L’Imperatrice

impewratricedi Pio del Guercio

Le qualità espresse da questa lama sono molteplici, come molteplici sono le situazioni in cui potremo vederle agire.
Tra queste quelle che subito risaltano sono:  padronanza di se, capacità di auto motivarsi, empatia e comunicazione.
Grandi qualità che portano al successo ma che al contempo, generano negli altri, invidia, timore ma anche voglia di competere, imitare e quando si ritiene irraggiungibile … denigrare.
Forte è la sua capacità di controllare le emozioni, che non vuol dire esserne esente ma semplicemente riuscire a non farsi sopraffare da queste, conservando un’ottima capacità decisionale.
Si motiva con obbiettivi sempre stimolanti per la propria auto realizzazione, per la quale tende sempre a impegnarsi e migliorarsi.
Tutto questo lo nutre con una buona dose di ottimismo unito a una forte autostima che le permette di non fermarsi davanti agli errori e agli ostacoli che incontra.
Ha una buona conoscenza di se stessa e con la sua capacità empatica individua facilmente i bisogni e le capacità di chi ha di fronte.
In funzione di questo sa valorizzare o deprezzare gli altri in funzione dell’utilità che questi avranno al raggiungimento dei suoi obiettivi.
Come sempre quando si parla di individui l’utilizzo più o meno etico di tali potenzialità è sempre assolutamente individuale.
Queste capacità, in molte madri, sono di forte sostegno nel portare avanti nel tempo quel difficilissimo compito che è l’essere genitore ma al contempo potranno essere disdicevoli in una donna senza scrupoli che le userà per raggiungere i propri scopi.
Come ultima considerazione, studiando questa lama, è la sua somiglianza alla dea Atena, immune alle frecce di Eros, che la rendono decisamente pratica legata alla materia, la vediamo spesso accompagnata dalla dea della vittoria Nike. Dea capacissima in tutte le arti artigianali ed anche in quelle dove più spesso si vede eccellere il maschio ma anche protettrice di chi combatte con astuzia, avendo lei il potere di donare furbizia.

foto pioPio Del Guercio – Il Percorso, scuola di Tarologia 

LA PAPESSA

pio

IL Percorso scuola di tarologia di Pio Del Guercio

Ogni progetto necessita di un periodo di preparazione, gestazione prima che sia pronto per prendere forma.
Tra i vari possibili il più impegnativo e importante è di sicuro la nascita di una nuova vita
Per quanto lo scopo finale sia sempre lo stesso vivere questa fase è assolutamente personale e come tale, viene vissuta.
Del resto potrebbe essere troppo presto o al contrario tardi, può interrompere altre attività o metterle a rischio ma può arrivare al momento giusto nel posto giusto. Insomma dare vita a qualcosa, a prescindere da chi lo deve fare e in quali condizioni, mette alla prova ciò che noi vorremmo con ciò che sarà e potrà farci dubitare di noi stessi, dell’essere all’altezza del progetto ma quando si decide di procedere in questa prima fase si dovrà comunque fare un atto di fede verso noi stessi e sperare nella buona sorte. Se questo non avviene la gestazione andrà oltre il giusto tempo portando all’inevitabile insuccesso oppure si abbandonerà strada facendo con un atto di rinuncia
Questa è una fase inattiva dove il fare è meno importante dell’essere mentalmente presente, l’accudimento e nutrimento del progetto non ci imporrà di fare materialmente, lui crescerà, si perfezionerà pian piano in noi e poi pretenderà di prendere forma altrimenti morirà.
Tenerlo fermo in questa fase è una tentazione possibile, la relazione simbiotica da sicurezza, tiene a bada le nostre ansie dando tempo alle nostre paure di quietarsi, nel procrastinare il possibile problema.Finché sarà lì abbiamo la possibilità di illuderci che sia perfetto o che non possa miseramente fallire.
Non dimentichiamo che paura e ansia sono pessime consigliere… un progetto ha ragion di essere se prenderà forma, diversamente sarà un sogno. E’ innegabile che anche i sogni hanno la loro utilità e possono essere un mezzo utile a ricarsi ma non vanno confusi coi progetti, diversamente avremo solo frustrazioni.
Il parto è doloroso ma necessario e deve seguire il taglio del cordone ombelicale perché ogni progetto sano dopo la nascita deve man mano essere messo in condizione di camminare con le sue gambe diversamente creerà dipendenza e questo non va mai bene e se il progetto riguarda la convivenza meno che mai.

Pio Del Guercio

“IL PERCORSO”
SCUOLA DI TAROLOGIA

Il Magio,l’Eternamente Giovane

il mago

IL Percorso scuola di tarologia di Pio Del Guercio

Complicato voler descrivere la decodifica di un simbolo, in poche righe e non sentendomi un Don Chisciotte che combatte i mulini a vento neanche ci proverò. Mi limiterò a parlare del aspetto più comunemente riconosciuto al I° trionfo, il Magio.

Lo farò riportando ciò che U. Galimberti scriveva a proposito del Puer Aeternus :

“Espressione introdotta da C.G.Jung per indicare un termine di una coppia archetipica attiva nella psiche che ha il suo opposto nel Senex. L’”eterno fanciullo” presenta una psicologia che sul versante nevrotico è caratterizzata dalla difficoltà a staccarsi dalla matrice originaria, dalla problematicità a trovare una collocazione stabile, da impazienza, vivacità immaginativa che non oltrepassa la soglia della continua ideazione e il desiderio di ricominciare sempre da capo su versanti più diversi, mentre sul piano individuativo assume il valore positivo della disponibilità e capacità a rinnovarsi.”

Senza voler al contempo vedere, con la comparsa di questa lama in una stesa, un comportamento patologico o così estremo, sicuramente ci descrive una personalità o l’affrontare una sitazione in modo pieno di entusiasmo si ma anche leggero. Leggerezza inconsapevole, che può essere giustificata dal poco tempo in cui, ciò che stiamo analizzando avviene, suggerendoci di attendere per comprendere se il tempo giocherà a nostro vantaggio.

Ricordiamo sempre che ciò che questi simboli ci dicono non per forza sono attribuibili a un comportamento abituale ma possono essere adottati esclusivamente alla situazione che stiamo cercando di analizare.

La figura che vediamo di fronte a un tavolo ha sullo stesso, tutti e quattro gli elementi a sua disposizione e la sua giovane età ci porta a presupporre che non gli mancano energia, voglia e curiosità di sperimentarli.

