Riflessioni sull’Anno del Signore 2016

Un grido sulla Pinta: —Terra! Terra!
Un tramestio, un clamore sulla Pinta: —Terra! Terra!

arc-terra-01
Tutti ora facevano coro a quel Rodrigo di Triana che aveva primo levato il grido. E il rombo di un colpo di cannone si propagò dalla Pinta. E l’annunzio scoppiò sulle altre navi Terra! Terra! E gesti ed esclamazioni e atti di ringraziamento in ginocchio, con le mani al cielo in cui impallidivano le stelle. Non c’era ancora chiaro; […] E nella luce del mattino (era anche quella volta un venerdí, il dodici di ottobre) le tre navi scivolarono verso la riva d’un’isola piana e verde che era il primo divino sorriso della vittoria sull’Oceano; in quell’autunno che alitava nell’aria con l’odore di una sorprendente primavera. Terra! Terra! Sul mare nuovo, sull’isola ignota, sul lungo sogno e sulla grigia ‘ vita di Colombo sorgeva il Sole.

(Era il 12 ottobre 1492, Cristoforo Colombo scopriva un nuovo continente. Per gli storici, in quel giorno, aveva inizio l’Era Moderna)

feet_skyLa terra finisce là dove comincia il cielo”diceva una canzone del grande Lucio Dalla, pesci indiscusso che ci ha lasciato troppo presto,e sebbene “Terra,Terra” è un grido che per gran parte del 2016 ci sosterrà , dipenderà solo da noi capire quale sarà la nota che arriverà più alta nel cielo. Comunque vada,non perdetevi ,andate dritti verso la vostra stella e soprattutto non smettete di innalzare quel grido! Questo è l’anno in cui dobbiamo finalmente toccare terra e capire che l’amore nasce dall’unione di cielo e terra e dove le parole non arrivano  a toccare il cuore…ci può aiutare la Musica..in questa canzone io sintetizzo il senso da dare a questo anno ..e ce lo racconta un altro Pesci…

L’amore sta per terra/Esplode sulla terra
L’inferno sulla terra è l’amore”

(Bobo Rondelli 18-marzo 1963)

Solo alzando gli occhi al cielo, a piedi scalzi nella nuda terra che potremo in un lontano futuro accedere veramente al paradiso. E con esso all’amore per il quale siamo stati creati.

È con questo romantico, nettuniano inizio che vi faccio entrare nel ”Anno del Signore 2016”! Solo per coloro che non si aspettano il solito grigio elenco di chimere illusioni ma che credono fortemente che tutto si possa realizzare solo credendo fermamente in se stessi e nel proprio sogno. E conoscendo la mappa del cammino sarà più facile orientarsi e non perdersi!Maneggiare con cura!!!

piedi

Mercurio Terra docet: 194 giorni circa di permanenza in questo elemento. Tarpate le ali al volo, il mitico Ermes dovrà abbandonare gli stivali alati e indossare in questo anno, pratiche scarpe da ginnastica,fare i conti con riflessioni più radicali, munirsi di forte senso pratico,e camminare nella concretezza!! Ci vorrà una buona dose di cocciutaggine e ostinazione per arrivare a vedere realizzati i propri obiettivi !!!C’è un’altra cosa di cui sono sicura…avremo molta sete!! L’acqua scarseggerà..con Nettuno ammanettato da Saturno e ostacolato dal suo adorato Giove (almeno fino a settembre!), un Marte in Scorpione che va e viene..e Venere nei 12 segni che transiterà di corsa, sfuggente e sempre con la valigia pronta..sarà difficile occuparsi solo delle proprie emozioni e sentimenti senza candidarsi all’isolamento intellettuale. Il vero e unico senso da dare a questo benedetto anno del Signore 2016, è “LA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO” , anche se ci appare astrologicamente come un anno di passaggio,sarà fondamentale munirsi di FEDE,SPERANZA e CARITÀ per riuscire a districarsi nei suoi meandri. Guardare al passato e risolvere tutti gli insoluti per accedere al futuro e al proprio specialissimo Paradiso. Ma ci riusciremo solo uscendo fuori da noi stessi , iniziando finalmente a condividere con gli altri…

Continua a leggere

Nettuno/Saturno : l’insostenibile pesantezza dell’essere artista

caoscalmo1Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa? Il fardello più pesante ci opprime, ci piega, ci schiaccia al suolo…Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica. Al contrario, l’assenza assoluta di un fardello fa si che l’uomo diventi più leggero dell’aria, prenda il volo verso l’alto, si allontani dalla terra, dall’essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato. Che cosa dobbiamo scegliere allora? La pesantezza o la leggerezza?”

