The Taroth, secondo Pio

pioLa traduzione letterale di “The Taroth” in italiano è “Il Tarocco”, erroneamente vengono chiamati  “I Tarocchi” , e questo, a mio avviso, dà origine a un equivoco fondamentale nella loro interpretazione perché può portare a vederli come elementi staccati tra di loro. Al contrario se li vediamo per ciò che in realtà sono, una sola cosa, cercheremo prima di tutto di interpretarli nella loro totalità e poi andremo ad analizzarli singolarmente ampliando il senso di ognuna.
Non a caso la lezione teorico-pratica nel corso di “ IL PERCORSO” la mia scuola di TAROCCHI inizia proprio così, lettura del TAROTH “il tarocco” libro per immagini che queste 21 lame più una, rappresentano. Personalmente trovo fondamentale parlare di 21 lame più una.
Un’antica saggezza ha voluto lasciare in questi simboli una verità che, come tutte le verità, è semplice ed accessibile a tutti. Ma affinché lo fosse veramente, lo ha fatto attraverso una rappresentazione grafica e non attraverso uno scritto. Non dobbiamo dimenticare che secoli fa  l’analfabetismo era diffusissimo e lasciare un testo voleva, inevitabilmente dire, che era destinato a pochi eletti.
Vedremo come queste lame , lette di seguito, hanno un senso logico ed esattamente come un libro segue una trama ben precisa e che per comprenderlo a pieno va letto per intero. Letta, questa avvincente storia, che Michela Cerreta, mia amica e collega, ha definito infinita, sarà poi più semplice comprendere il significato di ogni figura e di come, questo significato possa essere in seguito ampliato e collocato nel giusto contesto di ogni personale storia che si cercherà di analizzare.
E’ stata questa personale impostazione che mi ha portato a definire i corsi, ad apprendimento rapido.
Per ultima lascio la lama “Il Matto” la famosa più 1 che è numerata lama “0”. È proprio questo, che per me è stato un iniziale rompicapo… (“perché’ 0 e non 1 o 22?“),  che mi ha portato a vederla come il Trait d’union che spiega come tutto nasce, cresce e si trasforma, palesandoci l’ideale percorso che la vita dovrebbe percorrere nella sua evoluzione. Nella realtà questo ideale viene deluso ed è qui che loro possono darci una mano ad individuare i nodi da sciogliere per rendere più fruibile ciò che non lo è.
La cosa che maggiormente mi colpisce di questo percorso ideale, come tante altre verità che ci vengono dal passato,è come siano perfettamente in linea con i più moderni studi psicologici, a dispetto dell’assoluta mancanza di tale pensiero ,in tempi così remoti , tanto da farmi ipotizzare che poco aveva di umano l’intelligenza che le ha lasciate ai posteri, anche questa come altre mi diverte definirla una mia teoria strampalata.
Pio Del Guercio

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L’ORIGINE DEI TAROCCHI

antichi tarocchiCari Viandanti..inizia oggi con questo articolo la collaborazione di Astri e Contrasti con il caro Amico, Pio del Guercio,  che ci renderà partecipi delle sue conoscenze e delle sue riflessioni sui Tarocchi.

L’intento è prendervi per mano e guidarvi verso la Conoscenza.. Cominciamo con un pò di storia . Tutti gli articoli pubblicati saranno rintracciabili  e consultabili nella Pagina “TAROLOGIA”.

L’ORIGINE DEI TAROCCHI

Preciso subito che sull’origine dei tarocchi tante sono le teorie ma nessuna è suffragata da prove certe.
Per tanti anni anche io sono stato divorato da questa curiosità… ma tanto più sono entrato in confidenza con questi simboli tanto più questa curiosità è andata scemando sino a sparire del tutto quando ho deciso che non hanno tempo, erano perfettamente in linea col grado di evoluzione umana di secoli fa e lo sono altrettanto oggi e nulla mi fa pensare che non lo saranno anche in futuro.
Torniamo a noi… tra le molteplici teorie ne prendo in considerazione tre, le più accreditate.

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Quella che gli attribuisce la nascita più antica la dobbiamo a Court De Gebelen che individua nell’antico Egitto la loro origine.
Ne parla nel suo libro “ LE MOND PRIMITF” scritto nel 1781.
Riporto testualmente ciò che scrive a tal proposito:

“Se ci apprestassimo ad annunciare che esiste ancora ai giorni nostri un’Opera degli antichi Egizi, uno dei loro Libri sfuggito alle fiamme che divorarono le loro superbe Biblioteche, e che contiene la loro dottrina più pura su soggetti interessanti, ciascuno sarebbe, senza dubbio, desideroso di conoscere un Libro così prezioso, così straordinario. Se aggiungessimo che questo Libro è molto diffuso in gran parte d’Europa, che da molti secoli è tra le mani di tutti, la sorpresa andrebbe sicuramente crescendo: e non salirebbe al colmo, se assicurassimo che nessuno ha mai supposto che fosse Egizio, che lo possediamo come se non lo possedessimo affatto, che nessuno ha mai tentato di decifrarne una pagina: che il risultato d’una squisita saggezza viene considerato come un mucchio di strane figure che non significano nulla di per se stesse? Non si crederebbe che ci si voglia divertire, farsi beffa della credulità del Pubblico?
Il fatto è tuttavia verissimo: questo Libro Egizio, solo resto delle loro superbe Biblioteche, esiste ai giorni nostri: è così comune che nessuno Studioso s’è degnato d’occuparsene; nessuno prima di noi ha avuto mai il sospetto della sua illustre origine. Questo Libro è composto di LXXVII pagine o tavole, perfino di LXXVIII, divise in V classi, che offrono ciascuna soggetti così vari quanto divertenti ed istruttivi: questo Libro è in una parola il GIOCO dei TAROCCHI […].”

