L’Imperatrice

impewratricedi Pio del Guercio

Le qualità espresse da questa lama sono molteplici, come molteplici sono le situazioni in cui potremo vederle agire.
Tra queste quelle che subito risaltano sono:  padronanza di se, capacità di auto motivarsi, empatia e comunicazione.
Grandi qualità che portano al successo ma che al contempo, generano negli altri, invidia, timore ma anche voglia di competere, imitare e quando si ritiene irraggiungibile … denigrare.
Forte è la sua capacità di controllare le emozioni, che non vuol dire esserne esente ma semplicemente riuscire a non farsi sopraffare da queste, conservando un’ottima capacità decisionale.
Si motiva con obbiettivi sempre stimolanti per la propria auto realizzazione, per la quale tende sempre a impegnarsi e migliorarsi.
Tutto questo lo nutre con una buona dose di ottimismo unito a una forte autostima che le permette di non fermarsi davanti agli errori e agli ostacoli che incontra.
Ha una buona conoscenza di se stessa e con la sua capacità empatica individua facilmente i bisogni e le capacità di chi ha di fronte.
In funzione di questo sa valorizzare o deprezzare gli altri in funzione dell’utilità che questi avranno al raggiungimento dei suoi obiettivi.
Come sempre quando si parla di individui l’utilizzo più o meno etico di tali potenzialità è sempre assolutamente individuale.
Queste capacità, in molte madri, sono di forte sostegno nel portare avanti nel tempo quel difficilissimo compito che è l’essere genitore ma al contempo potranno essere disdicevoli in una donna senza scrupoli che le userà per raggiungere i propri scopi.
Come ultima considerazione, studiando questa lama, è la sua somiglianza alla dea Atena, immune alle frecce di Eros, che la rendono decisamente pratica legata alla materia, la vediamo spesso accompagnata dalla dea della vittoria Nike. Dea capacissima in tutte le arti artigianali ed anche in quelle dove più spesso si vede eccellere il maschio ma anche protettrice di chi combatte con astuzia, avendo lei il potere di donare furbizia.

foto pioPio Del Guercio – Il Percorso, scuola di Tarologia 

LA PAPESSA

pio

IL Percorso scuola di tarologia di Pio Del Guercio

Ogni progetto necessita di un periodo di preparazione, gestazione prima che sia pronto per prendere forma.
Tra i vari possibili il più impegnativo e importante è di sicuro la nascita di una nuova vita
Per quanto lo scopo finale sia sempre lo stesso vivere questa fase è assolutamente personale e come tale, viene vissuta.
Del resto potrebbe essere troppo presto o al contrario tardi, può interrompere altre attività o metterle a rischio ma può arrivare al momento giusto nel posto giusto. Insomma dare vita a qualcosa, a prescindere da chi lo deve fare e in quali condizioni, mette alla prova ciò che noi vorremmo con ciò che sarà e potrà farci dubitare di noi stessi, dell’essere all’altezza del progetto ma quando si decide di procedere in questa prima fase si dovrà comunque fare un atto di fede verso noi stessi e sperare nella buona sorte. Se questo non avviene la gestazione andrà oltre il giusto tempo portando all’inevitabile insuccesso oppure si abbandonerà strada facendo con un atto di rinuncia
Questa è una fase inattiva dove il fare è meno importante dell’essere mentalmente presente, l’accudimento e nutrimento del progetto non ci imporrà di fare materialmente, lui crescerà, si perfezionerà pian piano in noi e poi pretenderà di prendere forma altrimenti morirà.
Tenerlo fermo in questa fase è una tentazione possibile, la relazione simbiotica da sicurezza, tiene a bada le nostre ansie dando tempo alle nostre paure di quietarsi, nel procrastinare il possibile problema.Finché sarà lì abbiamo la possibilità di illuderci che sia perfetto o che non possa miseramente fallire.
Non dimentichiamo che paura e ansia sono pessime consigliere… un progetto ha ragion di essere se prenderà forma, diversamente sarà un sogno. E’ innegabile che anche i sogni hanno la loro utilità e possono essere un mezzo utile a ricarsi ma non vanno confusi coi progetti, diversamente avremo solo frustrazioni.
Il parto è doloroso ma necessario e deve seguire il taglio del cordone ombelicale perché ogni progetto sano dopo la nascita deve man mano essere messo in condizione di camminare con le sue gambe diversamente creerà dipendenza e questo non va mai bene e se il progetto riguarda la convivenza meno che mai.

Pio Del Guercio

“IL PERCORSO”
SCUOLA DI TAROLOGIA

I TAROCCHI e Pio Del Guercio

tarocchio

Da principio incuriosito e poi affascinato dai tarocchi , continuo ad interrogarli da circa 50 anni. Curioso e testardo cerco di andare oltre ciò che appare, convinto che dalla verità, qualunque essa sia e in qualsivoglia campo venga riconosciuta, che spazi dalla rigorosa scienza ufficiale all’impalpabile e indimostrabile scienza esoterica siamo comunque distanti anni luce. Il primo contatto con i Tarocchi è stato quello classico, tentare di far luce sul buio del futuro, senza prenderli al principio troppo sul serio. Dopo aver applicato su me stesso tale pratica divinatoria ho tormentato un considerevole numero di amici ed amiche, costringendoli ad essere “cavie volontarie”.

14_LA_TEMPERANZA

Incisioni di Gioia Giorio

Lo facevano con mal celato scetticismo ma al contempo incuriositi prima e interessati dopo, specie quando qualche piccolo risultato si otteneva o si credeva che così fosse, lasciando sempre spazio al beneficio di inventario. Sono andato avanti così per anni, sino a che una vocina interiore mi ha sussurrato che dietro queste Lame c’era qualcosa in più se non addirittura di completamente diverso. Ma cosa? Devo dire che in questa, come in altre strampalate teorie da me elaborate, sono sempre stato aiutato dall’intuito e dal caso, anche se in quest’ultimo da molti anni non credo affatto poiché penso che tutto segua uno schema ben preciso che ci aiuta ad arrivare ad una meta, da noi stessi prestabilita prima dell’incarnazione. Ebbene si, fra le varie mie teorie strampalate, c’è anche quella della predeterminazione di ogni individuo. Come dicevo, qualcosa mi suggeriva che c’era di più, celato in quelle 22 Lame… o meglio nelle 21 più la Lama zero ma ci sono voluti tanti anni prima di dare un po’ di senso a ciò che la ragione mi faceva sembrare puro vaneggiamento. Ad un certo punto mi convinsi che predire il futuro era una delle cose più semplici del mondo, in fondo, bastava conoscere il passato confrontarlo al presente e il risultato del futuro era quasi matematico. Se ci pensiamo solo un attimo è una cosa che facciamo tutti di continuo e senza l’ ausilio di nessuno strumento divinatorio.