(Milan Kundera ,L’insostenibile leggerezza dell’essere)

La scelta è dunque fra la leggerezza di un volo nell’immensità (Nettuno) o la pesantezza soffocante di un viaggio al centro della terra (Saturno)!! Nascere con un aspetto di quadratura fra Nettuno e Saturno è un dolore costante per il povero malcapitato che ne porta i segni non sempre inconsapevolmente. Se è pur vero che con quadratura si intende un aspetto di cui siamo totalmente inconsci ,un blocco sulla nostra realtà conscia, rimane il fatto che questa dolente nota porta in se l’ enorme sensazione di vivere la vita in totale schizofrenia, in una tensione costante fra due poli opposti che rimangono come traccia indelebile della sua personalità anche cosciente. E quando Saturno in transito si mette in aspetto fra questi due , ritengo per esperienza personale che la consapevolezza della tensione che ne deriva può essere molto ma molto dolorosa,soprattutto se abbiamo un tema nettuniano . Avendo io un aspetto di quadratura fra Nettuno in Scorpione in quinta casa e Saturno in Acquario in ottava casa, questa spaccatura è stata una costante della mia vita di cui non ero certo consapevole quando muovevo i primi passi della mia vita e con incerta determinazione trovavo nell’arte l’unica alternativa all’eterna insoddisfazione…che divorava le mie giornate di adolescente creativa e infelice. Tutto mi sembrava non adeguato,qualsiasi cosa facessi ,ce n’era un altra che avrei dovuto fare…sempre spaccata fra due mondi : da una parte genio e sregolatezza, dall’altra necessità di ordine e struttura. E quando Saturno si affacciò nella mia quinta casa per la prima volta nella mia vita..fu una vera tragedia.. di cui ancora oggi porto i segni… Mi sentivo diversa, straniera a questa terra, incompresa. Non capivo dove era il conflitto (e nel frattempo distruggevo ogni mia opera d’arte,che fosse una poesia,un quadro,una scultura…) Poi un giorno incontrai queste parole … e le registrai come  il viaggio verso la consapevolezza.Tutto cominciò con questo brano..anche il mio innamoramento per l’Astrologia Psicologica/Umanistica ( che divenne poi nel tempo amore profondo! ).

Contatti di Saturno-Nettuno

“L’ ARTE DI RUBARE IL FUOCO” Liz Greene

mascheraPotresti talvolta sentirti profondamente infelice,depressa e malinconica e potresti provare un notevole grado di sofferenza per via di quel senso di disillusione e di compromesso o distruzione dei tuoi sogni quando Saturno in transito colpisce questa quadratura natale tramite un aspetto difficile.[..]Il tuo quadrato garantisce che il ciclo di saturno solleverà sempre temi nettuniani(la brama per l’eternità,la resistenza a incarnarsi,il desiderio di fusione) unitamente alla sfida Saturniana della separazione. Ciò significa che probabilmente proverai una qualità particolare di dolore emotivo, poiché la separazione è molto difficile per Nettuno e c’è spesso una grande stanchezza del mondo e tristezza nell’ambito di questa combinazione di pianeti. Eppure Saturno-Nettuno è anche conosciuto come l’aspetto dell’artista,per via del profondo bisogno di trasporre nel mondo della forma immagini eterne. Penso che questa quadratura natale,quando viene attivata da un transito di Saturno,possa renderti intensamente consapevole della divergenza tra l’immaginazione e la realtà fisica e che potrebbe approfondire e accrescere il tuo senso di un universo con molti livelli. Potrebbe spingerti a fare un lavoro creativo come ponte per superare tale divergenza .Essa acuisce il conflitto tra mortalità ed eternità. C’è spesso un senso molto acuto di questa divisione nelle persone con Saturno-Nettuno,anche con il trigono e il sestile. […]Credo che l’immagine dei castelli di sabbia sia molto appropriata. Il dolore e la delusione che provi sono probabilmente proporzionali all’intensità del tuo idealismo e alla irrealtà delle tue aspettative. Un contatto natale Saturno-Nettuno può rispecchiare una tendenza ad oscillare dall’aspettarsi troppo all’aspettarsi troppo poco. Uno si muove da uno stato d’estasi(Ho trovato la persona!) a uno stato di cinismo(prima o poi tutti mi abbandonano!). I transiti di Saturno sicuramente evocano quest’ultima risposta. Uno può,naturalmente,smettere di cercare di fare castelli di sabbia permanenti,ed entrare nello spirito di costruirli per il piacere di farlo e di lasciarli andare quando giunge l’alta marea. A Saturno piace costruire i

Continua a leggere

Quella triste notte buia dell’Anima..

ARTICOLI DI PSICOLOGIA

“Questa società non è ammalata nella Psiche,questa società è ammalata nell’Anima”
https://aironidicarta.files.wordpress.com/2012/07/buio.jpg?w=676.
La notte buia dell’Anima di Roberto Assagioli

Lo sviluppo spirituale dell’uomo è un’avventura lunga e ardua, un viaggio attraverso strani paesi, pieni di meraviglie, ma anche di difficoltà e pericoli.