Così come si legge, per lui i tarocchi sono un libro, libro fatto di simboli così come simboli sono i geroglifici che custodiva il segreto di un sapere originario lasciato a unico beneficio dei grandi sacerdoti.

01-leibnizLa seconda teoria accreditata, li fa nascere nel 3000 ac in Cina. Tale convinzione nasce dal fatto che i suoi sostenitori vedono forti similitudini tra i tarocchi e l’ I CHING, strumento divinatorio che si esprime attraverso l’ interpretazione delle diverse combinazioni che si possono ottenere con i 64 esagrammi che li compongono, a rafforzare tale ipotesi, gli stessi dicono chè, è quasi una deduzione logica visto che… carta, carte da gioco e stampa sono tutte scoperte cinesi.

tarocchi-visconti-di-modrone-2La terza invece fa nascere i tarocchi in Italia nel XV secolo alla corte dei Visconti.
Effettivamente i tarocchi più antichi, a noi giunti, sono proprio i “VISCONTI DI MADRONE” di quel mazzo si conservano 67 carte di cui 11 arcani maggiori ed inoltre sono spesso citati sia in documenti che registri di quel ducato.

MantegnaFortezaIl primo documento in cui si parla di questi mazzi di carte risale esattamente al 1371 ed è stilato dalla zecca di Firenze che ottiene la stampa in esclusiva di 2 mazzi di carte, importate dall’ Arabia, che vengono chiamate Naibi. I 2 mazzi vengono distinti in un mazzo a scopo educativo ed 1 a scopo ludico ma disdicevole  “giuoco d’ azzardo” .
Sarà una coincidenza che anche l’ astrologia sia arrivata da questo paese?
Le analogie che ho riscontrato tra loro mi porta a pensare di no.

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Questa distinzione mi fa pensare che il mio, abbandonare, la lettura dei tarocchi minori mi fosse stato suggerito in quel dialogo spontaneamente nato per caso quasi mezzo secolo fa con questo incredibile strumento.
Resta il fatto che il mistero sull’origine di questo strumento ne aumenti almeno un po’ il fascino.

Pio Del Guercio

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Astrologia psicologica umanistica:la struttura della nostra personalità

TUTTI A SCUOLA!!

I PIANETI rappresentano in Astrologia le nostre istanze psichiche.Ognuno di loro ha la sua specifica funzione. I PIANETI sono la parte divina e celeste dell’Astrologia. Abitano i nostri luoghi interni. Come nell’antichità un tempio era vuoto e privo di significato fino a quando non veniva consacrato ad un DIO, così nel nostro Tema Natale, i Pianeti con la loro energia rendono “sacra”  la casa che abitano indicandoci la via all’esperienza che dobbiamo fare in quel luogo, COME descritto dal pianeta stesso.

In Astrologia Umanistica la sequenza con cui i Pianeti si rivelano nella nostra carta natale ci suggeriscono la STRUTTURA della nostra PERSONALITÀ

SOLE, LUNA, sono i nostri LUMINARI, rappresentano la base della nostra struttura. Il SOLE, nostro segno zodiacale, rappresenta l’IO ATTIVO, la volontà, la parte razionale nostra, la forza motrice che dobbiamo attivare e raggiungere. Insita nel segno zodiacale c’è una sorta di Missione che con la complicità della carta natale tutta dobbiamo onorare. Il primo simbolo del SOLE è la VITA stessa. Rappresenta il calore, è colui che permette la vita nel nostro pianeta e nell’intero universo, ecco perchè l’astrologia lo ha sempre collegato al CUORE perché il cuore è L’ORGANO PIÙ IMPORTANTE. Il Sole è sempre stato messo in relazione con l’autorealizzazione.

La LUNA , IO SENTO , IO RICETTIVO rappresenta l’altra parte di noi, è l’IO EMOTIVO, rappresenta tutti i nostri bisogni. La Luna è la grande interprete del nostro cuore,tenutaria di tutto il nostro TESSUTO emotivo, è lei che ci permette di “SENTIRE” …fin dal concepimento,nel grembo di nostra madre. Sintetizza il significato di dare vita , nutrire , far crescere. È sempre stata fondamentale per l’uomo ancora prima del Sole. La maturità emotiva unitamente a quella solare realizzativa e razionale sono i fondamenti della nostra personalità.

Un uomo per essere completo deve raggiungere l’armonia fra questi 2 poli: RAGIONE-SOLE/SENTIMENTO-LUNA

Passiamo ora ai TRE PIANETI PERSONALI: MERCURIO , VENERE E MARTE, che unitamente ai luminari, Sole e Luna sono il fondamento..

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Leone tu sei Apollo, il tuo giocare in piccolo non serve al mondo..

“E un bel giorno ti accorgi che esisti,che sei parte del mondo anche tu,non per tua volontà e ti chiedi chissà siamo qui per volere di  chi?”