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Incisioni di Gioia Giorio

Cerco di spiegarmi: nel momento in cui conosciamo il reagire di un soggetto davanti a determinate cause l’ effetto è quasi certamente sempre uguale a questo punto è lecito presupporre che se ad una stessa sollecitazione cambiamo la nostra risposta, in automatico, avremo un risultato futuro diverso, potrà essere migliore o peggiore ma sarà “diverso”. Giunto a questa conclusione ho pensato che guardando al passato, il più obbiettivamente possibile, analizzando il presente nel nostro modo di risposta, era possibile modificare l’ ovvio futuro. A questo giunsi dopo un considerevole numero di consulti, nei quali ad un certo punto, chi a me si rivolgeva, esordiva dicendo con più o meno enfasi: PERCHE’ SUCCEDE SEMPRE QUESTO A ME?! Questo a prescindere dalla domanda, che poteva riguardare: l’amore, il lavoro, il denaro, le amicizie e cosi via. Ogni individuo aveva un suo muro contro cui, periodicamente, andava a sbattere facendosi sempre più male col passare del tempo. Ecco un’ altra domanda che fa capolino… se il futuro non è prestabilito, come mai spesso la risposta dei Tarocchi è fedele a ciò che accadrà? Forse le Lame non fanno altro che, come una Polaroid, darci un’ istantanea , mostrano presente, passato e, a quel punto, l’ inevitabile .

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Incisioni di Gioia Giorio

Quell’antico dubbio si trasformò in una nuova teoria: i Tarocchi non predicono il futuro ma ci spiegano perche’ una certa situazione si è evoluta in quel triste modo che ci porterà all’ovvio risultato , che mai avremmo voluto. Dico triste perche’ è quasi impossibile interrogare un cartomante su qualcosa che ci va decisamente bene, sarebbe un po’ come farsi operare agli occhi perchè ci vediamo benissimo. Ahime’! Devo dire, a onor del vero, che mi è capitato anche questo” Mi va tutto benissimo, non è che poi mi andrà tutto male”? Del resto dell’essere umano, che mi diverto definire “la bestia più strana del creato”, non c’è nulla che mi meraviglia.

Amo credere in questa teoria per il semplice motivo che mi mette a disagio pensare che nelle nostre vite sia tutto prestabilito e che non siamo altro che marionette nelle mani di chi sa chi e chi sa perchè, del resto, se questo fosse vero, non avrebbe senso darci tanto da fare, tutto accadrebbe a nostro dispetto, basterebbe stare comodamente seduti in poltrona e aspettare e tutto arriverebbe automaticamente. Che tristezza se così fosse. Tutto questo mi dava anche un’altra risposta a un’antica domanda che da sempre mi ponevo… sono interessati al futuro ma i Tarocchi si ostinano, all’80% a parlare del passato e del presente… perchè?! Giunto a questo punto credo che la modalità migliore di approccio ad un consulto tarologico non dovrebbe essere quello di sapere come andrà ma capire come muoversi al meglio avendo una visione più chiara ed obbittiva delle situazioni, cosa che non sempre è. A quel punto starà

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Incisioni di Gioa Giorio

sempre a noi decidere come agire, nel caso ci sono possibilità di cambiamento o accettare quello che non può più essere cambiato ma che ci può comunque aiutare in una prossima situazione… errare è umano ma persistere è diabolico.

Consiglio anche di approcciarsi sempre con una sana diffidenza ed è per questo che a volte dico a chi mi consulta: “ricorda che mi chiamo Pio e non Dio”, gioco col mio nome, sottolineando la mia fallibilità, del resto un pizzico di ironia non guasta mai.

Pio del Guercio

-tutti i diritti sono riservati

L’ORIGINE DEI TAROCCHI

antichi tarocchiCari Viandanti..inizia oggi con questo articolo la collaborazione di Astri e Contrasti con il caro Amico, Pio del Guercio,  che ci renderà partecipi delle sue conoscenze e delle sue riflessioni sui Tarocchi.

L’intento è prendervi per mano e guidarvi verso la Conoscenza.. Cominciamo con un pò di storia . Tutti gli articoli pubblicati saranno rintracciabili  e consultabili nella Pagina “TAROLOGIA”.

L’ORIGINE DEI TAROCCHI

Preciso subito che sull’origine dei tarocchi tante sono le teorie ma nessuna è suffragata da prove certe.
Per tanti anni anche io sono stato divorato da questa curiosità… ma tanto più sono entrato in confidenza con questi simboli tanto più questa curiosità è andata scemando sino a sparire del tutto quando ho deciso che non hanno tempo, erano perfettamente in linea col grado di evoluzione umana di secoli fa e lo sono altrettanto oggi e nulla mi fa pensare che non lo saranno anche in futuro.
Torniamo a noi… tra le molteplici teorie ne prendo in considerazione tre, le più accreditate.

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Quella che gli attribuisce la nascita più antica la dobbiamo a Court De Gebelen che individua nell’antico Egitto la loro origine.
Ne parla nel suo libro “ LE MOND PRIMITF” scritto nel 1781.
Riporto testualmente ciò che scrive a tal proposito:

“Se ci apprestassimo ad annunciare che esiste ancora ai giorni nostri un’Opera degli antichi Egizi, uno dei loro Libri sfuggito alle fiamme che divorarono le loro superbe Biblioteche, e che contiene la loro dottrina più pura su soggetti interessanti, ciascuno sarebbe, senza dubbio, desideroso di conoscere un Libro così prezioso, così straordinario. Se aggiungessimo che questo Libro è molto diffuso in gran parte d’Europa, che da molti secoli è tra le mani di tutti, la sorpresa andrebbe sicuramente crescendo: e non salirebbe al colmo, se assicurassimo che nessuno ha mai supposto che fosse Egizio, che lo possediamo come se non lo possedessimo affatto, che nessuno ha mai tentato di decifrarne una pagina: che il risultato d’una squisita saggezza viene considerato come un mucchio di strane figure che non significano nulla di per se stesse? Non si crederebbe che ci si voglia divertire, farsi beffa della credulità del Pubblico?
Il fatto è tuttavia verissimo: questo Libro Egizio, solo resto delle loro superbe Biblioteche, esiste ai giorni nostri: è così comune che nessuno Studioso s’è degnato d’occuparsene; nessuno prima di noi ha avuto mai il sospetto della sua illustre origine. Questo Libro è composto di LXXVII pagine o tavole, perfino di LXXVIII, divise in V classi, che offrono ciascuna soggetti così vari quanto divertenti ed istruttivi: questo Libro è in una parola il GIOCO dei TAROCCHI […].”

