MASSIMO TROISI ,UN COMICO DI CUORE. ANALISI DI ASTROLOGIA MEDICA DI ADRIANA CAVADINI

ATTORE GENIALE CON IL DONO DELL’IRONIA

Massino Troisi, morto prematuramente a 41 anni per insufficienza cardiaca, nel pieno del successo professionale era un attore geniale con il dono dell’ironia e della simpatia. Di lui si dice che fosse un introverso e che morì “per infarto”, il suo tema natale dice ben altro, sia sul carattere, sia sulla malattia che l’ha portato alla morte.

Nato A San Giorgio a Cremano, vicino a Napoli il 19 febbraio 1953 alle due di notte, con il Sole a cavallo tra l’Acquario e i Pesci. l’Ascendente Sagittario e la Luna vicino a Giove in Toro.

Il suo carattere non era quello di un introverso, anzi, Massimo era pieno di amici e sempre disponibile per tutti era, piuttosto, in parte melanconico, (Saturno in esaltazione vicino a Nettuno nel segno di Venere) in parte depresso (Venere, maestra della sesta in esilio, dissonante a Urano) o forse con una tristezza di fondo tipico delle anime superiori. Era anche sensitivo e ricco di una notevole energia psichica, forse presago della sua fine prematura grazie al suo bel Sole in Pesci.

Sistema cardiocircolatorio

Sebbene nelle biografie, come causa della morte, si legga per infarto cardiaco, in realtà Troisi morì perché il suo cuore era sfiancato e non riusciva più a pompare il sangue necessario alla vita delle sue cellule; morì infatti per insufficienza cardiaca acuta e morì nel sonno, durante il pomeriggio, qualche giorno dopo aver finito di girare “Il postino”.
L’analisi astrologica della morte per patologia cardiaca porta ad analizzare il Sole come cuore e l’asse quinta-undicesima per l’apparato cardiocircolatorio, ma per una corretta interpretazione dobbiamo possedere le giuste informazioni, e prima di tutto, trovare la causa della patologia cronica che ha provocato la morte di Troisi.

Streptococco beta emolitico A

I danni derivano da un’infezione batterica dello streptococco beta emolitico del gruppo A che colpisce la gola e provoca infiammazione e danni irreparabili alla valvola aortica.

 

Si sa che Massimo, fin da ragazzino, soffrì di infezioni batteriche del cavo orale con tonsilliti frequenti che hanno dato origine a febbri reumatiche; una malattia che colpisce nell’infanzia sino ai quindici anni e che ha come causa un batterio molto virulento, lo streptococco beta emolitico del gruppo A; il beta emolitico di questo gruppo danneggia organi importanti come i reni o la valvola aortica. La letteratura medica infatti, riporta come causa delle malattie che colpiscono la valvola aortica, sia quelle congenite, sia quelle acquisite per infezioni o per infiammazioni. La febbre reumatica, ormai quasi scomparsa nella civiltà del benessere è ancora presente in Italia specie nelle famiglie disagiate, con ambienti sovraffollati in condizioni di scarsa igiene con esposizione frequente ai batteri; condizioni presenti nella famiglia di Massimo Troisi; la sorella Rosaria e il fratello Luigi, in un intervista, parlano di una famiglia poverissima, felice, ma sovraffollata, costretta in un ambiente troppo piccolo per ospitare i genitori e cinque fratelli, nonni e zie.

Esaminando il tema natale di Massimo troviamo i segni di una predisposizione alle infezioni batteriche e virali che possono colpire in special modo la gola: l’As. Sagittario forma un quadrato con Mercurio e il maestro dell’As. Giove, si trova, insieme alla Luna, in Toro, il segno che governa la gola; Giove è cuspide sesta, la casa che governa la salute.

Venere e Urano i pianeti sensibili

Venere , come vedremo, rappresenta uno dei punti più ricettivi e fragili del tema.

Dopo Giove, il pianeta più importante per la salute, in questo tema è Venere perché è la maestra della sesta ed è dissonante, in esilio in Ariete e presenta un quadrato esatto a Urano. Urano è maestro dell’Acquario, il segno che simbolizza il sistema cardiocircolatorio, e governa la pressione e l’elettricità, fenomeni della conduzione elettrica del cuore.  Urano, si trova in ottava casa e come rovescio della medaglia, essendo in trigono con Mercurio, gli regala una ferrea volontà e un potere decisionale invidiabile; la volontà è la forma più potente di energia. Di per sé il tema non si presenta così nefasto, ma sappiamo che l’ambiente e la familiarità concorrono almeno al cinquanta per cento alle cause del materializzarsi di importanti patologie. Di questo noi astrologi teniamo conto e verifichiamo pazientemente i transiti dei pianeti lenti sui punti nevralgici del tema di nascita.

Ma a quale età Massimo ha contratto l’infezione che ha causato il danneggiamento della valvola aortica?