L’esplosione della Natura,l’estate della ragione,il frutto della passione questo e molto di più si nasconde dietro lo spirito indomito del più generoso e imponente figlio del Sole!!….A te Leone do il compito di rivelare al mondo la mia Creazione in tutto il suo splendore… ma attento all’orgoglio.. solo se imparerai la modestia.. ti farò dono dell’Onore..Fascino, generosità, in lui si concentrano tutti i doni di un simbolico RE ARTÙ destinato a salvare il mondo

Un eroe che dovrà lottare per uscire dal  labirinto ,affrontare il drago  e diventare

COLUI CHE È DESTINATO AD ESSERE

“Quale magia irripetibile! Ci innalzammo ai vertici dell’ombra..e riuscimmo a toccare il sole..in quell’unico attimo POSSIBILE  di NON TEMPO…Io e i pochi altri ci trovammo davanti a LUI, signore di luce.L’amore da cui si sentivamo avvolti,ci protesse dai suoi raggi..ci permise di adorare la sua PUREZZA..ci sentimmo “DEI” nell”‘OLIMPO DEGLI ELETTI”.Fu un attimo,un infinito indimenticabile attimo,ma fu eterno:GUARDARE IL SOLE A OCCHI NUDI,SENZA IL FILTRO DELLA PROPRIA UMANITA’,senza il limite della nostra materialità.FU UN ATTIMO..e poi tornammo giù.”(I figli del Sole by Nunzy Conti)

Al Sole è destinato e a lui  sempre ritorna come condottiero che non  teme  la luce dei suoi raggi ..nè il  calore che divampa come  passione  dal suo cuore. Questo è il Leone.. questo è il viaggio dell’eroe…il suo sguardo è fiero,i suoi occhi splendenti..sempre..ma se non ci riesce..se viene ferito nell’onore..se non raggiunge un identità solida..quell’eroe diventa un egoista in cerca di luce…dittatoriale ed insicuro…e allora…che Dio ci salvi dal suo bisogno di LUCE ad ogni costo!!!

lionDovrà imparare a gestire il suo bisogno di sentirsi destinato per nascita alla grandezza: IO SONO UNICO E SPECIALE, si ripete continuamente,!Dovrà contattare la Luce che porta dentro, girare i riflettori sulla via che illumina il mondo , e non cedere mai alla tentazione di diventare un inguaribile narcisista, per quel quel suo bisogno ossessivo di essere costantemente riconosciuto,o ancor peggio un permaloso ferito nell’onore che si nasconde! Il leone è senza dubbio il re della foresta e questo glielo dobbiamo,il collegamento con l’animale sembra perfetto per rappresentare in pieno il suo carattere!

Se osservate un Leone vi accorgerete che è sempre dignitoso, con un’aria orgogliosa e rilassata. Sembra sapere che è un re. Qualche volta gli piace anche restare pigramente sdraiato sotto il sole. Per incontrare il suo destino dovrà lavorare duramente e superare tutte le dinamiche che gli impediscono di diventare il re che è destinato ad essere!” (Liz Greene)

Il leone è un animale che per natura viene sfidato costantemente per mantenere il suo ruolo di capo e dimostrare di essere il RE indiscusso attraverso qualità come la generosità d’animo ,la lealtà e la nobiltà che lo contraddistinguono sempre.Inizialmente è un bambino egocentrico e capriccioso con uno sguardo fiero che sfida il mondo,è volitivo, curioso,sviluppa spesso quella apparente leggerezza che lo porta a non prendere sul serio gli altri,almeno quelli che non gli riconoscono il suo Valore. Per difendere chi ama prende la spada in mano e lo fa con un

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ASTROSALOTTO

AVVISO AI NAVIGANTI

Abbiamo aperto il nuovo salotto

Salotto Astrologico 8

URANOSS

Ventata Uraniana in questa estate caldissima

Apriamo questo nuovo salotto con  transiti decisamente invitanti

17 LUGLIO 2015

chartwheel.phpPer accedere cliccate su SALOTTO ASTROLOGICO 8

Vi aspetto vecchi e nuovi per chiacchierare in civiltà e buon umore

e soprattutto in questa calda estate

“appassionati e innamorati sempre  più”

VOGLIO DEDICARE QUESTA PAGINA ALL’AMORE E AL CUORE

dunque

VENERE

SARÀ NOSTRA OSPITE

venereQUESTA VITA CI STA PERDENDO DIETRO LA FRETTA E LA TECNOLOGIA IMPERANTE

RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO TEMPO E UN PÒ DI SANA E ROBUSTA TRADIZIONE

(il mio buono e adorato SATURNO ci invita a non perderci)

VI ASPETTO

Per l’archivio annessi e connessi riferitevi alla pagina

ASTROSALOTTO

Passeggiando sotto le Stelle presenta: “RISVEGLI” QUANDO IL SOLE INCONTRA URANO

11182240_895778900484555_4390613870861514870_n« Due strade divergevano in un bosco, ed io
—Io presi quella meno battuta,
E questo ha fatto tutta la differenza »
(Robert Frost, The Road Not Taken, 1916)