Tutto questo ci ricorda, facendo un paragone astrologico, Mercurio giovane divinità dell’Olimpo un po’ burlone… a volte dispettoso ma con la grande capacità di poter contattare tutte le altre divinità “archetipi” ed anche l’unico a poter scendere nel regno di Plutone, accesso negato anche al re degli dei Giove Un’ ultima considerazione ma non ultima per importanza, a quel tavolo manca sempre una gamba e non certo perchè l’autore abbia calcolato male lo spazio per dipingere la figura…

quel pezzo mancante è l’esperienza, decisamente comprensibile in età giovanile, meno in età più avanzata dove al posto di un puer ci aspetteremmo un senex, figura di cui parleremo più avanti e questo ci fa pensare a superficialità

Ribadendo che non possiamo ridurre la decodifica del Magio a queste poche righe vi lascio una mia considerazione personale se non un consiglio… non lasciate mai che il puer che è in voi muoia ma al contempo cercate di farlo uscire allo scoperto al momento giusto. Non per nulla si dice che: impazzire una volta all’ anno è lecito… Anche qualche volta in più… ma questo lo dico io.

by PIO DEL GUERCIO

“IL PERCORSO”
SCUOLA DI TAROLOGIA 

The Taroth, secondo Pio

pioLa traduzione letterale di “The Taroth” in italiano è “Il Tarocco”, erroneamente vengono chiamati  “I Tarocchi” , e questo, a mio avviso, dà origine a un equivoco fondamentale nella loro interpretazione perché può portare a vederli come elementi staccati tra di loro. Al contrario se li vediamo per ciò che in realtà sono, una sola cosa, cercheremo prima di tutto di interpretarli nella loro totalità e poi andremo ad analizzarli singolarmente ampliando il senso di ognuna.
Non a caso la lezione teorico-pratica nel corso di “ IL PERCORSO” la mia scuola di TAROCCHI inizia proprio così, lettura del TAROTH “il tarocco” libro per immagini che queste 21 lame più una, rappresentano. Personalmente trovo fondamentale parlare di 21 lame più una.
Un’antica saggezza ha voluto lasciare in questi simboli una verità che, come tutte le verità, è semplice ed accessibile a tutti. Ma affinché lo fosse veramente, lo ha fatto attraverso una rappresentazione grafica e non attraverso uno scritto. Non dobbiamo dimenticare che secoli fa  l’analfabetismo era diffusissimo e lasciare un testo voleva, inevitabilmente dire, che era destinato a pochi eletti.
Vedremo come queste lame , lette di seguito, hanno un senso logico ed esattamente come un libro segue una trama ben precisa e che per comprenderlo a pieno va letto per intero. Letta, questa avvincente storia, che Michela Cerreta, mia amica e collega, ha definito infinita, sarà poi più semplice comprendere il significato di ogni figura e di come, questo significato possa essere in seguito ampliato e collocato nel giusto contesto di ogni personale storia che si cercherà di analizzare.
E’ stata questa personale impostazione che mi ha portato a definire i corsi, ad apprendimento rapido.
Per ultima lascio la lama “Il Matto” la famosa più 1 che è numerata lama “0”. È proprio questo, che per me è stato un iniziale rompicapo… (“perché’ 0 e non 1 o 22?“),  che mi ha portato a vederla come il Trait d’union che spiega come tutto nasce, cresce e si trasforma, palesandoci l’ideale percorso che la vita dovrebbe percorrere nella sua evoluzione. Nella realtà questo ideale viene deluso ed è qui che loro possono darci una mano ad individuare i nodi da sciogliere per rendere più fruibile ciò che non lo è.
La cosa che maggiormente mi colpisce di questo percorso ideale, come tante altre verità che ci vengono dal passato,è come siano perfettamente in linea con i più moderni studi psicologici, a dispetto dell’assoluta mancanza di tale pensiero ,in tempi così remoti , tanto da farmi ipotizzare che poco aveva di umano l’intelligenza che le ha lasciate ai posteri, anche questa come altre mi diverte definirla una mia teoria strampalata.
Pio Del Guercio

tutti i diritti sono riservati

I TAROCCHI e Pio Del Guercio

tarocchio

Da principio incuriosito e poi affascinato dai tarocchi , continuo ad interrogarli da circa 50 anni. Curioso e testardo cerco di andare oltre ciò che appare, convinto che dalla verità, qualunque essa sia e in qualsivoglia campo venga riconosciuta, che spazi dalla rigorosa scienza ufficiale all’impalpabile e indimostrabile scienza esoterica siamo comunque distanti anni luce. Il primo contatto con i Tarocchi è stato quello classico, tentare di far luce sul buio del futuro, senza prenderli al principio troppo sul serio. Dopo aver applicato su me stesso tale pratica divinatoria ho tormentato un considerevole numero di amici ed amiche, costringendoli ad essere “cavie volontarie”.

14_LA_TEMPERANZA

Incisioni di Gioia Giorio

Lo facevano con mal celato scetticismo ma al contempo incuriositi prima e interessati dopo, specie quando qualche piccolo risultato si otteneva o si credeva che così fosse, lasciando sempre spazio al beneficio di inventario. Sono andato avanti così per anni, sino a che una vocina interiore mi ha sussurrato che dietro queste Lame c’era qualcosa in più se non addirittura di completamente diverso. Ma cosa? Devo dire che in questa, come in altre strampalate teorie da me elaborate, sono sempre stato aiutato dall’intuito e dal caso, anche se in quest’ultimo da molti anni non credo affatto poiché penso che tutto segua uno schema ben preciso che ci aiuta ad arrivare ad una meta, da noi stessi prestabilita prima dell’incarnazione. Ebbene si, fra le varie mie teorie strampalate, c’è anche quella della predeterminazione di ogni individuo. Come dicevo, qualcosa mi suggeriva che c’era di più, celato in quelle 22 Lame… o meglio nelle 21 più la Lama zero ma ci sono voluti tanti anni prima di dare un po’ di senso a ciò che la ragione mi faceva sembrare puro vaneggiamento. Ad un certo punto mi convinsi che predire il futuro era una delle cose più semplici del mondo, in fondo, bastava conoscere il passato confrontarlo al presente e il risultato del futuro era quasi matematico. Se ci pensiamo solo un attimo è una cosa che facciamo tutti di continuo e senza l’ ausilio di nessuno strumento divinatorio.

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Incisioni di Gioia Giorio

Cerco di spiegarmi: nel momento in cui conosciamo il reagire di un soggetto davanti a determinate cause l’ effetto è quasi certamente sempre uguale a questo punto è lecito presupporre che se ad una stessa sollecitazione cambiamo la nostra risposta, in automatico, avremo un risultato futuro diverso, potrà essere migliore o peggiore ma sarà “diverso”. Giunto a questa conclusione ho pensato che guardando al passato, il più obbiettivamente possibile, analizzando il presente nel nostro modo di risposta, era possibile modificare l’ ovvio futuro. A questo giunsi dopo un considerevole numero di consulti, nei quali ad un certo punto, chi a me si rivolgeva, esordiva dicendo con più o meno enfasi: PERCHE’ SUCCEDE SEMPRE QUESTO A ME?! Questo a prescindere dalla domanda, che poteva riguardare: l’amore, il lavoro, il denaro, le amicizie e cosi via. Ogni individuo aveva un suo muro contro cui, periodicamente, andava a sbattere facendosi sempre più male col passare del tempo. Ecco un’ altra domanda che fa capolino… se il futuro non è prestabilito, come mai spesso la risposta dei Tarocchi è fedele a ciò che accadrà? Forse le Lame non fanno altro che, come una Polaroid, darci un’ istantanea , mostrano presente, passato e, a quel punto, l’ inevitabile .