Esso implica una radicale purificazione e trasmutazione, il risveglio di una serie di facoltà ancora inattive, l’elevazione della coscienza a livelli mai toccati prima e il suo espandersi lungo una nuova dimensione interna. Non dobbiamo meravigliarci perciò che un cambiamento così grande si svolga attraverso vari stadi critici, non di rado accompagnati da disturbi neuropsichici e anche fisici (psicosomatici). Questi disturbi, possono apparire all’osservazione clinica ordinaria, uguali a quelli prodotti da altre cause, ma in realtà hanno significato e valore del tutto diversi e devono di conseguenza venir curati in modo differente. Attualmente poi i disturbi prodotti da cause spirituali, vanno divenendo sempre più frequenti, poiché il numero di persone che, consciamente o inconsciamente, sono assillate da esigenze spirituali va divenendo sempre maggiore. Inoltre, a causa della maggiore complessità dell’uomo moderno e particolarmente degli ostacoli creati dalla sua mente critica, lo sviluppo spirituale è divenuto un processo interiore più difficile e complicato.
Per questa ragione è opportuno dare uno sguardo generale ai disturbi nervosi e psichici che possono insorgere nei vari stadi dello sviluppo spirituale, e offrire qualche indicazione riguardo ai modi più adatti ed efficaci per curarli.
In generale, nel processo di realizzazione spirituale si possono osservare cinque stadi critici:
1 – Le crisi che precedono il risveglio spirituale;
2 – Le crisi prodotte dal risveglio spirituale;
3 – Le reazioni che seguono al risveglio spirituale
4 – Le fasi del processo di trasmutazione;
5 – La “notte oscura dell’anima”.

1 – Crisi che precedono lo sviluppo spirituale:

Fabrizio-Carotti-Notte-oscura-dellanima

Fabrizio Carotti- Notte oscura dell’anima

Per ben comprendere il significato delle singolari esperienze interiori che spesso precedono il risveglio dell’anima, occorre ricordare alcune caratteristiche psicologiche dell’uomo ordinario. Questi, più che vivere, si può dire che si lasci vivere. Egli prende la vita come viene; non si pone il problema del suo significato, del suo valore, dei suoi fini. Se è volgare, si occupa solo di appagare i propri desideri personali: di procurarsi i vari godimenti dei sensi, di diventare ricco, di soddisfare la propria ambizione. Se è d’animo più elevato, subordina le proprie soddisfazioni personali all’adempimento dei doveri familiari e civili che gli sono stati inculcati, senza preoccuparsi di sapere su quali basi si fondino quei doveri, quale sia la loro vera gerarchia, ecc. Egli può anche dichiararsi religioso e credere in Dio, ma la sua religione è esteriore e convenzionale, ed egli si sente a posto quando ha obbedito alle prescrizioni formali della sua chiesa e partecipato ai vari riti. Insomma, l’uomo comune crede implicitamente alla realtà della vita ordinaria ed è attaccato tenacemente ai beni terreni, ai quali attribuisce un valore positivo; egli considera la vita ordinaria fine a sé stessa, e anche se crede a un possibile paradiso futuro, desidera comunque andarci… il più tardi possibile. Ma può avvenire, che quest’uomo ordinario venga sorpreso e turbato da un improvviso mutamento nella sua vita interiore. Ciò può..

Continua a leggere

Astrologia psicologica umanistica:la struttura della nostra personalità

TUTTI A SCUOLA!!

I PIANETI rappresentano in Astrologia le nostre istanze psichiche.Ognuno di loro ha la sua specifica funzione. I PIANETI sono la parte divina e celeste dell’Astrologia. Abitano i nostri luoghi interni. Come nell’antichità un tempio era vuoto e privo di significato fino a quando non veniva consacrato ad un DIO, così nel nostro Tema Natale, i Pianeti con la loro energia rendono “sacra”  la casa che abitano indicandoci la via all’esperienza che dobbiamo fare in quel luogo, COME descritto dal pianeta stesso.

In Astrologia Umanistica la sequenza con cui i Pianeti si rivelano nella nostra carta natale ci suggeriscono la STRUTTURA della nostra PERSONALITÀ

SOLE, LUNA, sono i nostri LUMINARI, rappresentano la base della nostra struttura. Il SOLE, nostro segno zodiacale, rappresenta l’IO ATTIVO, la volontà, la parte razionale nostra, la forza motrice che dobbiamo attivare e raggiungere. Insita nel segno zodiacale c’è una sorta di Missione che con la complicità della carta natale tutta dobbiamo onorare. Il primo simbolo del SOLE è la VITA stessa. Rappresenta il calore, è colui che permette la vita nel nostro pianeta e nell’intero universo, ecco perchè l’astrologia lo ha sempre collegato al CUORE perché il cuore è L’ORGANO PIÙ IMPORTANTE. Il Sole è sempre stato messo in relazione con l’autorealizzazione.

La LUNA , IO SENTO , IO RICETTIVO rappresenta l’altra parte di noi, è l’IO EMOTIVO, rappresenta tutti i nostri bisogni. La Luna è la grande interprete del nostro cuore,tenutaria di tutto il nostro TESSUTO emotivo, è lei che ci permette di “SENTIRE” …fin dal concepimento,nel grembo di nostra madre. Sintetizza il significato di dare vita , nutrire , far crescere. È sempre stata fondamentale per l’uomo ancora prima del Sole. La maturità emotiva unitamente a quella solare realizzativa e razionale sono i fondamenti della nostra personalità.

Un uomo per essere completo deve raggiungere l’armonia fra questi 2 poli: RAGIONE-SOLE/SENTIMENTO-LUNA

Passiamo ora ai TRE PIANETI PERSONALI: MERCURIO , VENERE E MARTE, che unitamente ai luminari, Sole e Luna sono il fondamento..

Continua a leggere

Elucubrazioni su Venere e Giove in Leone, epidemico “Effetto Serra”

Preferisco morire di passione che di noia.