“Nel mezzo del cammin di nostra vita/mi ritrovai per una selva oscura/ché la diritta via era smarrita./Ahi quanto a dir qual era è cosa dura/esta selva selvaggia e aspra e forte/che nel pensier rinova la paura!” (Inferno,Canto I-). Dante “nel mezzo del cammin della sua vita” si ritrova, senza sapere come, “in una selva selvaggia ed aspra e forte”, ma proprio in essa egli trova un bene. Infatti, errando in quella selva giunge ai piedi di un colle, guarda verso l’alto e vede che esso è illuminato dal Sole. In questa semplice allegoria viene simboleggiata in rapida sintesi tutto ciò che riguarda le prime fasi dello sviluppo spirituale. La selva selvaggia rappresenta non solo..la vita viziosa dell’uomo ordinario, ma anche, e soprattutto, lo stato speciale di disagio, di sofferenza acuta, di tenebra interiore che suole precedere il risveglio spirituale.(R.Assagioli)
In Astrologia “LA CHIAMATA ,IL RISVEGLIO sono scanditi da tempi precisi in linea con i transiti di Urano sul Sole e sulla Luna. Urano ,colui che risveglia il Dormiente,la coscienza intorpidita dal sovrapporsi di cliché comportamentali acquisiti che ci impediscono di vedere il nostro vero cammino..ma quando l’Anima chiama il Maestro risponde.. In Astrologia Urano rappresenta il passaggio obbligato che ognuno di noi deve fare quando la coscienza per andare avanti ha bisogno di nuove informazioni che arrivino dai contenuti dell’inconscio. Urano irrompe nello status quo creato da Saturno, soprattutto quando la nostra vita non è in linea con la nostra AUTENTICITÀ. Si potrebbe definire la PORTA DELL’INCONSCIO. Nel progetto dell’IO, Saturno rappresenta la “barriera del super-io” che impedisce per tutto il tempo necessario l’immissione di contenuti che potrebbero minare il sereno sviluppo della coscienza e una sana struttura dell’IO. Ma quando questa modalità diventa stantia o impedisce che ci si elevi verso il progetto dell’anima a cui siamo destinati,Urano crea lo scossone necessario perchè avvenga il risveglio.Una bomba ad orologeria che scoppierà e aprirà le porte a quei contenuti nascosti che ci servono e per i quali ormai siamo pronti! Il viaggio “inizia quando l’Anima o Sé Superiore, fino a quel momento in sonnecchiante attesa, pervade con la sua energia/coscienza i veicoli di coscienza umana inferiori quali l’Ego e la mente, e prosegue poi con un lungo processo di trasmutazione di energia e di elevazione in consapevolezza. (R.Assagioli) E inizia il Risveglio spesso molto doloroso perché prendere coscienza di chi siamo veramente e cosa siamo chiamati a fare ,non è proprio cosa facile ma è anche la cosa“più preziosa e meravigliosa che un essere umano possa mai sperimentare.” Accediamo ad un periodo di crisi e confusione esistenziale perché la vita dovrà essere cambiata inevitabilmente pena l’esclusione alla propria SVOLTA PERSONALE” a un accesso superiore di conoscenza e spiritualità,alla propria MISSIONE DELL’ANIMA: “esso è e sempre sarà un processo assolutamente evolutivo per l’elevazione della coscienza”.. “l’essere umano deve risvegliarsi spiritualmente e diventare un essere pienamente cosciente e spiritualmente responsabile.

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Nasciamo con un carattere,
ci viene dato,
è un dono dei guardiani
della nostra nascita,
come dicono le vecchie storie…
Ognuno entra nel mondo
con una vocazione
(James Hillman, Il codice dell’anima)

Questo INCONTRO è per tutti voi viaggiatori alla ricerca della VOSTRA VERITA’ interna..a voi che state attraversando questa fase di risveglio e che vi fate continuamente domande sul CHI SONO IO’? COSA CI FACCIO QUI? QUAL’E’ IL SENSO DELLA MIA VITA? A COSA SONO DESTINATO? Sei costantemente insoddisfatto e in continua discussione con te stesso…sei sulla strada della consapevolezza..
Spesso sono proprio le crisi esistenziali,che ci consentono di avvertire questa chiamata,soprattutto quando non siamo in linea con il nostro progetto solare e in Astrologia questo passaggio importante si legge attraverso transiti di pianeti come Saturno,Urano,Nettuno ,Plutone sul Sole che sono pesanti e assai potenti.. Quando la vita è vuota, quando la vita non ha significato, quando ci “viviamo addosso” e ci allontaniamo dal nostro centro vitale è facile arrendersi, non vivere…
Il Sole in realtà non è qualcosa che “incontriamo” subito, da sempre l’Astrologia ha “visto” che la chiamata solare si colloca fra i 30/40 anni, l’età in cui noi dovremmo essere in grado di comprendere di più il senso della nostra vita, individuare degli obiettivi, e incominciare a perseguirli. “Il sole è veramente interessato alla nostra autorealizzazione, giorno dopo giorno ci sostiene affinché diventiamo quello che dobbiamo essere.” Anche la parola AUTENTICITÀ fa parte del Sole, e nel suo domicilio primario il LEONE questo essere UNICO E SPECIALE, è qualcosa che ognuno di noi inizia a percepire in modo chiaro ,è come se si ILLUMINASSE DI LUCE PROPRIA:dove prima percepivamo l’OMBRA, seppellita nell’ inconscio,adesso scopriamo la luce che ci mostra la nostra vera essenza e cominciamo a vedere alcune nostre parti, di cui prima non eravamo coscienti.