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Incisioni di Gioia Giorio

Quell’antico dubbio si trasformò in una nuova teoria: i Tarocchi non predicono il futuro ma ci spiegano perche’ una certa situazione si è evoluta in quel triste modo che ci porterà all’ovvio risultato , che mai avremmo voluto. Dico triste perche’ è quasi impossibile interrogare un cartomante su qualcosa che ci va decisamente bene, sarebbe un po’ come farsi operare agli occhi perchè ci vediamo benissimo. Ahime’! Devo dire, a onor del vero, che mi è capitato anche questo” Mi va tutto benissimo, non è che poi mi andrà tutto male”? Del resto dell’essere umano, che mi diverto definire “la bestia più strana del creato”, non c’è nulla che mi meraviglia.

Amo credere in questa teoria per il semplice motivo che mi mette a disagio pensare che nelle nostre vite sia tutto prestabilito e che non siamo altro che marionette nelle mani di chi sa chi e chi sa perchè, del resto, se questo fosse vero, non avrebbe senso darci tanto da fare, tutto accadrebbe a nostro dispetto, basterebbe stare comodamente seduti in poltrona e aspettare e tutto arriverebbe automaticamente. Che tristezza se così fosse. Tutto questo mi dava anche un’altra risposta a un’antica domanda che da sempre mi ponevo… sono interessati al futuro ma i Tarocchi si ostinano, all’80% a parlare del passato e del presente… perchè?! Giunto a questo punto credo che la modalità migliore di approccio ad un consulto tarologico non dovrebbe essere quello di sapere come andrà ma capire come muoversi al meglio avendo una visione più chiara ed obbittiva delle situazioni, cosa che non sempre è. A quel punto starà

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Incisioni di Gioa Giorio

sempre a noi decidere come agire, nel caso ci sono possibilità di cambiamento o accettare quello che non può più essere cambiato ma che ci può comunque aiutare in una prossima situazione… errare è umano ma persistere è diabolico.

Consiglio anche di approcciarsi sempre con una sana diffidenza ed è per questo che a volte dico a chi mi consulta: “ricorda che mi chiamo Pio e non Dio”, gioco col mio nome, sottolineando la mia fallibilità, del resto un pizzico di ironia non guasta mai.

Pio del Guercio

-tutti i diritti sono riservati

L’ORIGINE DEI TAROCCHI

antichi tarocchiCari Viandanti..inizia oggi con questo articolo la collaborazione di Astri e Contrasti con il caro Amico, Pio del Guercio,  che ci renderà partecipi delle sue conoscenze e delle sue riflessioni sui Tarocchi.

L’intento è prendervi per mano e guidarvi verso la Conoscenza.. Cominciamo con un pò di storia . Tutti gli articoli pubblicati saranno rintracciabili  e consultabili nella Pagina “TAROLOGIA”.

L’ORIGINE DEI TAROCCHI

Preciso subito che sull’origine dei tarocchi tante sono le teorie ma nessuna è suffragata da prove certe.
Per tanti anni anche io sono stato divorato da questa curiosità… ma tanto più sono entrato in confidenza con questi simboli tanto più questa curiosità è andata scemando sino a sparire del tutto quando ho deciso che non hanno tempo, erano perfettamente in linea col grado di evoluzione umana di secoli fa e lo sono altrettanto oggi e nulla mi fa pensare che non lo saranno anche in futuro.
Torniamo a noi… tra le molteplici teorie ne prendo in considerazione tre, le più accreditate.

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Quella che gli attribuisce la nascita più antica la dobbiamo a Court De Gebelen che individua nell’antico Egitto la loro origine.
Ne parla nel suo libro “ LE MOND PRIMITF” scritto nel 1781.
Riporto testualmente ciò che scrive a tal proposito:

“Se ci apprestassimo ad annunciare che esiste ancora ai giorni nostri un’Opera degli antichi Egizi, uno dei loro Libri sfuggito alle fiamme che divorarono le loro superbe Biblioteche, e che contiene la loro dottrina più pura su soggetti interessanti, ciascuno sarebbe, senza dubbio, desideroso di conoscere un Libro così prezioso, così straordinario. Se aggiungessimo che questo Libro è molto diffuso in gran parte d’Europa, che da molti secoli è tra le mani di tutti, la sorpresa andrebbe sicuramente crescendo: e non salirebbe al colmo, se assicurassimo che nessuno ha mai supposto che fosse Egizio, che lo possediamo come se non lo possedessimo affatto, che nessuno ha mai tentato di decifrarne una pagina: che il risultato d’una squisita saggezza viene considerato come un mucchio di strane figure che non significano nulla di per se stesse? Non si crederebbe che ci si voglia divertire, farsi beffa della credulità del Pubblico?
Il fatto è tuttavia verissimo: questo Libro Egizio, solo resto delle loro superbe Biblioteche, esiste ai giorni nostri: è così comune che nessuno Studioso s’è degnato d’occuparsene; nessuno prima di noi ha avuto mai il sospetto della sua illustre origine. Questo Libro è composto di LXXVII pagine o tavole, perfino di LXXVIII, divise in V classi, che offrono ciascuna soggetti così vari quanto divertenti ed istruttivi: questo Libro è in una parola il GIOCO dei TAROCCHI […].”

Così come si legge, per lui i tarocchi sono un libro, libro fatto di simboli così come simboli sono i geroglifici che custodiva il segreto di un sapere originario lasciato a unico beneficio dei grandi sacerdoti.

01-leibnizLa seconda teoria accreditata, li fa nascere nel 3000 ac in Cina. Tale convinzione nasce dal fatto che i suoi sostenitori vedono forti similitudini tra i tarocchi e l’ I CHING, strumento divinatorio che si esprime attraverso l’ interpretazione delle diverse combinazioni che si possono ottenere con i 64 esagrammi che li compongono, a rafforzare tale ipotesi, gli stessi dicono chè, è quasi una deduzione logica visto che… carta, carte da gioco e stampa sono tutte scoperte cinesi.

tarocchi-visconti-di-modrone-2La terza invece fa nascere i tarocchi in Italia nel XV secolo alla corte dei Visconti.
Effettivamente i tarocchi più antichi, a noi giunti, sono proprio i “VISCONTI DI MADRONE” di quel mazzo si conservano 67 carte di cui 11 arcani maggiori ed inoltre sono spesso citati sia in documenti che registri di quel ducato.