(Vincent van Gogh)

“Io sono unica e speciale-dice la leonessa- io sono la prima e sola e tu sei il mio eroe,in cambio io ti darò la vita l’amore, la fedeltà e l’onore ma guai se mi tradisci,mi perderai per sempre!Questa è la Venere in Leone, questa è la passione e l’amore. Quando incontra Giove il delirio di Onnipotenza si ingigantisce e insieme diventano insaziabili..lui le sussurra costantemente “ehi che fai ti accontenti?? ”E allora la leonessa si trasforma in una divertente e allegra conquistatrice alimentata da quel bisogno ossessivo di Giove che vuole tutto quello che “vede” e solletica costantemente il desiderio di prendersi tutto, senza sensi di colpa e limiti perché Giove non è Saturno, e quello che cerca è qualcosa che possa placare quel senso di vuoto che c’è sempre. Quel bisogno di riempimento che porta con se una fame insensata,una sorta di bulimia affettiva.“Lo schema è questo:ingigantimento del desiderio in attesa del riempimento, bisogno di dilatare il tempo,fantasticando e immaginando come sarà meravigliosa la gratificazione quando arriverà, procrastinare l’istante fatidico in modo di spostare la delusione finale, anche perché si sa che ci sarà la delusione finale perché a suo tempo si è vissuta: ciò che si conquista ha in se già il germe della delusione..perché non sarà conforme alle immagini e ai sogni interni. (L. Fassio).Giove ogni volta che arriva alla meta abbandona, ricomincia il viaggio verso una nuova conquista, e negli aspetti venere/giove legati al leone tutto questo assume una colorazione più accesa,più luminosa, più “solare”. È come essere costantemente sotto un fuoco vivo, afflitti da radiazioni che ci prosciugano! Va da se che in un tema con molta acqua questo aspetto è più controllato.

venere

Pensiamo proprio al Pianeta Venere. È uno dei pianeti più luminosi del nostro cielo, conosciuto fin dall’antichità ed ha sempre avuto su di noi un impatto particolare. Ha l’aspetto di una stella lucentissima di colore giallo-biancastro, di gran lunga più brillante di qualsiasi altra stella nel firmamento, è stato definito il “pianeta gemello” della Terra per dimensioni e massa. Ma le scoperte scientifiche ci tolgono ogni fantasia: le reali condizioni della sua superficie sono infernali. La densità e la composizione dell’atmosfera creano un imponente Effetto Serra che rende Venere il pianeta più caldo del sistema solare(e questo ci induce a riflettere molto). Su Venere non esiste acqua allo stato liquido, dato che la temperatura, supera il punto di ebollizione: la vita su venere non è possibile. Gli studi hanno evidenziato come, all’inizio del sistema solare, l’atmosfera di Venere fosse probabilmente molto più simile a quella terrestre, e che vi fosse una presenza abbondante di acqua sulla superficie. Il progressivo aumento della radiazione solare causò un aumento dell’evaporazione.Tale processo diventò sempre più rapido, fino a diventare incontrollabile: come risultato gli oceani di Venere evaporarono completamente, e le temperature al suolo raggiunsero valori di 1500 K… (informazioni lette su : treccani e wikipedia)

VENERE DAVANTI AL SOLE

Si fa un grande parlare in questo momento dell’anello di sosta che la Venere sta facendo in leone mentre Giove sta transitando nello stesso segno..Nel leone c’è la divinità che irrompe, il delirio di onnipotenza che ci assale e questa estate si sta presentando molto, ma molto calda: la passione irrompe, il bisogno di innamorarci ci chiama, il desiderio di appartenere all’amore come principio universale, il desiderio di auto-centrarsi potrà creare

Continua a leggere

Pillole astrologiche di vita: L’ultima testimonianza di Jung

“L’uomo non può sopportare una vita priva di senso”

“..è imminente un grande cambiamento del nostro atteggiamento psicologico. Questo è certo…abbiamo bisogno di capire meglio la nostra natura umana,perchè l’unico vero pericolo esistente è “l’uomo stesso”.È lui il grande pericolo,e purtroppo non ce ne rendiamo conto. Non sappiamo niente dell’uomo.o troppo poco,dovremmo studiare la psiche umana perchè siamo noi l’origine di tutto il male a venire”(Jung-1959)

images

Carl Gustav Jung – Nel marzo del 1959, lo psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung fece questa intervista con John Freeman per il programma televisivo della BBC “Face to Face”. L’intervista avvenne a Kusnacht, in Svizzera, e nell’incontro Jung affronta con umiltà ed onestà molti argomenti, quali ad esempio la sua famiglia, la sua infanzia, la scuola, l’incontro con Sigmund Freud, il rapporto con i suoi genitori, la religione, il futuro del mondo. L’intervista fu successivamente trasmessa in Gran Bretagna il 22 ottobre dello stesso anno e in seguito all’enorme successo ottenuto, un anno dopo la BBC propose a Carl Gustav Jung un’altra conversazione; ma oramai ottantacinquenne, egli non potè accettare. Questa, dunque, è tra le ultime, splendide testimonianze dello psicoanalista zurighese.