”Il Sole è quella parte di noi che non smetterà mai di manifestarsi nella nostra vita”

Vi aspetto per un workshop davvero intenso..
Sabato 4 luglio -15.00/19.00
Domenica 5 luglio 11.00/19.00
Al Cantiere Teatrale, Circonvallazione Gianicolense, 307, 00149 Roma
Per informazioni e prenotazioni
astriecontrasti@gmail.com

Nunzy Conti

Astrologia: libertà “vo” cercando…

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Coinvolta e, onestamente profondamente annoiata, mio malgrado in beghe aride e urticanti da dotti sapienti esperti e tenutari di  verità assolute(poveri loro io non vorrei tale responsabilità),l’Astrologia diviene vittima delle circostanze districandosi in una Realtà che non le appartiene ma che costringe noi poveri Amanti ad una guerra per difendere l’Onore dell’Amata.Dunque memore dell’ esuberanza delle mie affermazioni…e “ereticamente” convinta (sarà il mio sole undicesima!) che la Libertà di pensiero vada sempre e comunque salvaguardata..anche a scapito della vita stessa..inizio a riflettere..e penso fra me e me (non troppo) che sia il caso di scriverci su qualcosa..:

L’ inizio appare subito poco rassicurante (chi mi conosce sa)..

“Innoridisco sempre di fronte ai sapientoni che hanno la presuzione della verità…Viva la libertà d’espressione…Viva l’educazione…Viva i dubbi e l’umiltà che ho sempre incontrato nel Cuore dei Grandi…sono loro che fanno la storia. Agli altri lasciamo generosamente l’ illusione di credere nella loro sapiente e dotta verità.”…..

Meno male che a tal proposito.. l’amica Grazia Bordoni aveva già riflettuto con un articolo pubblicato recentemente sul suo sito: www.graziaepaolo.it… e con la forza dell’Ironia unita alla  Grazia che la contraddistinguono..è riuscita efficacemente a tradurre il mio pensiero.Grazie_Zia!!

 E’ rivolto a Voi pensatori liberi, ma anche a voi  giovani menti(di cui ho molta cura), facilmente manovrabili. ..dai grandi sapienti.Voi che amate l’astrologia così come la amiamo noi  imparate a togliere il disincanto ad ogni Onnipotente Disciplina imparando a pensare con la vostra testa e allontanando chiunque  tenti di offendere la vostra Intelligenza!!

LIBERTA’ VA CERCANDO

come sa chi per lei vita rifiuta

Purgatorio, I. vv. 71-72

libertà snoopy

Mai come in questo momento apprezzo la scelta di libertà fatta a suo tempo nel mio amore per l’astrologia: libertà da ogni schema e soprattutto libertà da ogni scuola. Scuola di pensiero, intendo.

Non che le scuole non siano utili: ti permettono di apprendere in modo schematico, efficace, i fondamenti della materia. Ma poi bisogna andare oltre, trovare la propria strada: se incontri il Buddha per la strada, uccidilo. Bisogna uccidere – solo metaforicamente, per carità – tutti i maestri e trovare la propria dimensione. Ho sempre detto e ne sono sempre convinta che per un vero Maestro non c’è gioia più grande di vedere che l’allievo lo supera, spicca il volo e va per la sua strada. Chi vuole degli allievi a vita, vuole, in realtà, dei sudditi. Perché è convinto che la sua sia l’unica verità possibile e dunque debba essere predicata per ogni dove.

L’adesione acritica a una qualsiasi scuola di pensiero (in astrologia come in qualsiasi altra disciplina) porta al fanatismo, all’integralismo. I talebani fanno un sacco di danni, come ben sappiamo.

Di recente un tale in un gruppo ha scritto un post dove definisce Chirone una castroneria, patetico l’aspetto di 150° e un’aberrazione qualunque concetto non allineato ai dogmi della sua scuola. E’ scoppiato un finimondo: gli stessi compagni di scuola l’hanno redarguito. Qualcuno ha cercato di spiegargli perché non ci si può esprimere in questo modo, ma niente da fare: il tizio proprio non è in grado di capire. E non perché sia

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UN 2015 PIENO D’AMORE

BUON ANNO A TUTTI VOI COMPAGNI CHE SIATE FUOCO ARIA TERRA E ACQUA.. VI AUGURO UN INIZIO PIENO D’AMORE…PERCHÈ SOLO QUESTO CONTA !

 

astro_2gw_01_fine_anno.62278.36769PER UN ANNO PIENO DI ENTUSIASMO, AUGURI DA ASTRI E CONTRASTI A TUTTI VOI,AMANTI ASTROLOGICI E COMPAGNI DI VIAGGIO