Così come si legge, per lui i tarocchi sono un libro, libro fatto di simboli così come simboli sono i geroglifici che custodiva il segreto di un sapere originario lasciato a unico beneficio dei grandi sacerdoti.

01-leibnizLa seconda teoria accreditata, li fa nascere nel 3000 ac in Cina. Tale convinzione nasce dal fatto che i suoi sostenitori vedono forti similitudini tra i tarocchi e l’ I CHING, strumento divinatorio che si esprime attraverso l’ interpretazione delle diverse combinazioni che si possono ottenere con i 64 esagrammi che li compongono, a rafforzare tale ipotesi, gli stessi dicono chè, è quasi una deduzione logica visto che… carta, carte da gioco e stampa sono tutte scoperte cinesi.

tarocchi-visconti-di-modrone-2La terza invece fa nascere i tarocchi in Italia nel XV secolo alla corte dei Visconti.
Effettivamente i tarocchi più antichi, a noi giunti, sono proprio i “VISCONTI DI MADRONE” di quel mazzo si conservano 67 carte di cui 11 arcani maggiori ed inoltre sono spesso citati sia in documenti che registri di quel ducato.

MantegnaFortezaIl primo documento in cui si parla di questi mazzi di carte risale esattamente al 1371 ed è stilato dalla zecca di Firenze che ottiene la stampa in esclusiva di 2 mazzi di carte, importate dall’ Arabia, che vengono chiamate Naibi. I 2 mazzi vengono distinti in un mazzo a scopo educativo ed 1 a scopo ludico ma disdicevole  “giuoco d’ azzardo” .
Sarà una coincidenza che anche l’ astrologia sia arrivata da questo paese?
Le analogie che ho riscontrato tra loro mi porta a pensare di no.

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Questa distinzione mi fa pensare che il mio, abbandonare, la lettura dei tarocchi minori mi fosse stato suggerito in quel dialogo spontaneamente nato per caso quasi mezzo secolo fa con questo incredibile strumento.
Resta il fatto che il mistero sull’origine di questo strumento ne aumenti almeno un po’ il fascino.

Pio Del Guercio

-tutti i diritti sono riservati

 

TAROCCHI “In principio era il caos”

Per la rubrica :GLI ARCHITETTI DELL’ANIMA“  dedicata ai TAROCCHI

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Illustrazione di Marilina Ricciardi

 vi sottopongo un interessante quanto originale  articolo di

Alessandra Acciaroli

TAROCCHI

“In principio era il caos”

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I tarocchi,, sono il mezzo del quale ci possiamo servire nel nostro viaggio dell’anima alla ricerca e alla scoperta della nostra essenza e le lame che compongono un mazzo sono le stazioni, le tappe dove sostiamo durante il nostro viaggio e dalle quali scopriamo quali segreti si nascondono nel nostro inconscio.
I mazzi di tarocchi che noi possiamo trovare in circolazione hanno le più svariate raffigurazioni, tutte diverse, che spaziano dalle immagini più fantasiose o moderne o addirittura divertenti a quelle più seriose ed antiche, a volte dipinte con colori più spenti ed impreziosite con l’oro….
Non importa quale mazzo ci attrae di più,  non siamo noi a scegliere il mazzo ma è il mazzo che “chiama” noi, perchè è già dal momento della scelta che si crea quel legame, quel feeling con il proprio mazzo di carte; è quello il momento esatto in cui il mazzo entra a far parte della nostra vita, di noi stessi, quasi fosse una parte integrante del nostro corpo e della nostra anima, non più oggetto esterno ma un tutt’uno con noi.
Le raffigurazioni delle carte sono diverse perchè ogni autore riproduce la propria interpretazione  di ogni singola lama, ma, per quanto possano essere diversi tutti i mazzi, quello che li accomuna è ciò che in essi è contenuto.
Cosa sono esattamente i tarocchi e come si compone un mazzo di carte?
I veri Tarocchi sono i 22 arcani maggiori (Arcano significa segreto) che già sono un prezioso aiuto nella lettura introspettiva del consultante in quanto  in essi sono racchiuse simbologie fondamentali come i quattro elementi, i significati astrologici riconducibili sia ai segni zodiacali che alle caratteristiche planetarie, la  numerologia, l’alchimia e le 22 lettere dell’alfabeto ebraico che sono i 22 sentieri  che, con i 10 sephiroth formano l’albero della vita (e nei quali non mi addentrerò per non sforare in discorsi più lunghi e che rischiano di allontanarci dalla descrizione vera e propria delle carte)
Un mazzo intero, in  realtà, è composto sia dai 22 arcani maggiori che dai 56 arcani minori, questi ultimi suddivisi in quattro semi: coppe, denari, bastoni e spade (oppure secondo le carte francesi abbiamo cuori, quadri, fiori e picche) e, ad ognuno di questi semi corrisponde uno dei quattro elementi e di conseguenza le quattro funzioni psicologiche.
Mentre gli arcani maggiori ci conducono, appunto, alla scoperta ed all’evoluzione del Se’, gli arcani minori sono un aiuto prezioso per divinare il futuro ed i dubbi della vita quotidiana.
Chi ha il desiderio di conoscere i tarocchi comincia proprio dallo studio degli arcani maggiori poichè costituiscono le fondamenta della lettura completa ed esaustiva. Solo quando avremo compreso, assimilato e fatto nostro il significato di ogni singola lama capiremo cosa ci vogliono dire e dove vogliono condurci una volta stese una vicino all’altra. Sarà la loro combinazione, che avremo imparato a decifrare, ad aprirci le porte verso la conoscenza e la scoperta del nostro Se’ e saremo anche in grado, di conseguenza, di indirizzare la nostra vita e la nostra anima verso una nuova evoluzione.
Cominciamo allora a prendere in mano i 22 arcani maggiori e cominciamo a famigliarizzare con loro, a toccarli e sentire le vibrazioni che trasmettono e cominciamo a guardarli uno per uno.
Se noi stendiamo tutti i 22 arcani la prima cosa che ci salta all’occhio è che sono progressivamente numerati da zero a ventuno o da uno a ventuno più lo zero. Quale delle due numerazioni è corretta e perchè?
La risposta giusta è tutte e due. La numerazione differente che pone la carta numero zero, il Matto, all’inizio o alla fine del mazzo deriva semplicemente da  diverse scuole, quella inglese che lo pone all’inizio e quella francese che lo pone alla fine. Non sono le uniche due scuole di pensiero, ovviamente ma ne troviamo altre di impronta magica, vedi A. Crowly (più che di magia qui parliamo di stregoneria) oppure il filone che riconduce alla cabala.  Non è che un filone sia esatto e l’altro no, le teorie differenti sono figlie si studi, di interpretazioni e di punti di vista differenti e ognuno è libero di scegliere il filone che sente più vicino alla propria interpretazione. Se invece di mettere le 22 lame in fila le mettessimo in circolo vedremmo che non c’è un punto di partenza ed uno di arrivo tra il matto ed il bagatto.
Partendo dal presupposto  che gli arcani maggiori sono uno strumento che ci guida verso la consapevolezza e la realizzazione del Se’, immaginiamo che il nostro cammino parta proprio dallo zero, dal CAOS.
Lo zero è fine e principio, è il caos, allora perchè porre il caos alla fine di un percorso?
Se “In principio era il caos”, partiamo da esso e cerchiamo di comprendere il percorso da seguire per mettere ordine i pezzettini di noi stessi e per incontrare il nostro Se’, la perfezione, il nostro Mondo, cioè l’ultimo arcano, il numero 21.Lasciamo allora che il matto ci prenda per mano e partiamo insieme a lui iniziando questo misterioso e fantastico viaggio.

