“Il Matto,eterno viandante” di Giovanni Pelosini

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Deva Tarot

“Il viandante che si muove con il suo minimo bagaglio e senza pensieri, nella mia visione, somiglia al Matto dei Tarocchi.

La sacca che talvolta porta sulle spalle è quasi vuota, così come le tasche del suo buffo costume.

Nella sua pazzia ha scelto di non possedere niente, e così, forse senza neanche saperlo, assomiglia a quei santi rishi ancora piuttosto comuni nelle giungle e nelle sterminate campagne del subcontinente indiano: saggi illuminati ricchi di spiritualità, apprezzati portatori di benedizioni divine.

Il Matto incarna in questo modo la pura energia che mette in moto tutto il mazzo degli Arcani, il fuoco che può bruciare il Karma, l’inizio e la fine del percorso sacro, l’alfa e l’omega della tradizione mistica occidentale.Quel giullare vaga su strade sempre diverse e sembra camminare senza alcuna destinazione: lascia il castello di un cavaliere che lo aveva ospitato per un po’ in cerca di qualche altro signore da allietare con i suoi versi scomposti, le sue battute oscene, i suoi scherzi villani.

Nessuno come il Matto sa camminare sui Sentieri sacri e profani dell’inconscio profondo, perché lui può muoversi in assoluta libertà, senza inutili fardelli, senza dubbi e senza aspettative, senza attaccamenti alla Materia che ancora deve incontrare e conoscere.

Finché può seguire solo il puro istinto, il Matto è il vero signore dei Tarocchi. Poi tutto cambia, tutto si trasforma, ed anche lui è chiamato ad evolversi.

Allora può muoversi sulle strade della vita secondo due modalità: quella consapevole e quella inconsapevole. Per la sua qualità di Matto, in entrambe gli è concesso di trovare se stesso, più o meno agevolmente.

Quando il viandante cammina nella cosmica ragnatela di strade che tutto e tutti avvolge in perfetti meccanismi di coincidenze significative, la sua vista può essere chiara oppure offuscata dalla nebbia ed il suo Sentiero può essere diversamente piacevole ed utile.

A volte capita che tale Sentiero si incroci con quello di un altro viandante, ed allora accade che i due possano fare un tratto di strada insieme. Soprattutto in queste occasioni si può imparare quanto poco sia importante la meta prefissata e quanto sia invece fondamentale la qualità del percorso che si sta facendo.

È tale qualità che fa la differenza nella vita che ognuno si sceglie.

Mi piace chiamare “Aurei” quei Sentieri che uniscono le persone consapevoli di percorrerli. Tutti gli altri sono semplici cammini, che in ogni caso conducono ciascuno verso la propria individuale direzione, ma che non permettono alla coscienza di “uscire” dalla ragnatela di strade e di osservarla oggettivamente.

Chi ha la possibilità di riconoscere il Sentiero Aureo mentre lo percorre, e la fortuna di farlo insieme ad un compagno di viaggio, deve essere grato per questo, e proteggere, e sacralizzare i passi comuni compiuti.

Se ciò avviene fisicamente, il riconoscimento è più facile, ma questa non è l’unica modalità, perché i Sentieri sono extradimensionali ovvero pluridimensionali.

E così, mentre tutto ciò che è Materia è destinato a finire, il cammino continuo di ogni Eterno Viandante, di ognuno di noi, procede sul Sentiero dell’Anima.”

Articolo interamente tratto dal sito  di Giovanni Pelosini

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Giovanni Pelosini è scrittore e docente eclettico: da almeno una vita lavora in diversi campi, fra i quali tarologia, astrologia, simbologia, yoga, spiritualità, discipline olistiche, pedagogia, teatro e cinema.

Laureato in Scienze Biologiche con lode all’Università degli Studi di Pisa, dove è stato anche ricercatore, insegna discipline scientifiche negli istituti superiori. Il suo metodo di indagine risente in modo positivo della formazione di tipo scientifico, ma ama lavorare anche con intuito e creatività, operando originali sincretismi fra le culture tradizionali orientali e occidentali.

Dal 1976 pratica assiduamente Yoga facendo riferimento alla tradizione del Tantra, grazie ad una millenaria linea ininterrotta di Maestri, integrando tali insegnamenti con numerose altre pratiche. Diplomatosi presso la Scuola per Maestri della Feder Yoga e Oriente di Roma, ha approfondito i suoi studi e la sua pratica con lo Yogi Ram Prakash Sharma di Khajuraho, che lo ha introdotto all’insegnamento spirituale del Parakh Pad.

Ha tenuto conferenze e condotto numerosi seminari di Yoga, Rebirthing, Tarologia e “Sintesi Energetica”© in varie parti d’Italia ed all’estero.

Con Ferruccio Ledvinka si è intensamente impegnato nella ricerca e nelle tecniche di sviluppo della coscienza. Successivamente ha seguito i corsi di Alejandro Jodorowsky su Tarocchi, Psicomagia e Psicogenealogia.

Studioso di Astrologia autodidatta dal 1974, ha poi seguito gli insegnamenti di Massimo Fornicoli, per sviluppare infine una visione psicologica della disciplina, anche in analogia con il pensiero tarologico.

Ha partecipato a ricerche e pubblicazioni in collaborazione con il gruppo Convivio Astrologico e la rivista «Linguaggio Astrale» del CIDA. Collabora con Lidia Fassio alla diffusione della cultura astrologica umanistica anche scrivendo per il trimestrale «Albatros», ed è docente presso la Eridano School di Torino.

::continua::

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