Mentre aspettate il mio oroscopo del 2015…vi lascio un pensiero su cui riflettere a mezzanotte…diamoci da fare..tutti!! Sarà un anno interessantissimo e pieno di incognite.
L’ingresso di saturno in sagittario e la presenza di giove in leone ci garantiscono un anno dove rigore e ottimismo viaggiano verso una risoluzione. Molti i segni coinvolti che dovranno riuscire a trovare una ragione in più per risolvere molte dinamiche sospese da anni, la quadratura di Plutone in capricorno e Urano in ariete fa da bilancia per il controllo di ogni operazione. Dovremo darci molto da fare per trarre il massimo vantaggio da questi passaggi planetari estremamente eficaci per chi saprà approfittarne. L’unico neo..non è tollerata alcuna pigrizia! Il trigono che si sfiorerà per tutto l’anno fra urano saturno e giove getterà le basi per partorire qualcosa di nuovo una sorta di fucina dove si creeranno i presupposti di un buon risultato i cui frutti si assaporeranno nel 2016 quando saturno e urano saranno in sinergia totale.. Invece per il mondo emozionale ci saranno grandi sbalzi d umore . Si cementeranno solo quelle emozioni vere e autentiche;di fatto la quadratura di saturno al binomio indissolubile che formano nettuno e chirone in pesci getterà le basi per una più “radicale” spiritualità perchè è proprio nella tensione massima che si creerà che cercheremo di capire cosa ci spinge veramente a “sentire” l’umanità intera come unica realtà, anche se Saturno in sagittario porterà in se una sorta di dogma a cui corrispondere e se è pur vero che la storia insegna, va analizzato questo passaggio con molta umiltà perchè il conflitto tra saturno e nettuno riesca a suggerire attraverso la norma e la regola un buon pasaggio verso una maggiore spiritualità senza confini ne religioni.

Il concetto di Archetipo in Jung

ASTRI E CONTRASTI :

articoli psicologici e dintorni,il meglio in rete 

archetipi4Abbiamo utilizzato la parola “Archetipo” molto spesso negli ultimi anni ma nel significato che crediamo di aver compreso manca a volte quel particolare  approccio  scientifico, necessario per far si che non si cada trappola di   personali convincimenti o interpretazioni del tutto “casalinghe”

Ma cos’è ? Chiariamo prima di tutto il significato principale,dello stesso Jung.

Archetipo
Termine che nella teoria psicoanalitica di Carl Gustav Jung si riferisce a una rappresentazione mentale primaria, che fa parte dell’inconscio collettivo e si manifesta in simboli presenti in tutte le culture e in ogni epoca storica. L’archetipo è il prodotto delle esperienze primordiali dell’umanità relative agli aspetti fondamentali della vita. Non è possibile entrare in rapporto diretto con l’archetipo, ma si possono percepire i suoi effetti, come immagini simboliche, in ogni genere di manifestazione psichica: sogni, sintomi nevrotici, visioni, arte, fantasia, prodotti dell’immaginazione libera, oltre che nei miti, nelle fiabe e nella religione.Gli archetipi che rappresentano le strutture psichiche di base si sono sviluppati come nuclei psichici separati; essi sono la Madre, il Senex, il Puer, l’Ombra, la Persona, l’Anima, l’Animus e il Sé.(…)
(Per continuare a leggere la presentazione del libro cliccate direttamente sull’immagine)

Leggiamo ora insieme l’ articolo che segue,ragione di questo post, del Dr. Alessandro Raggi pubblicato sul sito MEDICIITALIA

Il concetto di Archetipo in Jung

archetipi

Jung fornisce due principali versioni della nozione di archetipo, che solo apparentemente sembrano distanti.

La prima è un’ipotesi fenomenologica, mentre la seconda viene identificata come mitologica; vedremo come questi aspetti si compenetrano a vicenda.

L’archetipo, difficilmente può essere liquidato con una sorta di definizione, che renderebbe statico un qualcosa che invece è estremamente vivo e mobile e per sua stessa natura difficilmente traducibile sotto forma di linguaggio. Per cui, il nostro compito risulta particolarmente arduo. All’archetipo, si può accennare, gli si può girare attorno, ma non lo si riesce a definire, ne a delimitare.Esiste nell’uomo una distinzione tra sviluppo filogenetico e sviluppo ontogenetico, riscontrabile nel rapporto tra RNA e DNA. Il DNA, in quanto genoma di specie, non determina i caratteri ereditari, ma predispone. Sarà poi l’iterazione tra caratteri genetici e stimoli ambientali a produrre una singolarità individuale attraverso l’apprendimento.Il modo innato nel quale un bambino impara a respirare ed a reagire agli stimoli ambientali, è in via di principio simile al modo in cui un pulcino esce dall’uovo senza necessità di apprendimento, o al modo in cui le anguille trovano la strada per le Bermude, le anatre si dispongono in volo simmetrico e le rondini seguono la via verso il caldo durante le migrazioni: questi sono tutti esempi forniti dallo stesso Jung di pattern di comportamento, ereditati ed innati. Dal punto di vista ereditario, esiste per Jung una risposta psichica necessitata a determinate situazioni, che si ripetono per ogni singolo essere umano, e si riattualizzano nella vita dell’individuo.Come troviamo una parte filogeneticamente stabile nella struttura biologica dell’uomo, che fa sì che vengano a formarsi i reni, o il tessuto muscolare, secondo caratteristiche comuni nella specie, così sul piano psichico sono rintracciabili dei motivi tipici, che caratterizzano le esperienze fondamentali della vita umana, dal concepimento fino alla morte.

Come giustamente fa notare Jung,“a nessun biologo verrebbe in mente di supporre che ogni individuo acquisisce da capo, ogni volta, il suo modo generale di comportarsi”.