Inverno 1960

Troviamo, nell’inverno del 1960, la direzione simbolica della congiunzione di Marte a Venere (Marte 8°,18, Venere 15°,33 Ariete) verso i sette anni, coincidente con il transito di Saturno in Capricorno al quadrato di Venere e opposto a Urano. Urano è importante nel tema di Massimo, anche se normalmente considerato generazionale, perché si trova in ottava al quadrato perfetto con Venere. Venere ha un significato fondamentale nell’analisi del tema perché non solo governa la salute dato che è anche maestra della sesta casa, ma è in quarta e lesa; indica dunque una fragilità che ha origine in famiglia. Sulla lesione di Venere potremmo aprire un capitolo per spiegare la tristezza, la depressione e la sua vita sentimentale così instabile; Venere, insieme a Giove, rispetto al segno dei Pesci, governa gli oppiacei cerebrali, ormoni che ci permettono di essere equilibrati, sereni e ottimisti. Un’ ultima conferma del fatto che Venere in questo tema è un punto fragile viene dal transito di Urano in Bilancia opposto preciso a Venere natale nell’ottobre del 1971, la data in cui morì l’amatissima mamma.

Inverno1965
attacco acuto di febbre reumatica – danneggiamento valvola

Il transito più eclatante è però quello che si vede nella Riv. Solare del 1965, all’età di dodici anni, in coincidenza con il suo primo attacco importante di febbre reumatica;

Grafico rivoluzione 1965

Nettuno sull’Ascendente Scorpione, sulla cuspide della dodicesima, quadrato a Venere e opposto al Sole. Anche rispetto ai transiti la posizione di Nettuno – mutazioni è preoccupante perché in Scorpione forma una netta opposizione con la Luna e in seguito con Giove in sesta. Ebbene sappiamo che Nettuno simbolo delle mutazioni, governa lo stile dei batteri e dei virus che hanno la capacità di mutare velocemente per sopravvivere. In questo periodo inizia il calvario del soggetto che comincia ad avvertire i primi sintomi di debolezza e mancamenti dovuti al danneggiamento della valvola aortica.

1971: muore la madre

Nel 1972 a Troisi venne diagnostica la patologia aortica che gli causava debolezza e malesseri: Nettuno a fine Scorpione quadrato al Sole, Urano opposto a Venere, Saturno opposto As. quadrato a Mercurio.

Finalmente nel 1976 decide di farsi operare a Houston dal cardiochirurgo M. De Bakey per il cambio della valvola aortica. Siamo nel 1976, Massimo ha 23 anni e la sua carriera comincia a decollare, ma il cuore non ce la fa più.

1976 – Massimo ha 23 anni
cambio valvola aortica a Houston

Nettuno transita sull’Ascendente Sagittario, la Luna di nascita è colpita dall’opposizione di Urano che transita a 5° di Scorpione. La Rivoluzione Solare è ancora più esplicita: Ascendente Leone quadrato a Urano in quarta, Saturno opposto alla congiunzione Venere/Mercurio quadrati a Giove opposto alla Luna, Nettuno opposto a Marte.

Rivoluzione solare del 1976

Passano, tra alti e bassi della salute, altri tredici anni. Il lavoro va a gonfie vele, ma il cuore è ormai stremato, le forze deboli.

1993 tentativo fallito di intervento

Siamo nel 1993. Massimo torna a Houston per un nuovo intervento, ma durante l’operazione il cuore ha un infarto e si deve soprassedere per la troppa debolezza generale.

Rivoluzione solare del 1993

L’Ascendente  di rivoluzione in nona casa indica il viaggio a Houston opposta a Mercurio. Marte e Plutone sono dissonanti e indicano cattiva riuscita dell’intervento anche a causa di Giove opposto a Venere.

L’appuntamento è dopo pochi mesi, ma l’attore vuole recitare “Il postino” con il “suo “cuore. Ce la farà anche con l’aiuto di controfigure.

Morirà dodici ore dopo aver finito il film, a casa di sua sorella Anna Maria, un pomeriggio di giugno.

E’ mancato nel sonno, a Ostia,il 4/6/1994 h.15,30.

1994 – rivoluzione solare dell’anno della morte

Il 4 giugno 1994 alle 15,30
Plutone sul nodo, opposto alla Luna, Giove sull’Ascendente quadrato a Venere.
Sole congiunto a Saturno in cuspide quarta casa

Curiosità e coincidenze

Troisi aveva un Sole importante in terza casa con cuspide in Acquario,Sole opposto a Plutone, ma con trigoni alla congiunzione. Saturno/Nettuno, in undicesima.
Anche Mercurio in terza casa. Dunque le valenze della terza e dei Gemelli devono essere forti.

Il padre era ferroviere, lui da bimbo sognava di avere una bicicletta che non arrivava mai.

La terza e i Gemelli governano il metamero che corrisponde al torace, costole, sterno e i visceri come i polmoni. Ebbene per effettuare l’intervento a cuore aperto il chirurgo taglia lo sterno in due parti per accedere alla valvola dell’aorta. (Adriana Cavadini)

…e noi nel lasciarvi alle vostre riflessioni vogliamo eternamente ricordarlo così

“GRAZIE MASSIMO”

(Relazione presentata al convegno  CIDA , “PERCORSI DI VITA”)

Per gentile concessione dell’Autrice-tutti i diritti sono riservati

ADRIANA RAMPINO CAVADINI

E’ la massima esperta di astrologia medica in Italia.