( http://www.romapsicologo.net  ]

ombra

..l”’ombra rappresenta solo qualcosa di inferiore, primitivo, inadatto e goffo e non è male in senso assoluto. Essa comprende fra l’altro delle qualità inferiori, infantili e primitive, che in un certo senso renderebbero l’esistenza umana più vivace e bella; ma urtano contro regole consacrate dalla tradizione”

E di “ombra” Jung è stato il maestro,lavorando su se stesso e sul bisogno di capire quali fossero le “sue” di ombre. A volte c’è riuscito..molto più spesso no..e caratterialmente non ha  espresso il massimo..il rapporto con l’esterno non ce lo tramanda come un eroe..ma in lui incontriamo solo il maestro…un uomo che ci ha lasciato un eredità straordinaria ..le sue teorie sono alla base dell’Astrologia Psicologica Umanistica.

Proviamo a guardarlo come un UOMO, proviamo a discuterne come un semplice (si fa per dire!)Leone ascendente  Acquario, Luna in Toro…un asse prima settima molto discutibile..il conflitto è proprio sull’IO/SE..ma in quella Venere e mercurio in cancro io ritrovo molte delle sue contraddizioni. È stato un uomo che si è fatto molte domande e che ha pagato in prima persona il diritto ad esprimere se stesso e il suo inno alla libertà di essere (Uraniano eccellente) prima ancora di “diventare”.

E aggiungo… non è un caso che avesse proprio Chirone in Ariete in seconda casa!

astro_2gw_72_jung.44948.53192by Nunzy Conti

Pillole astrologiche di vita: NELSON MANDELA :SONO IL CAPITANO DELLA MIA ANIMA

NM41

“Ciao Madiba”

Nella nascita cancro una grande prova fu affidata ad un uomo che dire straordinario …è riduttivo.
Un esempio per l’intera Umanità…nel rispetto dei valori più importanti di questo segno affidato al CUORE. Spero di farvi cosa gradita nel portare al vostro viaggio questi brevi versi,, che hanno oltre ogni ragionevole dubbio “cambiato” la mia vita…

LA NOSTRA PAURA PIÙ PROFONDA

“La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda
è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo:
“Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? ”
In realtà chi sei tu per non esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo
non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.”
(Nelson Mandela)

814

Viandanti del cuore….impariamo la lezione…viaggiare in piccolo non serve al mondo!!! E soprattutto in questo momento astrologico così intenso così infuocato..diamoci la possibilità di ascoltare l”anima …doniamoci al suo risveglio.

(Sull”ora di nascita in in realtà non esiste certezza ..ma una certa tradizione lo colloca ascendente sagittario (e alcuni ritengono addirittura che possa non essere affibabile neanche la data di nascita:) Nelson Mandela nasce nel villaggio di Umtata il 18 luglio del 1918, e la sua lunga vita fu interamente dedicata all’Amore per il suo popolo e per la Causa…)

Dal Dolore alla Gioia: con Ilario e Roberto Assagioli

È meglio per il cuore umano piangere e consolarsi, che cessare, non piangendo, di
essere un vero cuore umano.
S. AGOSTINO

heart

Quando arriviamo allo stadio in cui è avvenuto il perfetto accomodamento tra il finito che è in noi e l’infinito, il dolore stesso diviene un capitale prezioso; esso è la misura con cui stimiamo il vero valore della nostra gioia. Il più importante insegnamento che si può ricavare dalla vita consiste non già nel riconoscere l’esistenza del dolore in questo mondo, ma nel comprendere che dipende da noi il convertirlo in grande beneficio e in altrettanta gioia. E ciò può effettuarsi soltanto quando noi comprendiamo che l’io individuale non costituisce lo scopo supremo del nostro essere, ma che in noi v’è l’Essere Universale il quale è imperituro, non teme la morte e la sofferenza e considera il dolore soltanto come l’altro aspetto del piacere… Poiché il dolore è la vestale consacrata al sacrificio dell’immortale perfezione; quando prende il suo vero posto davanti all’altare dell’infinito, allontana il bruno velo e scopre il volto a chi la contempla come una rivelazione di gioia suprema. (TAGORE)

DAL DOLORE ALLA PACE

ilario-assagioli-libro

Libro di Ilario Assagioli

“Il valore umano di questo volume è dato, oltre che dal contenuto, dal fatto che esso è frutto di sofferenza reale e che il primo ad aver attinto aiuto dalle sue pagine è il compilatore stesso. Suo scopo immediato è, come ho detto nella dedica, quello di aiutare ad accettare e vincere il dolore, riconoscendone la funzione purificatrice ed elevatrice. Però esso si rivolge,non meno che a chi soffre fisicamente o moralmente,ad un’altra ed ampia categoria di persone: agli insoddisfatti, a coloro che si sentono a disagio nella vita comune, piena di cose piacevoli ma vuote, e che cercano qualcosa di meno effimero e di più profondo, qualche base salda e duratura su cui fondare la propria dimora interna. Ed oggi che i disorientati e gli insoddisfatti sono più numerosi che mai, il riflettere su certe verità eterne, presentate in forma varia dai grandi spiriti di ogni tempo e nazione, può far apparire meno lontana la prima mèta di ogni realizzazione spirituale, la rivelazione del Sé interiore, del proprio Centro spirituale.Affinché ciò avvenga,bisogna che alla lettura dei precetti segua la loro attuazione; infatti, per dirla con i cinesi, “l’insegnamento che entra solo nell’orecchio è come un pasto consumato in sogno”.E i pasti sognati non sono molto nutrienti!”