MantegnaFortezaIl primo documento in cui si parla di questi mazzi di carte risale esattamente al 1371 ed è stilato dalla zecca di Firenze che ottiene la stampa in esclusiva di 2 mazzi di carte, importate dall’ Arabia, che vengono chiamate Naibi. I 2 mazzi vengono distinti in un mazzo a scopo educativo ed 1 a scopo ludico ma disdicevole  “giuoco d’ azzardo” .
Sarà una coincidenza che anche l’ astrologia sia arrivata da questo paese?
Le analogie che ho riscontrato tra loro mi porta a pensare di no.

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Questa distinzione mi fa pensare che il mio, abbandonare, la lettura dei tarocchi minori mi fosse stato suggerito in quel dialogo spontaneamente nato per caso quasi mezzo secolo fa con questo incredibile strumento.
Resta il fatto che il mistero sull’origine di questo strumento ne aumenti almeno un po’ il fascino.

Pio Del Guercio

-tutti i diritti sono riservati

 

Astrologia psicologica umanistica:la struttura della nostra personalità

TUTTI A SCUOLA!!

I PIANETI rappresentano in Astrologia le nostre istanze psichiche.Ognuno di loro ha la sua specifica funzione. I PIANETI sono la parte divina e celeste dell’Astrologia. Abitano i nostri luoghi interni. Come nell’antichità un tempio era vuoto e privo di significato fino a quando non veniva consacrato ad un DIO, così nel nostro Tema Natale, i Pianeti con la loro energia rendono “sacra”  la casa che abitano indicandoci la via all’esperienza che dobbiamo fare in quel luogo, COME descritto dal pianeta stesso.

In Astrologia Umanistica la sequenza con cui i Pianeti si rivelano nella nostra carta natale ci suggeriscono la STRUTTURA della nostra PERSONALITÀ

SOLE, LUNA, sono i nostri LUMINARI, rappresentano la base della nostra struttura. Il SOLE, nostro segno zodiacale, rappresenta l’IO ATTIVO, la volontà, la parte razionale nostra, la forza motrice che dobbiamo attivare e raggiungere. Insita nel segno zodiacale c’è una sorta di Missione che con la complicità della carta natale tutta dobbiamo onorare. Il primo simbolo del SOLE è la VITA stessa. Rappresenta il calore, è colui che permette la vita nel nostro pianeta e nell’intero universo, ecco perchè l’astrologia lo ha sempre collegato al CUORE perché il cuore è L’ORGANO PIÙ IMPORTANTE. Il Sole è sempre stato messo in relazione con l’autorealizzazione.

La LUNA , IO SENTO , IO RICETTIVO rappresenta l’altra parte di noi, è l’IO EMOTIVO, rappresenta tutti i nostri bisogni. La Luna è la grande interprete del nostro cuore,tenutaria di tutto il nostro TESSUTO emotivo, è lei che ci permette di “SENTIRE” …fin dal concepimento,nel grembo di nostra madre. Sintetizza il significato di dare vita , nutrire , far crescere. È sempre stata fondamentale per l’uomo ancora prima del Sole. La maturità emotiva unitamente a quella solare realizzativa e razionale sono i fondamenti della nostra personalità.

Un uomo per essere completo deve raggiungere l’armonia fra questi 2 poli: RAGIONE-SOLE/SENTIMENTO-LUNA

Passiamo ora ai TRE PIANETI PERSONALI: MERCURIO , VENERE E MARTE, che unitamente ai luminari, Sole e Luna sono il fondamento..

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CANCRO ”non si vede bene che col cuore”

..e ti regalerò un segreto… è molto semplice..

“L’essenziale è invisibile agli occhi”

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Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupery, nato il 29 giugno 1900

Scelgo con molta gioia di parlare del segno del Cancro confrontandolo con chi del Cancro ci restituisce una delle più grandi testimonianze ( chi mi conosce sa che la mia avventura in rete è iniziata proprio con questa frase che dà il titolo al mio blog personale Nunzy Conti)

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Antoine de Saint-Exupéry nasce a Lione il 29 giugno del 1900, da una famiglia aristocratica: il padre Jean era un ispettore assicurativo e la mamma Marie una pittrice piena di talento. Suo padre morì quando Antoine aveva solo quattro anni, ma viene cresciuto comunque con molto amore dalla madre, infatti la sua infanzia fu comunque serena e felice(cosa assai importante per un bambino cancro!), Nei passaggi più emblematici del piccolo principe si identifica costantemente questo rapporto privilegiato con il proprio bambino interno che rimane la chiave di lettura migliore per ben capire questo segno particolare e difficile da vivere “a questa terra”(Non è un caso che Antoine facesse l’aviatore..e proprio in volo trovò la sua fine). Un mondo di impercettibile delicatezza …fatto di sogno e fantasia,di amore e di dolcezza.

“Mi domando, – disse, – se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua.”
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Il piccolo principe”, un uomo con l’animo da eterno bambino, non concepisce i grandi e la loro rigidità mentale, impuntata esclusivamente verso le “cose serie”, si adatta malgrado, a loro, si finge noioso in un mondo di gente noiosa. Egli però considera il suo vero mondo, quello della sua infanzia, il suo reame incantato, il castello di Saint-Maurice, dove giocava con le sorelle e il fratello. Ed è quel mondo, quello a cui tornava sempre con la mente, quello che viveva nella sua fantasia che lo ispirava.”

Già in questo breve passaggio molte cose si possono intuire del Cancro,che funziona come un antenna parabolica nel captare tutte le informazioni emotive che transitano nell’ambiente, i cambi impercettibili di umore e le vibrazioni negative. È dotato di un intelligenza fortemente percettiva che lo porta a incontrare le informazioni direttamente dall’etere come se gli arrivassero sotto forma di intuizioni emotive. È un bambino che necessità di affetti veri e concreti, di un ambiente domestico sano, di giocare, di vivere natali felici in famiglia. Se vive in un contesto simile questo segno, figlio prediletto della Luna potrà far scaturire da esso il magnifico potenziale che ha dentro. Al CANCRO sono affidate la nostre radici, la nostra capacità emotiva, la famiglia, le nostre origini, i nostri sogni,i nostri ricordi, nostro padre.. È l’Estate dello Zodiaco,l’apice del frutto, primo segno dell’elemento Acqua, secondo segno cardinale, governato dalla Luna, femminile, testardo, alla ricerca di sicurezza affettiva e profonda intimità. Gode dell’esaltazione della Venere.

Piccolo promemoria: la Luna rappresenta il nutrimento, il contenimento emotivo, la sensibilità, la premonizione, la tenerezza e il soddisfacimento dei bisogni. La Venere, è il principio di piacere, la funzione di scelta, la capacità di scambio affettivo ,la relazione adulta, il proprio valore personale, l’autostima, la capacità di valutazione, il desiderio.