A questo punto, sarebbe solo un esercizio intellettuale domandarsi se l’archetipo sia un qualcosa di tangibile e visibile, come può esserlo il sistema nervoso centrale, oppure una metafora.La manifestazione psichica della vita, qualunque sia la sua origine, non necessita di alcuna dimostrazione, poiché è sperimentabile empiricamente.La funzione fenomenologica delle manifestazioni archetipiche, è rintracciabile sempre ed in ogni individuo.L’errore del metafisico, consiste nell’attendersi una risposta esperienziale da una conoscenza unicamente razionale. Questo salto logico, lo rende destinato a cadere inevitabilmente in un grosso equivoco, quando cerca di riprodurre una conoscenza empirica dopo una dimostrazione razionale.La descrizione Junghiana della natura dell’archetipo, è basata unicamente su dati empirici e facilmente riscontrabili; per cui l’archetipo, può a buona guisa essere interpretato anche come una metafora (come sostiene M.Trevi); ciò non ne sminuisce gli effetti. Così come metafore esplicative sono le tre strutture (Io, Es, Super-Io) psichiche Freudiane, ma ciò non cambia di molto la finalità della nostra indagine, che resta appunto empirica.Se le manifestazioni archetipiche vengono ereditate, come viene ereditata dal punto di vista filogenetico la struttura cerebrale, che di questa ne costituiscono l’aspetto più propriamente psichico, gli archetipi in sé non sono ne ereditabili ne conoscibili, in quanto rappresentano una predisposizione, la cui manifestazione è differente a seconda del tempo, del contesto e dell’individuo.L’unità psicofisica dell’uomo, è ormai un’acquisizione comunemente accettata (tranne che in alcuni casi che vedremo), ed in questo l’archetipo può configurarsi come quel ponte psicofisico che riconosce in se l’aspetto biologico e l’aspetto psichico della natura umana.Le due componenti, non possono in alcun modo scindersi, pena il ritorno ad una concezione cartesiana dell’uomo. Anzi, cogliamo qui tutta la limitatezza dell’espressione linguistica, chiamando un’unità indissolubile: “componenti”.In realtà, come non ci è possibile cogliere la natura corpuscolare ed insieme ondulatoria della luce, così non ci è dato soffermarci in maniera univoca su un solo aspetto dell’archetipo.

Possiamo pensare all’archetipo come ad un vaso. Il contenuto del vaso, è sì necessitato dalla struttura formale del contenitore, ma non deve essere necessariamente lo stesso. Un contenitore vaso, può contenere diversi tipi di contenuti vasoformi”.

Se volessimo cercare ulteriori analogie, possiamo trovarle in ciò che è determinato in natura nella forma e non nel contenuto. L’esempio adottato da Jung, è quello del sistema assiale del cristallo di neve: il cristallo è già preformato nella sua configurazione madre, senza possedere una materiale esistenza. Questa esistenza si manifesta nell’agglomerarsi degli ioni e poi delle molecole. Il sistema assiale, determina soltanto la struttura stereometrica, non la forma del singolo cristallo. L’archetipo alla stessa maniera presenta un nucleo significativo invariabile, che ne determina la maniera di presentarsi in linea di principio, ma non concretamente.Le esperienze della nascita, del rapporto con i genitori, lo sviluppo, l’incontro con l’altro sesso, la morte, rappresentano una costante per ogni essere umano, da sempre. Il ripetersi di queste coincidenze, ha generato una base comune, psichica, della quale siamo tutti portatori.Le rappresentazioni di questi trascorsi, dei modelli primordiali del comportamento umano, sono divenuti elementi immaginali, costituenti la base psichica comune dell’uomo.

“Il codice dell’anima”

Articoli di Psicologia

Vi propongo un brano di questo testo fondamentale di James Hillman,illuminante per la  mia vita e per quello che  ha significato nella mia visione dell’Astrologia..
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“La teoria della ghianda e la redenzione della psicologia”

Dal libro: “Il codice dell’anima”di James Hillman (Adelphi 1997)
(pag 1 e 2)

Ci sono più cose nella vita di ogni uomo di quante ne ammettano le nostre teorie su di essa. Tutti,presto o tardi, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada.
Alcuni di noi questo “qualcosa” lo ricordano come un momento preciso dell’infanzia, quando un bisogno pressante e improvviso, una fascinazione, un curioso insieme di circostanze, ci ha colpiti con la forza di un’annunciazione: Ecco quello che devo fare, ecco quello che devo avere. Ecco chi sono.
Questo libro ha per argomento quell’annuncio.
O forse la chiamata non è stata così vivida, così netta, ma più simile a piccole spinte verso un determinato approdo, mentre ci lasciamo galleggiare nella corrente pensando ad altro. Retrospettivamente, sentiamo che era la mano del destino.
Questo libro ha per argomento quel senso del destino.
Tali annunci e tali sensazioni determinano una biografia con altrettanta forza dei ricordi di violenze terribili; solo che quegli enigmatici momenti tendono a essere relegati in un angolo. Le nostre teorie, infatti, danno la preferenza ai traumi, e al compito che essi ci impongono di elaborarli. Ma, nonostante le offese precoci e tutti i “sassi e i dardi della oltraggiosa sorte”, noi rechiamo impressa fin dall’inizio l’immagine di un preciso carattere individuale dotato di taluni tratti indelebili.
Questo libro ha per argomento la potenza di quel carattere.
Poiché le teorie psicologiche della personalità e del suo sviluppo sono così fortemente dominate dalla visione “traumatica” degli anni infantili, la messa a fuoco dei nostri ricordi o il linguaggio con cui raccontiamo la nostra storia sono a priori contaminati dalle tossine di tali teorie.