IL MATTO

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Io non possiedo il cervello: solo paglia.Come fai a parlare se non hai il cervello?
Non lo so, ma molta gente senza cervello ne fa tante di chiacchiere.
(cit. tratta dal film “Il Mago di Oz”)

C’era una volta la piccola Dorothy che s’incamminò lungo il sentiero dorato che l’avrebbe condotta nel regno di Oz per incontrare il mago. Poco dopo aver iniziato il suo viaggio lungo il sentiero incontra il primo dei personaggi chiave della storia, lo spaventapasseri, uno stravagante uomo imbottito di paglia e  vestito di stracci che, convinto di non avere un cervello, non esitò un momento a lasciare il suo mondo ed il palo cui era appeso per intraprendere un’avventura insieme a Dorothy pur di incontrare il mago e farsi dare il suo desiderato cervello. Dopo aver affrontato un lungo viaggio ed incontrato tanti pericoli (spesso superati proprio grazie al suo ingegno), lo spaventapasseri scopre che il cervello che tanto sognava era già suo da sempre ma aveva solo bisogno che qualcuno al di fuori di lui glie lo dicesse egli desse qualcosa di tangibile che desse sicurezza anche a lui, un semplice diploma…..”
E’ così che possiamo immaginare il matto dei tarocchi, come colui che, vestito di stracci, inizia un viaggio per trovare il suo vero Se’ e per poi scoprire che tutto ciò che cerca e di cui ha bisogno è da sempre dentro di se’.
Non è matto nel senso stretto del termine, non è colui che non ci sta con la testa ma al contrario è il fantasioso, il genio, l’imprevedibile, colui che è sempre alla ricerca di qualcosa; è l’artista, il musicista, il mistico, colui che viaggia nel vero senso della parola ma anche solo coi sogni, col pensiero, con la fantasia, sì, perché il  viaggio del matto non è detto che sia un vagabondare nel vero senso della parola, senza una meta, piuttosto un’evasione mentale. La stravaganza del matto, la sua incoerenza e la sua imprevedibilità  frutto della sua fantasia e genialità rendono il matto inaffidabile ed incostante, uno che segue il cuore e l’istinto piuttosto che la razionalità….Non è lo stupido, il subdolo ma è l’intelligente, l’illuminato ha l’intelligenza divina e secondo la numerologia, lo zero, il numero che lo contraddistingue, è il numero legato al Divino.  Deduciamo che è un illuminato anche grazie al cappello che indossa, tradizionalmente di color giallo, simbolo appunto di intelligenza, ma  il cappello simboleggia anche il cervello diviso nei due emisferi, destro e sinistro: l’emisfero destro è quello che riceve passivamente le informazioni da fuori ma non le elabora perchè l’elaborazione, la sintesi, il giudizio, il valutare sono funzioni che appartengono all’emisfero sinistro. Possono i due emisferi lavorare separatamente? No, occorre un ponte tra i due, un elemento unificatore che unisca e metta in comunicazione le due parti del cervello. Ecco che il cappello del matto viene raffigurato con tre punte come fosse un giullare e queste tre punte sono proprio l’emisfero destro, l’emisfero sinistro ed il ponte unificatore.
Se da una parte il matto ha la testa tra le nuvole, dall’altra ancora qualcosa lo lega a terra. Cosa? il bastone su cui si poggia per camminare e che tiene con l’altra mano. Questo bastone affonda nel profondo, sotto la terra, non si ferma sulla superficie (così almeno viene rappresentato da alcuni autori) ma anche nelle figure dove viene illustrato sulla superficie della terra, esso simboleggia il contatto con la madre terra e con l’energia creatrice che appartiene ad essa.
Sulla spalla porta un fagotto del quale noi non vediamo l’esatto contenuto, lui non ce lo mostra mai ma il nostro folle viaggiatore non ha bisogno di beni materiali per proseguire il suo cammino, no, a lui bastano i suoi sogni, le sue speranze o le sue illusioni, tutto racchiuso in quel suo misterioso fagotto che riempirà di esperienze acquisite nel tempo.
A fargli compagnia è un cane che se in alcune illustrazioni non si mostra aggressivo, bensì sembra essere collaborativo, sembra spingerlo verso il futuro,  in altre rappresentazioni invece si attacca con i denti ad una delle gambe, mostrando l’istinto non razionale, animalesco che si nasconde in ognuno di noi ma che può anche essere visto come un passato che ha ferito e lasciato il segno, motivo per cui il matto può essere rappresentato con la testa volta all’indietro, come per osservare il suo passato che lo ferisce e trattiene.
Il Matto è colui che ha il coraggio e l’incoscienza  di rompere gli schemi mentali, educativi e culturali che gli sono stati imposti dalla società e dal contesto familiare da cui si sgancia e, una volta rotti gli schemi può iniziare con più leggerezza il suo cammino.
Perchè se è così intelligente, se è l’illuminato divino viene chiamato Matto? Perchè da sempre colui che esce fuori dagli schemi considerati canonici e riconosciuti validi, condivisi ed approvati dalla massa, colui che non ha paura di dire apertamente la propria opinione fuori dal coro è stato additato ed etichettato come Matto. Chiunque di noi, in una società che segue la corrente, se già solo prova ed essere diverso in qualcosa, non dico che viene chiamato matto ma sicuramente non è visto di buon occhio e spesso viene deriso dal popolo. Purtroppo non è facile al giorno d’oggi (ma non lo è mai stato) essere se stessi nella propria diversità perchè in fondo tutti siamo diversi ma non tutti sappiamo (o vogliamo) riconoscere ed accettare la nostra diversità e portarla alla luce.
A chi possiamo ricondurre, in termini astrologici*, la stravaganza, la fantasia, la genialità e la creatività del matto? Al segno dei pesci ed ai pianeti che lo governano e sono domiciliati in questo segno. Come il Matto, anche nei pesci riscontriamo  proprio il distacco dalla realtà, il prendere le  distanze da ogni regola logica, il vivere nel caos della mancanza di osservazione delle regole a favore di un mondo di sogni ed illusioni. I pesci non vivono nel presente ma, come il matto che cammina verso il futuro, anche loro si proiettano in un mondo futuro, immaginario, magico, irreale e fantasioso.
Grazie al supporto di Nettuno possiamo ritrovare quelle caratteristiche artistiche e geniali e creative che abbiamo descritto come doti del matto; la fantasia creativa che, durante il viaggio, è un’arma vincente per poter superare qualunque imprevisto e ostacolo si incontri sul sentiero ma anche il non legarsi in modo esclusivo alla società: Però, come rovescio della medaglia, ritroviamo la sregolatezza, e la voglia di evasione dal quotidiano che  può sfociare, in casi estremi, in alcune dipendenze come droga e alcol e come noi abbiamo già detto, il viaggio del matto non è detto che sia fisico…
Però nei pesci non troviamo solo l’influsso di nettuno ma anche Giove, che dona caratteristiche di espansione, la fiducia in se stessi, la crescita, non solo fisica, ma spirituale ed intellettiva ed infatti il matto si incammina fiducioso nel mondo pur non avendo una meta ma sicuro in cerca della sua crescita spirituale.
Nei pesci si esalta la  Luna, Luna vista come gestazione, come voler tenere nel proprio utero la propria creatura all’infinito e nel matto, l’utero contenitore è il sacco sulle sue spalle, che noi vediamo semichiuso e da cui il matto non tira fuori il contenuto.
La luna è anche il sogno, la luna in pesci così come nel matto porta a vivere le persone in una dimensione propria, come un mondo parallelo che viaggia però secondo il proprio cuore e secondo anche il proprio umore e la luna, si sa, influenza l’umore che cambia come cambia lei stessa seguendo ciclicamente le sue fasi.
Il Matto appartiene a se stesso, libero, indipendente non si lega a nessuno ed a nessun luogo ed è esattamente come vuole essere e non come gli altri vogliono che sia, non si conforma a nessuno schema che non gli appartenga, non si identifica con nessun cliché.
L’arcano del matto è una lama dinamica, non statica; è  piena di energia, un’energia importante che ha bisogno solo di trovare la sua direzione e la sua dimensione e l’energia del matto è legata al divino, alla spiritualità superiore.
Sarebbe bello riuscire a fare come il matto, a spogliarci dai condizionamenti e percorrere il nostro cammino con la sua stessa leggerezza e anche un po’ della sua ingenuità, la stessa ingenuità e lo stesso candore che hanno i bambini. Proviamo allora a liberare il nostro matto interiore e vedere dove riesce a condurci.