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Un mucchio di sassi smette di essere un mucchio di sassi nel momento in cui un singolo uomo lo contempla, portando con sé l’immagine di una cattedrale”

L’uomo nasce in Ariete, primo segno cardinale, prima casa, dove risiede l’identità di copertura, l’IO SEMBRO, prosegue in seconda casa, Toro con IO HO, prima di tutto un corpo, e approda in terza, Gemelli con IO COMUNICO, prima funzione di scambio. Ecco che l’IO inizia a strutturarsi, nelle prime tre funzioni fondamentali. Quando arriva in quarta casa CANCRO, l’uomo dovrà imparare a stabilire il primo contatto con il mondo personale, detto di primo confine, dovrà imparare a percepire le proprie emozioni da quelle altrui e cominciare a capire che, sulle stesse viaggia un mondo di informazioni straordinarie e impercettibili. E’ la prima fase del sentire, dell’avvertire. Il cancro è un segno fortemente empatico, ma non ancora in grado di differenziare le emozioni, per cui ciò che sente è troppo spesso condizionato dalle proprie sensazioni e da una personale visione del mondo. Il segno che gli si oppone è il capricorno nell’asse quarta/decima, radici, chioma, asse portante dell’intero tema, insieme alla prima/settima, con gli opposti storici, ariete/bilancia (luce/ombra, io se): le radici sono fondamentali per costruire le basi del nostro futuro e la quarta casa viene identificata con il padre proprio per questo.

fox“Nessun albero beneficia di una bella chioma se le sue radici non lo sostengono e lo nutrono”.

Tanti sono i miti collegati al Cancro ma quello di Persefone a mio avviso è quello che più si allinea al significato psicologico del segno. Nella prima parte della sua vita Persefone non fa nessuna scelta, non decide nulla. Viene rapita da Ade e non si rende minimamente conto di quali sono i suoi bisogni in quel momento, il suo atteggiamento è assolutamente passivo, quasi remissivo. In realtà Persefone sceglie tutto, anche se inconsciamente. La non-scelta è pur sempre una scelta. Solo in un secondo momento, in Persefone avviene la trasformazione, Quando le danno i semi di melograno, lei li mangia, scegliendo di diventare la signora dell’Ade. È venuta dunque a patti con il suo inconscio, impara a dominarlo. e questo è quello che deve fare il cancro, riconoscere e gestire la sua parte inconscia. Persefone deve diventare adulta, non può rimanere Core, la bambina, la figlia di Demetra per sempre. Deve imparare a lottare per quello che vuole per quello e che desidera, (Marte e Venere).

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.”
Antoine de Saint-Exupery,

index

Il cancro mantiene un contatto profondo con il proprio bambino interno, con tutto quello che giace nella memoria, il passato, i ricordi, tutto quello che ha vissuto è inciso nel suo cuore. Il suo rapporto con il mondo dell’infanzia è sacro, come il rapporto con i bambini, ma deve imparare anche a non confrontarsi con il mondo esterno, in maniera adolescenziale e trattare tutti come fossero cuccioli indifesi e soprattutto nella vita reale, non può relegarli, quei bambini in un eterna infanzia,come vorrebbe nelle sue “segrete stanze”.

Ci restituisce bene questo concetto la dedica che Antoine de Saint-Exupery, fece nel “Il Piccolo Principe”

A Léon Werth

Chiedo scusa ai bambini per aver dedicato questo libro a un adulto. Ho un buon motivo: questo adulto è il migliore amico che ho al mondo. Ho un altro motivo: questo adulto può capire tutto, anche i libri per bambini. Ho un terzo motivo: questo adulto abita in Francia, dove ha fame e freddo. Ha un gran bisogno di essere consolato. Se tutti questi motivi non bastano, voglio dedicare il libro al bambino che quest’adulto è stato molto tempo fa. Tutti gli adulti sono stati prima di tutto dei bambini. (Ma pochi di loro se lo ricordano). Quindi correggo la dedica:

A Léon Werth, quando era bambino

Ma il cancro dovrà crescere e superare l’infanzia. Se diventa un adulto consapevole sarà una persona meravigliosa, se rimane un bambino ferito, sarà un adulto ferito, un eterno Peter Pan, difficilissimo da gestire. E per farlo dovrà lavorare duramente superare i propri traumi emotivi che lo rendono così bisognoso d’affetto, fagocitante e simbiotico. Non è mai libero. Nutre l’illusione totalmente inconscia di essere utile agli altri. Può arrivare a gestire la vita di chi ama completamente e se nell’infanzia ha sofferto sarà difficile superare questa modalità senza un adeguato riconoscimento della problematica. Deve imparare a lasciare andare a concedere all’altro un autonomia psicologica ed emotiva, deve soprattutto concederla a se stesso,superare il lato ombra. Il problema infatti è tutto legato alla tensione che vive fra dipendenza/autonomia così ben espresso nella dinamica cancro/capricorno. Il cancro solo apparentemente sembra molto dipendente, in realtà “crea dipendenza”. Il capricorno in modo diverso è anche lui vittima di questa dinamica, se in genere sembra una persona autonoma, completamente svincolata, in realtà, quando non è consapevole e maturo, cattura l’altro attraverso l’impegno totale del farsi carico(Saturno) delle responsabilità dell’altro, sostituendosi a lui nelle scelte.”Il capricorno deve trovare delle radici per riuscire a essere veramente indipendente, il cancro al contrario deve crearsi una struttura per uscire dalle sue dinamiche di trattenimento”Il cancro, quando non è risolto, cerca costantemente di trattenere i suoi affetti, di legarli a se nella sua ragnatela. Non è ancora in grado di separare e dividere le proprie emozioni da quelle altrui, è sempre tutto molto confuso per lui, io e l’altro in totale simbiotica fusione. Ecco perché poi ci appare spesso invasivo e disturbante, portato a intervenire senza che gli sia richiesto, quando sente che l’altro ha bisogno si attiva in una protezione ossessiva,va in ansia e ritiene giusto,quasi inevitabile aiutare senza rispettare gli altrui confini! Senza questo apparato e questa convinzione la sua vita è un deserto. Questa è costantemente la sua ricerca ,abbeverarsi dissetando gli altri..se non c’è questa speranza..non c’è amore. Sono infatti molto romantici,  artistici, dotati Continua a leggere

Passeggiando sotto le Stelle presenta: “RISVEGLI” QUANDO IL SOLE INCONTRA URANO

11182240_895778900484555_4390613870861514870_n« Due strade divergevano in un bosco, ed io
—Io presi quella meno battuta,
E questo ha fatto tutta la differenza »
(Robert Frost, The Road Not Taken, 1916)