E’ possibile,invece, che la nostra vita non sia determinata tanto dalla nostra infanzia, quanto dal modo in cui abbiamo imparata a immaginarla. I guasti non ci vengono tanto dai traumi infantili , bensì – è quanto si sostiene in questo libro – dalla modalità traumatica con cui ricordiamo l’infanzia come un periodo di disastri arbitrari e provocati da cause esterne che ci hanno plasmati male.
Questo libro, dunque, vuole riparare in parte a tali guasti, mostrando che cos’altro c’era, c’è, nella nostra natura. Vuole risuscitare le inspiegabili giravolte che ha dovuto compiere la nostra barca presa nei gorghi e nelle secche della mancanza di senso, restituendoci la percezione del nostro destino. Perché è questo che in tante vite è andato smarrito e va recuperato: il senso della propria vocazione, ovvero che c’è una ragione per cui si è vivi. Non la ragione per cui vivere; non il significato della vita in generale, o la filosofia di un credo religioso: questo libro non ha la pretesa di fornire risposte del genere. Esso vuole rivolgersi piuttosto alla sensazione che esiste un motivo per cui la mia persona, che è unica e irripetibile, è al  mondo, e che esistono cose alle quali mi devo dedicare al di là del quotidiano e che al quotidiano conferiscono la sua ragion d’essere; la sensazione che il mondo, in qualche modo, vuole che io esista, la sensazione che ciascuno è responsabile di fronte a un’immagine innata, i cui contorni va riempiendo nella propria biografia.

Quell’immagine innata è anch’essa l’argomento di questo libro, così come è l’argomento di ogni biografia – e nelle pagine seguenti ne incontreremo molte, di biografie. Quello della biografia è un problema che ossessiona la soggettività occidentale, come dimostra il suo abbandono alle terapie del Sé. Chi è in terapia, o è comunque toccato dalla riflessione terapeutica sia pure diluita nel bagno di lacrime delle confessioni in diretta TV, è alla ricerca di una biografia soddisfacente: Come posso mettere insieme in un’immagine coerente i pezzi della mia vita? Come posso rintracciare la trama di fondo della mia storia?
Per scoprire l’immagine innata dobbiamo accantonare gli schemi psicologi generalmente usati – e per lo più usurati. Essi non rivelano abbastanza. Rifilano le vite per adattarle allo schema: crescita come sviluppo, una fase dopo l’altra, dall’infanzia attraverso una giovinezza tormentata fino alla crisi della mezza età e alla vecchiaia, e infine alla morte. Mentre procedi, un passo dopo l’altro, attraverso una mappa già tutta disegnata, ti ritrovi su un itinerario che ti dice dove sei stato prima ancora che tu ci sia arrivato, o nella media di una statistica calcolata da un attuario per conto di una compagnia di assicurazioni. Il corso della tua vita è stato descritto al futuro anteriore. Oppure,invece della prevedibile autostrada, sarà il “viaggio” fuori dagli itinerari battuti, in cui siaccumulano e si scartano episodi senza un disegno, e gli eventi sono frantumati come in un
curriculum vitae organizzato esclusivamente sulla base della cronologia: prima ho fatto Questo, poi Quest’altro. Una vita simile è come una narrazione priva di trama, tutta imperniata su una figura centrale sempre più tediosa, “io… io… io”, che vagola nel deserto dei “vissuti” senza più linfa.

Io dico che siamo stati derubati della nostra vera biografia – il destino iscritto nella ghianda – e che entriamo in analisi per riappropriarcene. Ma l’immagine innata non si potrà trovare, finché non disporremo di una teoria psicologica che attribuisca realtà psichica primaria alla chiamata del
destino. Altrimenti, la nostra identità continuerà a essere quella del consumatore dei sociologi, determinata da statistiche calcolate su campioni casuali, mentre le sollecitazioni del daimon, non riconosciute, appariranno come eccentricità costipate di aggressivi rancori e di paralizzanti nostalgie. La rimozione, che tutte le scuole terapeutiche considerano la chiave d’accesso alla struttura della personalità, non riguarda il passato, bensì la ghianda, e gli errori che in passato abbiamo compiuto nel rapportarci a essa.

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James Hillman, psicologo analista americano, è stato direttore dell’Istituto C.G. Jung di Zurigo. Tra i suoi libri ricordiamo: Saggio su Pan, Il suicidio e l’anima, Il mito dell’analisi,Anima, La vana fuga dagli Dei, Fuochi blu, La forza del carattere.
In questo libro, attraverso le storie di molti personaggi famosi, Hillman affronta il tema del destino. Esiste qualcosa in ciascuno di noi che ci induce a essere in un certo modo, a fare certe scelte, a prendere certe vie? Se esiste, è il daimon, il “demone” che ciascuno di noi riceve come compagno prima della nascita, secondo il mito di Er raccontato da Platone. E’ ciò che si nasconde dietro le parole come “vocazione”, “chiamata”,“carattere”. E’ la chiave per leggere quel linguaggio cifrato che costituisce il “codice dell’anima”.
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