astrologici*(diverse scuole riconducono al matto il pianeta urano perchè parlano di istinti primordiali, nonchè di unione tra cielo e terra. Addirittura qualcuno parla del matto/urano come una figura talmente instabile ed imprevedibile i cui atteggiamenti possono sfociare in manifestazioni aggressive. Altri invece lo riconducono allo scorpione perchè si parla del rifiuto di assumersi le proprie responsabilità. Sinceramente trovo poco attinenti questi abbinamenti perchè li vedo riduttivi e troppo circoscritti perchè un personaggio in espansione come il matto possa essere relegato e limitato a questi due diversi abbinamenti. Il matto non è aggressivo o violento ma instabile ed inaffidabile ma la sua stabilità è dovuta ai suoi cambi di umore e riconducibile, per questo, a quanto descritto sopra.)

by ALESSANDRA ACCIAROLI -tutti i diritti sono riservati

Il Matto, signore dell’ Interregno

Apriamo oggi una nuova rubrica per voi, amanti dei TAROCCHI nel loro significato più aulico:”GLI ARCHITETTI DELL’ANIMA

piccola architetto

Illustrazione di Marilina Ricciardi

Come primo appuntamento vi sottopongo  un interessante articolo di Pio del Guercio, fine conoscitore e abile interprete di questo fantastico mezzo. Buona lettura!!