“Nel mezzo del cammin di nostra vita/mi ritrovai per una selva oscura/ché la diritta via era smarrita./Ahi quanto a dir qual era è cosa dura/esta selva selvaggia e aspra e forte/che nel pensier rinova la paura!” (Inferno,Canto I-). Dante “nel mezzo del cammin della sua vita” si ritrova, senza sapere come, “in una selva selvaggia ed aspra e forte”, ma proprio in essa egli trova un bene. Infatti, errando in quella selva giunge ai piedi di un colle, guarda verso l’alto e vede che esso è illuminato dal Sole. In questa semplice allegoria viene simboleggiata in rapida sintesi tutto ciò che riguarda le prime fasi dello sviluppo spirituale. La selva selvaggia rappresenta non solo..la vita viziosa dell’uomo ordinario, ma anche, e soprattutto, lo stato speciale di disagio, di sofferenza acuta, di tenebra interiore che suole precedere il risveglio spirituale.(R.Assagioli)
In Astrologia “LA CHIAMATA ,IL RISVEGLIO sono scanditi da tempi precisi in linea con i transiti di Urano sul Sole e sulla Luna. Urano ,colui che risveglia il Dormiente,la coscienza intorpidita dal sovrapporsi di cliché comportamentali acquisiti che ci impediscono di vedere il nostro vero cammino..ma quando l’Anima chiama il Maestro risponde.. In Astrologia Urano rappresenta il passaggio obbligato che ognuno di noi deve fare quando la coscienza per andare avanti ha bisogno di nuove informazioni che arrivino dai contenuti dell’inconscio. Urano irrompe nello status quo creato da Saturno, soprattutto quando la nostra vita non è in linea con la nostra AUTENTICITÀ. Si potrebbe definire la PORTA DELL’INCONSCIO. Nel progetto dell’IO, Saturno rappresenta la “barriera del super-io” che impedisce per tutto il tempo necessario l’immissione di contenuti che potrebbero minare il sereno sviluppo della coscienza e una sana struttura dell’IO. Ma quando questa modalità diventa stantia o impedisce che ci si elevi verso il progetto dell’anima a cui siamo destinati,Urano crea lo scossone necessario perchè avvenga il risveglio.Una bomba ad orologeria che scoppierà e aprirà le porte a quei contenuti nascosti che ci servono e per i quali ormai siamo pronti! Il viaggio “inizia quando l’Anima o Sé Superiore, fino a quel momento in sonnecchiante attesa, pervade con la sua energia/coscienza i veicoli di coscienza umana inferiori quali l’Ego e la mente, e prosegue poi con un lungo processo di trasmutazione di energia e di elevazione in consapevolezza. (R.Assagioli) E inizia il Risveglio spesso molto doloroso perché prendere coscienza di chi siamo veramente e cosa siamo chiamati a fare ,non è proprio cosa facile ma è anche la cosa“più preziosa e meravigliosa che un essere umano possa mai sperimentare.” Accediamo ad un periodo di crisi e confusione esistenziale perché la vita dovrà essere cambiata inevitabilmente pena l’esclusione alla propria SVOLTA PERSONALE” a un accesso superiore di conoscenza e spiritualità,alla propria MISSIONE DELL’ANIMA: “esso è e sempre sarà un processo assolutamente evolutivo per l’elevazione della coscienza”.. “l’essere umano deve risvegliarsi spiritualmente e diventare un essere pienamente cosciente e spiritualmente responsabile.

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Nasciamo con un carattere,
ci viene dato,
è un dono dei guardiani
della nostra nascita,
come dicono le vecchie storie…
Ognuno entra nel mondo
con una vocazione
(James Hillman, Il codice dell’anima)

Questo INCONTRO è per tutti voi viaggiatori alla ricerca della VOSTRA VERITA’ interna..a voi che state attraversando questa fase di risveglio e che vi fate continuamente domande sul CHI SONO IO’? COSA CI FACCIO QUI? QUAL’E’ IL SENSO DELLA MIA VITA? A COSA SONO DESTINATO? Sei costantemente insoddisfatto e in continua discussione con te stesso…sei sulla strada della consapevolezza..
Spesso sono proprio le crisi esistenziali,che ci consentono di avvertire questa chiamata,soprattutto quando non siamo in linea con il nostro progetto solare e in Astrologia questo passaggio importante si legge attraverso transiti di pianeti come Saturno,Urano,Nettuno ,Plutone sul Sole che sono pesanti e assai potenti.. Quando la vita è vuota, quando la vita non ha significato, quando ci “viviamo addosso” e ci allontaniamo dal nostro centro vitale è facile arrendersi, non vivere…
Il Sole in realtà non è qualcosa che “incontriamo” subito, da sempre l’Astrologia ha “visto” che la chiamata solare si colloca fra i 30/40 anni, l’età in cui noi dovremmo essere in grado di comprendere di più il senso della nostra vita, individuare degli obiettivi, e incominciare a perseguirli. “Il sole è veramente interessato alla nostra autorealizzazione, giorno dopo giorno ci sostiene affinché diventiamo quello che dobbiamo essere.” Anche la parola AUTENTICITÀ fa parte del Sole, e nel suo domicilio primario il LEONE questo essere UNICO E SPECIALE, è qualcosa che ognuno di noi inizia a percepire in modo chiaro ,è come se si ILLUMINASSE DI LUCE PROPRIA:dove prima percepivamo l’OMBRA, seppellita nell’ inconscio,adesso scopriamo la luce che ci mostra la nostra vera essenza e cominciamo a vedere alcune nostre parti, di cui prima non eravamo coscienti.

”Il Sole è quella parte di noi che non smetterà mai di manifestarsi nella nostra vita”

Vi aspetto per un workshop davvero intenso..
Sabato 4 luglio -15.00/19.00
Domenica 5 luglio 11.00/19.00
Al Cantiere Teatrale, Circonvallazione Gianicolense, 307, 00149 Roma
Per informazioni e prenotazioni
astriecontrasti@gmail.com

Nunzy Conti

TAROCCHI “In principio era il caos”

Per la rubrica :GLI ARCHITETTI DELL’ANIMA“  dedicata ai TAROCCHI

piccola-architetto

Illustrazione di Marilina Ricciardi

 vi sottopongo un interessante quanto originale  articolo di

Alessandra Acciaroli

TAROCCHI

“In principio era il caos”