di ILARIO ASSAGIOLI

Figlio del grande Roberto Assagioli ,padre della Psicosintesi
(Arcobaleno di pensieri ,con introduzioni di Roberto Assagioli)

Parte prima:LA RICERCA

DAL DOLORE ALLA MEDITAZIONE,

introduzione di Roberto Assagioli

gatti-bianco-e-nero

Si può dire che dolore e pace sono i due punti estremi della traiettoria che l’uomo percorre nel corso della sua evoluzione interna, da quando comincia ad acquistare una vera coscienza di se stesso fino a quando giunge ad unirsi in modo volenteroso con la Vita universale, ad inserirsi armonicamente nei ritmi cosmici.Durante la maggior parte del lungo pellegrinaggio sulla via evolutiva il dolore è, in qualche misura, inevitabile. Esso ha funzioni utili, anzi preziose e necessarie. Tali funzioni sono molteplici; ma ve ne sono quattro principali e particolarmente benefiche.

Nei primi stadi della evoluzione umana ,ma in qualche misura anche in quelli successivi, soltanto, o soprattutto, il dolore vale a scuotere l’uomo da un passivo adagiamento, dalle comode “routines”, dalla sua fondamentale pigrizia mentale e morale, dal suo ristretto egocentrismo. Il “buon dolore”, nelle sue numerose e svariate forme, lo induce, lo obbliga a “svegliarsi”, a suscitare le proprie energie latenti, a volere e a metter in valore i suoi “talenti”.

La seconda funzione benefica del dolore è in un certo senso inversa della prima: è quella di svincolare l’uomo da attaccamenti eccessivi a cose o persone; di affrancarlo dalla schiavitù in cui lo tengono i suoi istinti, le sue passioni, i suoi desideri; di impedirgli di commettere nuovi errori e nuove colpe. Questa è dunque una funzione purificatrice e liberatrice.

La terza funzione del dolore, collegata con la precedente, è quella di indurre l’uomo a disciplinarsi, a dominare le incomposte energie istintive, emotive, mentali che si agitano in lui; a ordinarle ed organizzarle, in modo che esse divengano costruttive e non distruttive; a trasformarle, incanalarle, utilizzarle per attività feconde, e benefiche, per fini elevati ed umanitari. Ciò richiede un’energica e assidua “azione interna”; ma i mirabili risultati che se ne ottengono compensano ampiamente della fatica. Il possesso di sé, il senso di sicurezza  e di potenza nel proprio reame interiore danno profonde e durevoli soddisfazioni. E l’ordine significa armonia e bellezza.

Infine il dolore induce, obbliga al raccoglimento, alla riflessione, alla meditazione. Esso ha il prezioso e necessario ufficio di richiamarci dalla vita volta all’esterno, dispersa e dissipata, superficiale e materialistica che troppo spesso conduciamo. Il dolore ci scuote, ci fa “rientrare in noi stessi”; arresta la nostra corsa affannosa; ci fa volgere lo sguardo al di dentro e verso l’alto. Così noi cominciamo veramente a pensare, a porre a noi stessi i grandi problemi della vita, a cercar di trovarne la giustificazione, di comprenderne il significato, di intuirne lo scopo e la mèta. Allora cominciamo a creare il silenzio in noi stessi, a “interrogare”, a pregare, a invocare. Allora comincia il colloquio,il “dialogo” interno con un Principio, una Realtà superiore, con la nostra Anima profonda, con Dio… Continua a leggere

Il concetto di Archetipo in Jung

ASTRI E CONTRASTI :

articoli psicologici e dintorni,il meglio in rete 

archetipi4Abbiamo utilizzato la parola “Archetipo” molto spesso negli ultimi anni ma nel significato che crediamo di aver compreso manca a volte quel particolare  approccio  scientifico, necessario per far si che non si cada trappola di   personali convincimenti o interpretazioni del tutto “casalinghe”

Ma cos’è ? Chiariamo prima di tutto il significato principale,dello stesso Jung.

Archetipo
Termine che nella teoria psicoanalitica di Carl Gustav Jung si riferisce a una rappresentazione mentale primaria, che fa parte dell’inconscio collettivo e si manifesta in simboli presenti in tutte le culture e in ogni epoca storica. L’archetipo è il prodotto delle esperienze primordiali dell’umanità relative agli aspetti fondamentali della vita. Non è possibile entrare in rapporto diretto con l’archetipo, ma si possono percepire i suoi effetti, come immagini simboliche, in ogni genere di manifestazione psichica: sogni, sintomi nevrotici, visioni, arte, fantasia, prodotti dell’immaginazione libera, oltre che nei miti, nelle fiabe e nella religione.Gli archetipi che rappresentano le strutture psichiche di base si sono sviluppati come nuclei psichici separati; essi sono la Madre, il Senex, il Puer, l’Ombra, la Persona, l’Anima, l’Animus e il Sé.(…)
(Per continuare a leggere la presentazione del libro cliccate direttamente sull’immagine)

Leggiamo ora insieme l’ articolo che segue,ragione di questo post, del Dr. Alessandro Raggi pubblicato sul sito MEDICIITALIA

Il concetto di Archetipo in Jung

archetipi

Jung fornisce due principali versioni della nozione di archetipo, che solo apparentemente sembrano distanti.