IL MATTO

Signore dell’Interregno

Tarocchi-Spirale Mistica-Il-Matto  Mazzo di Giovanni Pelosini

Spirale Mistica-Il-Matto. Giovanni Pelosini

Il significato che, generalmente si attribuisce a questo tarocco, ci parla di: non gestibilità della propria vita, imprevedibilità, stravaganza, irrazionalità e ansia. Il tutto può essere riassunto nella parola caos. Situazioni esterne, caotiche, che creano confusione interiore. Insomma possiamo dire che, in una stesa, questo arcano, non ci parla di un periodo facile della nostra vita. Ma se è vero, ed in effetti lo è, che non tutti i mali vengono per nuocere, vediamo in che modo tutto questo ci può aiutare e come mai questo aiuto ci può venire da una lama, che tanta fiducia, potrebbe non ispirare. Facendo un viaggio a ritroso nel tempo, vediamo che il matto non è altro che un antico antenato dell’attuale jolly, che per altro, viene chiamata anche, matta. Il jolly, non ha un suo valore, ne appartiene a nessuno dei quattro semi, di conseguenza anche a questa carta, come al matto, gli si può tranquillamente attribuire il numero zero. Se mettiamo a confronto il matto dei tarocchi svizzeri con l’attuale matta, la discendenza,della seconda, dalla prima è molto più evidente, tanto da poterle confondere. L’attuale matta dà la possibilità, al giocatore di poterla sostituire con qualsiasi altra carta, dandole il valore che più gli è utile nel gioco, ovviamente, offrendogli una possibilità in più, rispetto all’avversario che dovesse esserne sfornito. Il jolly, joker o matta, ufficialmente, compare nella seconda metà del xix secolo in America, col nome di juker che, in tedesco, vuol dire ragazzo. Ora cerchiamo di capire come mai le fu data questa valenza positiva, di aiuto che un po’ stride rispetto ai significati che in genere si attribuiscono al matto dei tarocchi. Nell’antichità, esprimere le proprie idee liberamente, poteva costare addirittura la vita. La pazzia dava una specie di immunità da questo, ed ecco che, in quel caso, era positiva. Ricordiamo anche, che per alcune civiltà antiche tutti gli stati alterati della realtà, dal sonno alla follia, venivano considerati come tramiti che mettevano in contatto con la divinità. Sarà stato questo il motivo? Potrebbe essere… Ma vediamo anche che valenza positiva, il matto, può avere in una stesa. Personalmente, questa carta, la chiamo, del 50% . Infatti, nel caos delle situazioni o degli stati d’animo di cui ci parla, è possibile, a seconda di come ci muoviamo, di trovare un nuovo ordine e ribaltare in positivo la situazione o farla precipitare,quindi le possibilità sono giusto al 50%. Del resto, è dal caos primordiale, che è nato l’universo in cui siamo immersi. Ora che si può guardare con più tranquillità a questa carta voglio provare ad ampliare il significato di questa lama ed andare a esplorare oltre ciò che conosciamo. Certo c’è un po’ di presunzione in questo, visto che anche ciò che conosciamo ha diversi punti oscuri ma ci provo comunque, visto che mi piace credere nella teoria della reincarnazione e nel destino prescelto dall’individuo prima della incarnazione e ho provato a capire in che modo sia stata lasciata traccia nella simbologia dei Tarocchi da quella antica e sconosciuta saggezza. Sicuramente l’estensione di questa lama come delle altre 21 è quasi infinita, visto che, con così pochi simboli, tentiamo di affrontare gli innumerevoli aspetti della vita ed io, non ho certo semplificato il tutto nel tentativo di andare anche oltre questa ma visto che credo che le scelte semplici alla fine non ci portano lontano ci provo comunque. Torniamo all’ ipotesi che scegliamo personalmente il percorso dell’esperienza da incarnati. Proviamo ad immaginare, in funzione di questa teoria, la fine dell’attuale percorso, possiamo credere che dovremo affrontare un certo tempo nell’analizzare, valutando da un diverso punto di vista, a cosa ci ha portato l’appena terminata esperienza e cosa abbiamo compreso e quali altre cose dobbiamo imparare, quali nodi sciogliere per raggiungere la meta finale… beh!! quale possa essere non lo so proprio anche se ho una mia teoria ma almeno questa, per il momento la tengo per me. Di certo liberi dell’ingombrante e pretenzioso involucro materiale, c’è la possibilità che tutto appaia sotto una luce completamente diversa. Sicuramente ci dovremmo rendere conto che spessissimo abbiamo prestato più attenzione a ciò che il nostro corpo, con forza pretendeva e di come abbiamo finalizzato il tutto nell’ impaziente fretta che il breve spazio della vita impone, ignorando un po’ troppo spesso i bisbigli di quel corpo sottile così discreto da far dimenticare molto, se non troppo, anche la sua presenza ma chè è quello che c’era, c’è e ci sarà a dipetto dell’altro che è diventato cenere o è rientrato come cibo per vermi, nel naturale ciclo della madre terra. Credo che nella migliore delle ipotesi ci sentiremo un tantinello stupidini nello stesso modo in cui ci saremmo occupati di rattoppare un vestito sempre più lacero trascurando il corpo che riveste. Personalmente quando cerco di pensarmi in quel momento mi lascio vincere da qualche momento di disperazione, per quanto non mi considero pessimo so anche di non essere ottimo, come la gran stragrande maggioranza degli individui ma poi riesco anche ad assolvermi, solo in parte, pensando che in fondo, se sono qui, ho ancora tanto da imparare e non potevo comportarmi diversamente. Se questa mia ipotesi, condivisa anche da altri, fosse realtà il caos in noi sarà inevitabile, ciò che sembrava giusto ed inevitabile sembrerà il contrario e viceversa. Insomma saremo costretti a rivedere tutto sotto una nuova prospettiva e non è difficile credere, che per recuperare il perso e migliorare saremo anche disposti a sottoporci a nuove e anche più difficili prove di quelle appena superate. Le trovavamo ingiuste, quante volte abbiamo detto “ ma che male o fatto per meritare questo” o anche “ perchè proprio a me” ma la visione dell’insieme ci renderà impossibile pensare diversamente, troppo alto il premio e nessun sacrificio sarà considerato troppo gravoso e non seconda come sensazione l’icredulità nell’essere stati tanto cechi da non vedere ciò che in quel momento sembrerà più che lampante.In fondo non è questa la sensazione che proviamo quando incrollabili convinzioni vengono meno? Un amore che ci tradisce o semplicemente finisce, un amicizia in cui credevamo che viene meno, il lavoro in cui avevamo messo tutte le prospettive del futuro si perde, un bene materiale tanto faticosamente guadagnato e desiderato svanisce nel nulla ed altre situazioni simili. Sgomento, incredulità, paura e tanta tanta confusione. Insomma la gran maggioranza di ciò che possiamo vedere espresso, oltre il resto, nella lama zero, il Matto. Sarà sempre personale il modo di affrontare superare o no questa situazione e in quanto tempo ma per tutti sarà come vivere un interregno dal quale acquisiremo un nuovo e del tutto personale modo per affrontare il futuro, avendo acquisito nuovi elementi per farlo. Quegli elementi che mi piace pensare che il matto porti nel fagottino legato al bastone in spalla mentre intraprende l’avventura di un nuovo viaggio alla conquista di una nuova meta.

In virtù di tutto questo e nella speranza che non verrò prima sottoposto a un TSO, mi sento di poter dare al Matto il titolo di signore dell’interregno e a pieno titolo avendone tutte le caratteristiche per esserlo.

by Pio Del Guercio-Tutti i diritti sono riservati

“Il Matto,eterno viandante” di Giovanni Pelosini

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Deva Tarot

“Il viandante che si muove con il suo minimo bagaglio e senza pensieri, nella mia visione, somiglia al Matto dei Tarocchi.

La sacca che talvolta porta sulle spalle è quasi vuota, così come le tasche del suo buffo costume.

Nella sua pazzia ha scelto di non possedere niente, e così, forse senza neanche saperlo, assomiglia a quei santi rishi ancora piuttosto comuni nelle giungle e nelle sterminate campagne del subcontinente indiano: saggi illuminati ricchi di spiritualità, apprezzati portatori di benedizioni divine.

Il Matto incarna in questo modo la pura energia che mette in moto tutto il mazzo degli Arcani, il fuoco che può bruciare il Karma, l’inizio e la fine del percorso sacro, l’alfa e l’omega della tradizione mistica occidentale.Quel giullare vaga su strade sempre diverse e sembra camminare senza alcuna destinazione: lascia il castello di un cavaliere che lo aveva ospitato per un po’ in cerca di qualche altro signore da allietare con i suoi versi scomposti, le sue battute oscene, i suoi scherzi villani.