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I tarocchi,, sono il mezzo del quale ci possiamo servire nel nostro viaggio dell’anima alla ricerca e alla scoperta della nostra essenza e le lame che compongono un mazzo sono le stazioni, le tappe dove sostiamo durante il nostro viaggio e dalle quali scopriamo quali segreti si nascondono nel nostro inconscio.
I mazzi di tarocchi che noi possiamo trovare in circolazione hanno le più svariate raffigurazioni, tutte diverse, che spaziano dalle immagini più fantasiose o moderne o addirittura divertenti a quelle più seriose ed antiche, a volte dipinte con colori più spenti ed impreziosite con l’oro….
Non importa quale mazzo ci attrae di più,  non siamo noi a scegliere il mazzo ma è il mazzo che “chiama” noi, perchè è già dal momento della scelta che si crea quel legame, quel feeling con il proprio mazzo di carte; è quello il momento esatto in cui il mazzo entra a far parte della nostra vita, di noi stessi, quasi fosse una parte integrante del nostro corpo e della nostra anima, non più oggetto esterno ma un tutt’uno con noi.
Le raffigurazioni delle carte sono diverse perchè ogni autore riproduce la propria interpretazione  di ogni singola lama, ma, per quanto possano essere diversi tutti i mazzi, quello che li accomuna è ciò che in essi è contenuto.
Cosa sono esattamente i tarocchi e come si compone un mazzo di carte?
I veri Tarocchi sono i 22 arcani maggiori (Arcano significa segreto) che già sono un prezioso aiuto nella lettura introspettiva del consultante in quanto  in essi sono racchiuse simbologie fondamentali come i quattro elementi, i significati astrologici riconducibili sia ai segni zodiacali che alle caratteristiche planetarie, la  numerologia, l’alchimia e le 22 lettere dell’alfabeto ebraico che sono i 22 sentieri  che, con i 10 sephiroth formano l’albero della vita (e nei quali non mi addentrerò per non sforare in discorsi più lunghi e che rischiano di allontanarci dalla descrizione vera e propria delle carte)
Un mazzo intero, in  realtà, è composto sia dai 22 arcani maggiori che dai 56 arcani minori, questi ultimi suddivisi in quattro semi: coppe, denari, bastoni e spade (oppure secondo le carte francesi abbiamo cuori, quadri, fiori e picche) e, ad ognuno di questi semi corrisponde uno dei quattro elementi e di conseguenza le quattro funzioni psicologiche.
Mentre gli arcani maggiori ci conducono, appunto, alla scoperta ed all’evoluzione del Se’, gli arcani minori sono un aiuto prezioso per divinare il futuro ed i dubbi della vita quotidiana.
Chi ha il desiderio di conoscere i tarocchi comincia proprio dallo studio degli arcani maggiori poichè costituiscono le fondamenta della lettura completa ed esaustiva. Solo quando avremo compreso, assimilato e fatto nostro il significato di ogni singola lama capiremo cosa ci vogliono dire e dove vogliono condurci una volta stese una vicino all’altra. Sarà la loro combinazione, che avremo imparato a decifrare, ad aprirci le porte verso la conoscenza e la scoperta del nostro Se’ e saremo anche in grado, di conseguenza, di indirizzare la nostra vita e la nostra anima verso una nuova evoluzione.
Cominciamo allora a prendere in mano i 22 arcani maggiori e cominciamo a famigliarizzare con loro, a toccarli e sentire le vibrazioni che trasmettono e cominciamo a guardarli uno per uno.
Se noi stendiamo tutti i 22 arcani la prima cosa che ci salta all’occhio è che sono progressivamente numerati da zero a ventuno o da uno a ventuno più lo zero. Quale delle due numerazioni è corretta e perchè?
La risposta giusta è tutte e due. La numerazione differente che pone la carta numero zero, il Matto, all’inizio o alla fine del mazzo deriva semplicemente da  diverse scuole, quella inglese che lo pone all’inizio e quella francese che lo pone alla fine. Non sono le uniche due scuole di pensiero, ovviamente ma ne troviamo altre di impronta magica, vedi A. Crowly (più che di magia qui parliamo di stregoneria) oppure il filone che riconduce alla cabala.  Non è che un filone sia esatto e l’altro no, le teorie differenti sono figlie si studi, di interpretazioni e di punti di vista differenti e ognuno è libero di scegliere il filone che sente più vicino alla propria interpretazione. Se invece di mettere le 22 lame in fila le mettessimo in circolo vedremmo che non c’è un punto di partenza ed uno di arrivo tra il matto ed il bagatto.
Partendo dal presupposto  che gli arcani maggiori sono uno strumento che ci guida verso la consapevolezza e la realizzazione del Se’, immaginiamo che il nostro cammino parta proprio dallo zero, dal CAOS.
Lo zero è fine e principio, è il caos, allora perchè porre il caos alla fine di un percorso?
Se “In principio era il caos”, partiamo da esso e cerchiamo di comprendere il percorso da seguire per mettere ordine i pezzettini di noi stessi e per incontrare il nostro Se’, la perfezione, il nostro Mondo, cioè l’ultimo arcano, il numero 21.Lasciamo allora che il matto ci prenda per mano e partiamo insieme a lui iniziando questo misterioso e fantastico viaggio.

IL MATTO

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Io non possiedo il cervello: solo paglia.Come fai a parlare se non hai il cervello?
Non lo so, ma molta gente senza cervello ne fa tante di chiacchiere.
(cit. tratta dal film “Il Mago di Oz”)