La prima è un’ipotesi fenomenologica, mentre la seconda viene identificata come mitologica; vedremo come questi aspetti si compenetrano a vicenda.

L’archetipo, difficilmente può essere liquidato con una sorta di definizione, che renderebbe statico un qualcosa che invece è estremamente vivo e mobile e per sua stessa natura difficilmente traducibile sotto forma di linguaggio. Per cui, il nostro compito risulta particolarmente arduo. All’archetipo, si può accennare, gli si può girare attorno, ma non lo si riesce a definire, ne a delimitare.Esiste nell’uomo una distinzione tra sviluppo filogenetico e sviluppo ontogenetico, riscontrabile nel rapporto tra RNA e DNA. Il DNA, in quanto genoma di specie, non determina i caratteri ereditari, ma predispone. Sarà poi l’iterazione tra caratteri genetici e stimoli ambientali a produrre una singolarità individuale attraverso l’apprendimento.Il modo innato nel quale un bambino impara a respirare ed a reagire agli stimoli ambientali, è in via di principio simile al modo in cui un pulcino esce dall’uovo senza necessità di apprendimento, o al modo in cui le anguille trovano la strada per le Bermude, le anatre si dispongono in volo simmetrico e le rondini seguono la via verso il caldo durante le migrazioni: questi sono tutti esempi forniti dallo stesso Jung di pattern di comportamento, ereditati ed innati. Dal punto di vista ereditario, esiste per Jung una risposta psichica necessitata a determinate situazioni, che si ripetono per ogni singolo essere umano, e si riattualizzano nella vita dell’individuo.Come troviamo una parte filogeneticamente stabile nella struttura biologica dell’uomo, che fa sì che vengano a formarsi i reni, o il tessuto muscolare, secondo caratteristiche comuni nella specie, così sul piano psichico sono rintracciabili dei motivi tipici, che caratterizzano le esperienze fondamentali della vita umana, dal concepimento fino alla morte.

Come giustamente fa notare Jung,“a nessun biologo verrebbe in mente di supporre che ogni individuo acquisisce da capo, ogni volta, il suo modo generale di comportarsi”.

A questo punto, sarebbe solo un esercizio intellettuale domandarsi se l’archetipo sia un qualcosa di tangibile e visibile, come può esserlo il sistema nervoso centrale, oppure una metafora.La manifestazione psichica della vita, qualunque sia la sua origine, non necessita di alcuna dimostrazione, poiché è sperimentabile empiricamente.La funzione fenomenologica delle manifestazioni archetipiche, è rintracciabile sempre ed in ogni individuo.L’errore del metafisico, consiste nell’attendersi una risposta esperienziale da una conoscenza unicamente razionale. Questo salto logico, lo rende destinato a cadere inevitabilmente in un grosso equivoco, quando cerca di riprodurre una conoscenza empirica dopo una dimostrazione razionale.La descrizione Junghiana della natura dell’archetipo, è basata unicamente su dati empirici e facilmente riscontrabili; per cui l’archetipo, può a buona guisa essere interpretato anche come una metafora (come sostiene M.Trevi); ciò non ne sminuisce gli effetti. Così come metafore esplicative sono le tre strutture (Io, Es, Super-Io) psichiche Freudiane, ma ciò non cambia di molto la finalità della nostra indagine, che resta appunto empirica.Se le manifestazioni archetipiche vengono ereditate, come viene ereditata dal punto di vista filogenetico la struttura cerebrale, che di questa ne costituiscono l’aspetto più propriamente psichico, gli archetipi in sé non sono ne ereditabili ne conoscibili, in quanto rappresentano una predisposizione, la cui manifestazione è differente a seconda del tempo, del contesto e dell’individuo.L’unità psicofisica dell’uomo, è ormai un’acquisizione comunemente accettata (tranne che in alcuni casi che vedremo), ed in questo l’archetipo può configurarsi come quel ponte psicofisico che riconosce in se l’aspetto biologico e l’aspetto psichico della natura umana.Le due componenti, non possono in alcun modo scindersi, pena il ritorno ad una concezione cartesiana dell’uomo. Anzi, cogliamo qui tutta la limitatezza dell’espressione linguistica, chiamando un’unità indissolubile: “componenti”.In realtà, come non ci è possibile cogliere la natura corpuscolare ed insieme ondulatoria della luce, così non ci è dato soffermarci in maniera univoca su un solo aspetto dell’archetipo.

Possiamo pensare all’archetipo come ad un vaso. Il contenuto del vaso, è sì necessitato dalla struttura formale del contenitore, ma non deve essere necessariamente lo stesso. Un contenitore vaso, può contenere diversi tipi di contenuti vasoformi”.

Se volessimo cercare ulteriori analogie, possiamo trovarle in ciò che è determinato in natura nella forma e non nel contenuto. L’esempio adottato da Jung, è quello del sistema assiale del cristallo di neve: il cristallo è già preformato nella sua configurazione madre, senza possedere una materiale esistenza. Questa esistenza si manifesta nell’agglomerarsi degli ioni e poi delle molecole. Il sistema assiale, determina soltanto la struttura stereometrica, non la forma del singolo cristallo. L’archetipo alla stessa maniera presenta un nucleo significativo invariabile, che ne determina la maniera di presentarsi in linea di principio, ma non concretamente.Le esperienze della nascita, del rapporto con i genitori, lo sviluppo, l’incontro con l’altro sesso, la morte, rappresentano una costante per ogni essere umano, da sempre. Il ripetersi di queste coincidenze, ha generato una base comune, psichica, della quale siamo tutti portatori.Le rappresentazioni di questi trascorsi, dei modelli primordiali del comportamento umano, sono divenuti elementi immaginali, costituenti la base psichica comune dell’uomo.