Nessuno come il Matto sa camminare sui Sentieri sacri e profani dell’inconscio profondo, perché lui può muoversi in assoluta libertà, senza inutili fardelli, senza dubbi e senza aspettative, senza attaccamenti alla Materia che ancora deve incontrare e conoscere.

Finché può seguire solo il puro istinto, il Matto è il vero signore dei Tarocchi. Poi tutto cambia, tutto si trasforma, ed anche lui è chiamato ad evolversi.

Allora può muoversi sulle strade della vita secondo due modalità: quella consapevole e quella inconsapevole. Per la sua qualità di Matto, in entrambe gli è concesso di trovare se stesso, più o meno agevolmente.

Quando il viandante cammina nella cosmica ragnatela di strade che tutto e tutti avvolge in perfetti meccanismi di coincidenze significative, la sua vista può essere chiara oppure offuscata dalla nebbia ed il suo Sentiero può essere diversamente piacevole ed utile.

A volte capita che tale Sentiero si incroci con quello di un altro viandante, ed allora accade che i due possano fare un tratto di strada insieme. Soprattutto in queste occasioni si può imparare quanto poco sia importante la meta prefissata e quanto sia invece fondamentale la qualità del percorso che si sta facendo.

È tale qualità che fa la differenza nella vita che ognuno si sceglie.

Mi piace chiamare “Aurei” quei Sentieri che uniscono le persone consapevoli di percorrerli. Tutti gli altri sono semplici cammini, che in ogni caso conducono ciascuno verso la propria individuale direzione, ma che non permettono alla coscienza di “uscire” dalla ragnatela di strade e di osservarla oggettivamente.

Chi ha la possibilità di riconoscere il Sentiero Aureo mentre lo percorre, e la fortuna di farlo insieme ad un compagno di viaggio, deve essere grato per questo, e proteggere, e sacralizzare i passi comuni compiuti.

Se ciò avviene fisicamente, il riconoscimento è più facile, ma questa non è l’unica modalità, perché i Sentieri sono extradimensionali ovvero pluridimensionali.

E così, mentre tutto ciò che è Materia è destinato a finire, il cammino continuo di ogni Eterno Viandante, di ognuno di noi, procede sul Sentiero dell’Anima.”

Articolo interamente tratto dal sito  di Giovanni Pelosini

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Giovanni Pelosini è scrittore e docente eclettico: da almeno una vita lavora in diversi campi, fra i quali tarologia, astrologia, simbologia, yoga, spiritualità, discipline olistiche, pedagogia, teatro e cinema.

Laureato in Scienze Biologiche con lode all’Università degli Studi di Pisa, dove è stato anche ricercatore, insegna discipline scientifiche negli istituti superiori. Il suo metodo di indagine risente in modo positivo della formazione di tipo scientifico, ma ama lavorare anche con intuito e creatività, operando originali sincretismi fra le culture tradizionali orientali e occidentali.

Dal 1976 pratica assiduamente Yoga facendo riferimento alla tradizione del Tantra, grazie ad una millenaria linea ininterrotta di Maestri, integrando tali insegnamenti con numerose altre pratiche. Diplomatosi presso la Scuola per Maestri della Feder Yoga e Oriente di Roma, ha approfondito i suoi studi e la sua pratica con lo Yogi Ram Prakash Sharma di Khajuraho, che lo ha introdotto all’insegnamento spirituale del Parakh Pad.

Ha tenuto conferenze e condotto numerosi seminari di Yoga, Rebirthing, Tarologia e “Sintesi Energetica”© in varie parti d’Italia ed all’estero.

Con Ferruccio Ledvinka si è intensamente impegnato nella ricerca e nelle tecniche di sviluppo della coscienza. Successivamente ha seguito i corsi di Alejandro Jodorowsky su Tarocchi, Psicomagia e Psicogenealogia.

Studioso di Astrologia autodidatta dal 1974, ha poi seguito gli insegnamenti di Massimo Fornicoli, per sviluppare infine una visione psicologica della disciplina, anche in analogia con il pensiero tarologico.

Ha partecipato a ricerche e pubblicazioni in collaborazione con il gruppo Convivio Astrologico e la rivista «Linguaggio Astrale» del CIDA. Collabora con Lidia Fassio alla diffusione della cultura astrologica umanistica anche scrivendo per il trimestrale «Albatros», ed è docente presso la Eridano School di Torino.

::continua::

Luna e Sole,insieme per vincere

Astrologia e tarocchi,un confine affascinante….

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SOLE E LUNA…MASCHILE E FEMMINILE

I DUE ARCANI PIU’ RAPPRESENTATIVI DEL NOSTRO CONFLITTO INTERIORE MASCHILE-FEMMINILE. RAPPRESENTANO AL DI LA DELLE TRADIZIONALI INTERPRETAZIONI IL NOSTRO MODO DI RAZIONALIZZARE (IL SOLE) E DI SENTIRE(LA LUNA).

Ci raccontano gioie e dolori,il buio dentro di noi e la luce ritrovata. L’amore e le sue cromature. Il sole ha il potere di aiutarti a trovare la tua “ragionevole” dimensione. La luna “sente”se il tuo cuore è nella giusta direzione.. Il sole ti incanta con la sua luce,mentre nel buio della sera con la luna ritrovi i tuoi dubbi e le tue incertezze

LA TUA ANIMA HA BISOGNO DI ENTRAMBE LE DIREZIONI…HA BISOGNO DI TROVARE IL SUO EQUILIBRIO FRA IL GIORNO E LA NOTTE.,,

Fra la luce della coscienza e il buio dell’inconscio esiste un armonia che deve essere riconosciuta..a quella noi tendiamo..e in quella noi esistiamo.

Lasciamo liberi i nostri sogni,e navighiamo nell’acqua del sentimento…solo così alla fine del viaggio noi possiamo toccare il sole con un dito ..e non restare accecati dalla sua luce..

….SPERA SEMPRE CHE ESCANO ENTRAMBI NELLA STESA PERCHE’ VUOL DIRE CHE TU SEI IN GRADO DI ELABORARE LE TUE ESPERIENZE E DI CRESCERE “DENTRO”..

(I percorsi dell’anima di Nunzy Conti)

Cari viandanti,vi rimando alla pagina TAROLOGIA, del mio blog per ragionare più da vicino  di entrambi gli arcani..

“Il convitato di pietra”

LISA DORDONI MORPURGO

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Autrice di uno dei testi astrologici che fanno capo alla rinascita e alla riabilitazione di questa straordinaria disciplina:

“La più ampia,articolata e suggestiva opera astrologica del nostro tempo”

“Il Convitato di Pietra fu il frutto di quelle mie speculazioni,maturate tra il 1975 e il 1978;ma,accanto a ipotesi e teorie di grande audacia,il lettore trova tutti gli quegli elementi dell’astrologia dialettica grazie ai quali la lettura di un tema può arricchirsi in modo straordinario e svolgersi secondo linee di approfondimento psicologico prima impensabili.”

