il sogno nel corso dei secoli ha sempre suscitato la curiosità di studiosi e non. Tutti se ne sono occupati, ma è con Freud, che per la prima volta entriamo in esso in modo rivoluzionario.

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L’interpretazione dei sogni è stato scritto dal padre della Psicanalisi poco più di un secolo fa. Certo, appare strano che dei “mistici” come noi parlino dello scopritore dell’Inconscio. Beh, per noi Sigmund Freud è un uomo che con la sua genialità ha contribuito enormemente a farci comprendere la natura dell’anima (Psiche). E poi non è detto che a ricercatori particolari come noi, le sue tecniche investigative non possano tornare utili, come pure tutte le altre “create” dai suoi innumerevoli discepoli (e noi consideriamo tali gli Adler, gli Jung i Reich, e tutti quelli che non condivisero le sue rigide impostazioni). Ma prima di parlare di tale suo scritto, diciamo subito che questo nostro breve saggio sui sogni non ha lo scopo di scavare a fondo nei pensieri di Freud e di quanti altri citeremo. Ci proponiamo solo di sottolineare ora qui e ora là, dei brani significativi che possano tornare utili a chi volesse, nel suo piccolo, provare ad interpretarsi o interpretare sogni. Certo si sarebbe di gran lunga più preparati, se si leggessero tanti bei tomi che hanno tracciato la storia della Psicanalisi dalla sua nascita ad oggi. Ma cent’anni di libri sono impossibili da leggere in una sola vita.

Dunque, bando alle chiacchiere ed entriamo subito in argomento.

La sua introduzione all’ Interpretazione dei sogni (8° edizione Newton del 73), Flavio Manieri la conclude con una considerazione degna di sottolineatura: Il sogno ha infatti due forme di espressione: quella eidetica pura (che in senso lato vuol dire ‘visibile’) …e quella ‘mediata’ (cioè raccontata). Le motivazioni strutturali, di scelta tecnica e lessicale, del racconto, oltre a dirci molto di più del sogno in sé, sulle sue motivazioni (ne contengono la stratificazione emozionale), sono anche l’unica fonte reale della sua ricostruzione. Del sogno in fondo non resta altro. Il filtro del linguaggio deforma comunque il sogno: potremmo anzi dire che il ‘sogno’ non esiste prima di questa deformazione e ‘consista’ in essa”. (il grassetto è nostro).

Insomma Manieri, in parole povere,ci sta dicendo che, il modo con cui il sogno viene scritto ci fa capire molte più cose di quanto riesca a fare il sogno stesso.

Tornando all’Interpretazione…, Continua a leggere