C’era una volta la piccola Dorothy che s’incamminò lungo il sentiero dorato che l’avrebbe condotta nel regno di Oz per incontrare il mago. Poco dopo aver iniziato il suo viaggio lungo il sentiero incontra il primo dei personaggi chiave della storia, lo spaventapasseri, uno stravagante uomo imbottito di paglia e  vestito di stracci che, convinto di non avere un cervello, non esitò un momento a lasciare il suo mondo ed il palo cui era appeso per intraprendere un’avventura insieme a Dorothy pur di incontrare il mago e farsi dare il suo desiderato cervello. Dopo aver affrontato un lungo viaggio ed incontrato tanti pericoli (spesso superati proprio grazie al suo ingegno), lo spaventapasseri scopre che il cervello che tanto sognava era già suo da sempre ma aveva solo bisogno che qualcuno al di fuori di lui glie lo dicesse egli desse qualcosa di tangibile che desse sicurezza anche a lui, un semplice diploma…..”
E’ così che possiamo immaginare il matto dei tarocchi, come colui che, vestito di stracci, inizia un viaggio per trovare il suo vero Se’ e per poi scoprire che tutto ciò che cerca e di cui ha bisogno è da sempre dentro di se’.
Non è matto nel senso stretto del termine, non è colui che non ci sta con la testa ma al contrario è il fantasioso, il genio, l’imprevedibile, colui che è sempre alla ricerca di qualcosa; è l’artista, il musicista, il mistico, colui che viaggia nel vero senso della parola ma anche solo coi sogni, col pensiero, con la fantasia, sì, perché il  viaggio del matto non è detto che sia un vagabondare nel vero senso della parola, senza una meta, piuttosto un’evasione mentale. La stravaganza del matto, la sua incoerenza e la sua imprevedibilità  frutto della sua fantasia e genialità rendono il matto inaffidabile ed incostante, uno che segue il cuore e l’istinto piuttosto che la razionalità….Non è lo stupido, il subdolo ma è l’intelligente, l’illuminato ha l’intelligenza divina e secondo la numerologia, lo zero, il numero che lo contraddistingue, è il numero legato al Divino.  Deduciamo che è un illuminato anche grazie al cappello che indossa, tradizionalmente di color giallo, simbolo appunto di intelligenza, ma  il cappello simboleggia anche il cervello diviso nei due emisferi, destro e sinistro: l’emisfero destro è quello che riceve passivamente le informazioni da fuori ma non le elabora perchè l’elaborazione, la sintesi, il giudizio, il valutare sono funzioni che appartengono all’emisfero sinistro. Possono i due emisferi lavorare separatamente? No, occorre un ponte tra i due, un elemento unificatore che unisca e metta in comunicazione le due parti del cervello. Ecco che il cappello del matto viene raffigurato con tre punte come fosse un giullare e queste tre punte sono proprio l’emisfero destro, l’emisfero sinistro ed il ponte unificatore.
Se da una parte il matto ha la testa tra le nuvole, dall’altra ancora qualcosa lo lega a terra. Cosa? il bastone su cui si poggia per camminare e che tiene con l’altra mano. Questo bastone affonda nel profondo, sotto la terra, non si ferma sulla superficie (così almeno viene rappresentato da alcuni autori) ma anche nelle figure dove viene illustrato sulla superficie della terra, esso simboleggia il contatto con la madre terra e con l’energia creatrice che appartiene ad essa.
Sulla spalla porta un fagotto del quale noi non vediamo l’esatto contenuto, lui non ce lo mostra mai ma il nostro folle viaggiatore non ha bisogno di beni materiali per proseguire il suo cammino, no, a lui bastano i suoi sogni, le sue speranze o le sue illusioni, tutto racchiuso in quel suo misterioso fagotto che riempirà di esperienze acquisite nel tempo.
A fargli compagnia è un cane che se in alcune illustrazioni non si mostra aggressivo, bensì sembra essere collaborativo, sembra spingerlo verso il futuro,  in altre rappresentazioni invece si attacca con i denti ad una delle gambe, mostrando l’istinto non razionale, animalesco che si nasconde in ognuno di noi ma che può anche essere visto come un passato che ha ferito e lasciato il segno, motivo per cui il matto può essere rappresentato con la testa volta all’indietro, come per osservare il suo passato che lo ferisce e trattiene.
Il Matto è colui che ha il coraggio e l’incoscienza  di rompere gli schemi mentali, educativi e culturali che gli sono stati imposti dalla società e dal contesto familiare da cui si sgancia e, una volta rotti gli schemi può iniziare con più leggerezza il suo cammino.
Perchè se è così intelligente, se è l’illuminato divino viene chiamato Matto? Perchè da sempre colui che esce fuori dagli schemi considerati canonici e riconosciuti validi, condivisi ed approvati dalla massa, colui che non ha paura di dire apertamente la propria opinione fuori dal coro è stato additato ed etichettato come Matto. Chiunque di noi, in una società che segue la corrente, se già solo prova ed essere diverso in qualcosa, non dico che viene chiamato matto ma sicuramente non è visto di buon occhio e spesso viene deriso dal popolo. Purtroppo non è facile al giorno d’oggi (ma non lo è mai stato) essere se stessi nella propria diversità perchè in fondo tutti siamo diversi ma non tutti sappiamo (o vogliamo) riconoscere ed accettare la nostra diversità e portarla alla luce.
A chi possiamo ricondurre, in termini astrologici*, la stravaganza, la fantasia, la genialità e la creatività del matto? Al segno dei pesci ed ai pianeti che lo governano e sono domiciliati in questo segno. Come il Matto, anche nei pesci riscontriamo  proprio il distacco dalla realtà, il prendere le  distanze da ogni regola logica, il vivere nel caos della mancanza di osservazione delle regole a favore di un mondo di sogni ed illusioni. I pesci non vivono nel presente ma, come il matto che cammina verso il futuro, anche loro si proiettano in un mondo futuro, immaginario, magico, irreale e fantasioso.
Grazie al supporto di Nettuno possiamo ritrovare quelle caratteristiche artistiche e geniali e creative che abbiamo descritto come doti del matto; la fantasia creativa che, durante il viaggio, è un’arma vincente per poter superare qualunque imprevisto e ostacolo si incontri sul sentiero ma anche il non legarsi in modo esclusivo alla società: Però, come rovescio della medaglia, ritroviamo la sregolatezza, e la voglia di evasione dal quotidiano che  può sfociare, in casi estremi, in alcune dipendenze come droga e alcol e come noi abbiamo già detto, il viaggio del matto non è detto che sia fisico…
Però nei pesci non troviamo solo l’influsso di nettuno ma anche Giove, che dona caratteristiche di espansione, la fiducia in se stessi, la crescita, non solo fisica, ma spirituale ed intellettiva ed infatti il matto si incammina fiducioso nel mondo pur non avendo una meta ma sicuro in cerca della sua crescita spirituale.
Nei pesci si esalta la  Luna, Luna vista come gestazione, come voler tenere nel proprio utero la propria creatura all’infinito e nel matto, l’utero contenitore è il sacco sulle sue spalle, che noi vediamo semichiuso e da cui il matto non tira fuori il contenuto.
La luna è anche il sogno, la luna in pesci così come nel matto porta a vivere le persone in una dimensione propria, come un mondo parallelo che viaggia però secondo il proprio cuore e secondo anche il proprio umore e la luna, si sa, influenza l’umore che cambia come cambia lei stessa seguendo ciclicamente le sue fasi.
Il Matto appartiene a se stesso, libero, indipendente non si lega a nessuno ed a nessun luogo ed è esattamente come vuole essere e non come gli altri vogliono che sia, non si conforma a nessuno schema che non gli appartenga, non si identifica con nessun cliché.
L’arcano del matto è una lama dinamica, non statica; è  piena di energia, un’energia importante che ha bisogno solo di trovare la sua direzione e la sua dimensione e l’energia del matto è legata al divino, alla spiritualità superiore.
Sarebbe bello riuscire a fare come il matto, a spogliarci dai condizionamenti e percorrere il nostro cammino con la sua stessa leggerezza e anche un po’ della sua ingenuità, la stessa ingenuità e lo stesso candore che hanno i bambini. Proviamo allora a liberare il nostro matto interiore e vedere dove riesce a condurci.

astrologici*(diverse scuole riconducono al matto il pianeta urano perchè parlano di istinti primordiali, nonchè di unione tra cielo e terra. Addirittura qualcuno parla del matto/urano come una figura talmente instabile ed imprevedibile i cui atteggiamenti possono sfociare in manifestazioni aggressive. Altri invece lo riconducono allo scorpione perchè si parla del rifiuto di assumersi le proprie responsabilità. Sinceramente trovo poco attinenti questi abbinamenti perchè li vedo riduttivi e troppo circoscritti perchè un personaggio in espansione come il matto possa essere relegato e limitato a questi due diversi abbinamenti. Il matto non è aggressivo o violento ma instabile ed inaffidabile ma la sua stabilità è dovuta ai suoi cambi di umore e riconducibile, per questo, a quanto descritto sopra.)

by ALESSANDRA ACCIAROLI -tutti i diritti sono riservati