“Il futuro,trattato come genere di consumo,pagato a caro o basso prezzo imprigionato dai sortilegi,esorcizzato dagli scongiuri,è invece tutt’uno con il presente che vorremmo scavalcare,con il passato che vorremmo lasciarci alle spalle.Il lento processo che affatica il nostro cuore e indurisce le nostre arterie non è dissociabile dalla nostra costituzione organica,dal nostro regime alimentare e dalla nostra disponibilità emotiva.Uno stomaco debole,più una serie di crolli in borsa,provocano l’ulcera di un agente di cambio quarantenne.

“urano in transito all’opposizione di Urano natale”,sentenzia allora l’astrologo frettoloso,semplificando troppo.Poteva essere l’ulcera o essere qualcos’altro.Anzi molto spesso,”qualcos’altro” si manifesta all’ombra del fenomeno più appariscente,esprime un lato importante della struttura simbolica,deve essere analizzato per comprendere il valore di certipunti zodiacali,e anche per seguire nella sua totalità il succedersi degli eventi.

Voler inchiodare un dettaglio nel quadro del futuro come una farfalla sullo spillo significa compiere una macabra operazione da collezionista;e pretendere di isolare un “fatto” nell’infinita rete delle circostanze significa astrarsi dalla realtà più viva.

“Amerai una donna straniera”,diciamo all’amico che ha LUNA e VENERE CONGIUNTE IN NONA.

E l’amerà davvero,scriverà per lei versi che varchino fiumi e frontiere,perché quella Luna e quella Venere sono anche nei primi gradi della bilancia,culla della poesia..Un vero caso da manuale,ma dobbiamo fermarci qui?La donna “straniera”non significa forse anche donna lontana,idealizzata perché irraggiungibile,amata a distanza per una fondamentale incapacità ad amare?E luna in nona casa non può forse aggiungere al significato ,appunto ,”di donna lontana” anche quello di “donna tenuta lontano” per una volontà che tende ad evitare i contatti intimi e diuturni?Chi sarà mai quest’uomo?Un sognatore o un freddo?Sublimerà nei suoi versi una passione o un egoismo?

L’astrologo ha il dovere di esprimere tutte queste sfumature di dubbio,se non sempre a chi lo interroga,almeno a se stesso.Perchè non si tratta di dubbi veri e propri,nel senso più comune del termine,ma di una presa di coscienza della COMPLESSITA’ DEL REALE,che ormai tormenta anche gli scienziati.”
(brano tratto dal libro)

Della Morpurgo sono importanti anche le altre pubblicazioni,di cui avremo modo di parlare spesso

per adesso prendetene nota..anche se per incominciare io consiglio:

INTRODUZIONE ALL’ASTROLOGIA

 

Lezioni di astrologia Lezioni di astrologia Lezioni di astrologia Lezioni di astrologia Introduzione all'astrologia e decifrazione dello zodiaco
Lezioni di astrologia / La natura delle case
di Morpurgo Lisa
Lezioni di astrologia / La natura dei segni
di Morpurgo Lisa
Lezioni di astrologia / La natura dei transiti
di Morpurgo Lisa
Lezioni di astrologia / La natura dei pianeti
di Morpurgo Lisa
Introduzione all’astrologia e decifrazione dello zodiaco
di Morpurgo Lisa

Il mio incontro con l’Astrologia

Astri e Contrasti

Un tenero ricordo che dedico a voi Viandanti del Caso…una lezione importante da me compresa molto molto tempo dopo..
” La vita è un insieme di circostanze straordinarie e dietro una semplice casuale banale circostanza come ci ricorda Hillman..si nasconde il nostro vero destino…”…”

Il mio incontro con l’astrologia ha un eco lontano. Un tuffo nel passato più dolce dei miei ricordi..dove ritrovo mio padre e me bambina in un bar di un paese sconosciuto…Quella bimba,assai golosa,,stava divorando un dolce gigantesco con la panna..davanti a un espositore di riviste e giocattoli..e mentre si lasciava catturare da una bella scatoletta con tante perline..ecco che il suo dolce cadde sulle riviste adagiate per terra(a dire il vero era un bar un pò tanto naif!)..vedo sfumare il mio dolce ..e il mio giocattolo, perchè mio padre si arrabbiò tantissimo(ero una bimba assai distratta)..vedendosi costretto a risarcire una pazza che sbraitava tanto ed io non capivo perchè..

Mio padre con il sorriso più imbarazzato del mondo comprò le riviste che io avevo sporcato e ripulì tutto.. mi trascinò fuori mentre la tipa continuava a inveire contro questi genitori “così poco severi”..
Che punizione esemplare per quella bambina!!Niente giocattolo e niente più dolce alla panna..solo 4 0 5 riviste che non mi dicevano nulla.. tranne una che aveva dei simboli curiosi..mio padre mi disse che quelli erano i segni zodiacali e che io ero il primo,l’ariete..mentre lui era il secondo,il toro..e quella peste di sorellina era l’ultima, pesci… ci trovai una giustizia in tutto questo e gli dissi “questa cosa dei segni mi piace proprio”..mi portai a casa quel giornalino come un trofeo e lo misi proprio dove tenevo le cose mie più preziose..
Lo dimenticai per molto tempo..finchè un giorno, in mezzo al caos di un trasloco di cui ho un ricordo terribile…(quella bambina era un asc. Cancro e..lasciare la sua casa..le sue radici,fu terribile), ritrovai quel giornalino che attivò il mio ricordo speciale e qui scatto il mio colpo di fulmine!!…adesso sapevo leggere bene..e scoprì che diceva tante cose interessanti..lo studiai con molta attenzione,perché già da allora su alcune cose mi trovavo d’accordo e su altre no! Da quel giorno mi trasformai in una piccola saccente astrologa..(non mi sopportavano proprio..devo dire)!!!!

La vita nei suoi infiniti giochi del caso, nascondeva dietro la sua casualità una lezione importante..

E oggi posso dire che malgrado abbia percorso molte strade,affrontato mille pericoli pianto tante lacrime…solo una cosa è rimasta costante nel tempo e non mi ha mai deluso, e non è mai mancata all’appello. Segretamente nascosto nelle mie mille stanze , l’ amore per l’ Astrologia è cresciuto nel tempo e in una notte tremenda di cui volutamente ho oscurato il ricordo, lei si rivelò a me in modo così prepotente e definitivo  che non  fu più possibile ignorarne le conseguenze…

E così fu..

Nunzy Conti