I sogni da Freud a Hillman attraverso Jung

 

ASTRI E CONTRASTI :

articoli psicologici e dintorni,il meglio in rete 

 

Ho rintracciato in rete un ottimo saggio che volevo proporvi , potete anche approfittare dei contenuti del sito stesso

cliccando su www.taozen.it

inconscio_clip_art

 

Saggio su  I sogni da Freud a Hillman attraverso Jung (by Natale)

Il sogno più famoso in assoluto è sicuramente quello del faraone d’Egitto raccontato in Genesi al cap. 41, quello delle sette vacche grasse e delle sette vacche magre. Giuseppe era sicuramente una persona che sapeva usare il cervello. Lui capì subito che i sogni fatti dal faraone non potevano essere interpretati come i sogni fatti da un qualunque suo suddito. Essi dovevano per forza riferirsi all’intero Egitto, perché un monarca, quando sogna, lo fa in grande, essendo punta di una piramideSigmund. I sogni del re, dovevano per forza riguardare il suo regno. Ma oltre a queste, seppe anche sciogliere simboli e metafore. Omero, Platone, Aristotele, Eraclito ed altri filosofi dell’antichità si sono occupati di sogni più o meno approfonditamente. Artemidoro, di cui ignoriamo le date di nascita e morte, ma che visse sicuramente nel corso del II sec. d.C., scrisse un famoso trattato intorno ai sogni (Il libro dei sogni – pubblicato da Adelphi). Egli, come è stato osservato da autorevoli studiosi, laddove afferma che il sogno è sempre egocentrico, anticipa il pensiero di Freud.

Di tale interessante trattato vogliamo riportare un passo significativo: “…affermo che l’interprete deve possedere certe doti naturali e servirsi della propria intelligenza, piuttosto che attenersi esclusivamente ai libri…” (op. cit. pag. 19).E qui l’autore in un certo senso anticipa il pensiero di Jung a proposito delle capacità dell’interprete. Artemidoro, dapprima introduce l’argomento, poi passa in rassegna i contenuti dei sogni in generale (sognare fagioli, vuol dire…), ed infine ci propone una raccolta di sogni (poco meno di cento).

Il sogno nel corso dei secoli ha sempre suscitato la curiosità di studiosi e non. Tutti se ne sono occupati, ma è con Freud, che per la prima volta entriamo in esso in modo rivoluzionario.

freud-archeologo1

L’interpretazione dei sogni è stato scritto dal padre della Psicanalisi poco più di un secolo fa. Certo, appare strano che dei “mistici” come noi parlino dello scopritore dell’Inconscio. Beh, per noi Sigmund Freud è un uomo che con la sua genialità ha contribuito enormemente a farci comprendere la natura dell’anima (Psiche). E poi non è detto che a ricercatori particolari come noi, le sue tecniche investigative non possano tornare utili, come pure tutte le altre “create” dai suoi innumerevoli discepoli (e noi consideriamo tali gli Adler, gli Jung i Reich, e tutti quelli che non condivisero le sue rigide impostazioni). Ma prima di parlare di tale suo scritto, diciamo subito che questo nostro breve saggio sui sogni non ha lo scopo di scavare a fondo nei pensieri di Freud e di quanti altri citeremo. Ci proponiamo solo di sottolineare ora qui e ora là, dei brani significativi che possano tornare utili a chi volesse, nel suo piccolo, provare ad interpretarsi o interpretare sogni. Certo si sarebbe di gran lunga più preparati, se si leggessero tanti bei tomi che hanno tracciato la storia della Psicanalisi dalla sua nascita ad oggi. Ma cent’anni di libri sono impossibili da leggere in una sola vita.

Dunque, bando alle chiacchiere ed entriamo subito in argomento.

La sua introduzione all’ Interpretazione dei sogni (8° edizione Newton del 73), Flavio Manieri la conclude con una considerazione degna di sottolineatura: Il sogno ha infatti due forme di espressione: quella eidetica pura (che in senso lato vuol dire ‘visibile’) …e quella ‘mediata’ (cioè raccontata). Le motivazioni strutturali, di scelta tecnica e lessicale, del racconto, oltre a dirci molto di più del sogno in sé, sulle sue motivazioni (ne contengono la stratificazione emozionale), sono anche l’unica fonte reale della sua ricostruzione. Del sogno in fondo non resta altro. Il filtro del linguaggio deforma comunque il sogno: potremmo anzi dire che il ‘sogno’ non esiste prima di questa deformazione e ‘consista’ in essa”. (il grassetto è nostro).

Insomma Manieri, in parole povere,ci sta dicendo che, il modo con cui il sogno viene scritto ci fa capire molte più cose di quanto riesca a fare il sogno stesso.

Tornando all’Interpretazione…, Continua a leggere