Autrice del libro : Principi di Astrologia medica  (ed. Hoepli,Milano 1989)

“L’astrologia può occuparsi anche della nostra salute perché esistono precise analogie tra l’organizzazione del corpo umano e la sequenza zodiacale, siamo costruiti secondo lo stesso ordine cosmico. Da questo principio nasce la possibilità di interpretare un tema natale in chiave medica […], ma senza dimenticare le regole fondamentali dell’astrologia antica e moderna.”

BILANCIA : “UNA COSA BELLA E’ UNA GIOIA PER SEMPRE”

“Solo le cose belle e i bei pensieri possono alimentare l’amore”

20091116143618-29091ce8-864x400_c”La Bellezza non può essere interrogata: regna per diritto divino. “La Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni. Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la primavera, il riflesso nell’acqua scura di quella conchiglia d’argento che chiamiamo luna.”Oscar Wilde 16 ottobre 1854

636024248152408553-949726127_oscar_wildeOscar Wilde, ha così ben espresso in tutta la sua vita la sua idea di amore e di bellezza , tanto da permetterci di accedere  ai significati più intrinsechi del  suo segno solare:una Bilancia con Venere nel segno e Mercurio in Scorpione. Mente superba e affascinante incontra il nostro elucubrare proprio nel suo più famoso e conosciuto libro: “Il ritratto di Dorian Gray”.Uomo di rara bellezza,”un opera d’arte, prodotta dalla natura stessa”, narcisisticamente innamorato di se stesso.. “Aveva espresso un pazzo desiderio: che potesse lui rimanere giovane, e il ritratto invecchiare; la sua bellezza restare intatta, e il viso dipinto sulla tela portare il peso delle sue passioni e dei suoi peccati. […] Pareva mostruoso persino pensarci”

23850-copia-di-the-picture-of-dorian-gray-il-ritratto-di-dorian-gray-film_jpg_620x250_crop_upscale_q85Tutte le brutture della sua vita, tutte le deformazioni del suo cuore e del suo carattere , i vizi gli abusi e le cattiverie commesse con leggerezza e superficialità saranno incise nei tratti di quel viso dipinto…“Com’è tragico” mormorò Dorian Gray, gli occhi fissi sul suo ritratto “com’è tragico! Io diventerò vecchio, brutto, ripugnante. E questa immagine rimarrà sempre giovane..Oh, se si potesse realizzare il contrario! Se io dovessi rimanere sempre giovane, e il ritratto diventasse vecchio! Per questo, per questo, darei qualunque cosa! Darei la cosa più preziosa del mondo! Darei anche la mia anima per questo!”. Un uomo che in quel desiderio rinuncia alla sua coscienza contravvenendo tutte le leggi morali ed etiche. La sua bellezza diventerà solo una maschera , mentre la sua anima ,sarà distrutta dal ogni tipo di scelleratezza. Dorian non diventerà mai un uomo non sperimenterà l’invecchiamento, non si confronterà con l’esperienza ,ma resterà per sempre “un bambino capriccioso e vanesio” fino alla sconfitta finale, nel giorno in cui tutti i conti dovranno essere pagati..

moon-4Un opera di straordinaria intensità che ci restituisce simbolicamente il bisogno spesso ossessivo di un certo tipo di Bilancia che alla “Grande Bellezza” sacrifica tutti i suoi valori più nobili. Incapace di riconoscere la propria parte oscura si avventura alla ricerca del’ “Elisir di Giovinezza”, negandosi alla drammaturgia di una vita vera. Ed Urano, suo signore, proprio in quella mancata autenticità farà pagare un caro prezzo : la caduta delle illusioni, la vecchiaia tanto temuta arriva per tutti ,e se non siamo cresciuti, se non abbiamo fatto esperienza , dovremo fare i conti con un immagine in cui non ci riconosceremo più perché l’unica cosa che avremo servito sarà la nostra Vanità.7eef0cf1c6f794527f8dec55a9428cc3 Sebbene tanto più spesso non arriviamo a certe estremizzazioni vi invito comunque a riflettere sul grande rischio che corre una personalità “bilancina” quando insegue solo l’effimero. E questo ci aiuta anche ad indagare, senza troppi giri di parole, il suo rapporto con l’ombra , che porta la Bilancia, a non accompagnare, spesso, la crescita fisica con quella psicologica. Un segno che, invece, realizzato e nella sua forma più autentica, ha dalla sua molto da dire e molto da insegnare. Soprattutto sul concetto più alto di Bellezza, Relazione e Amore.

La Bilancia appartiene all’elemento Aria ed ha dalla sua sicuramente una forte componente di razionalità,ma è il simbolo della Venere per eccellenza e si lega fortemente alla capacità Affettiva,riscontrabile in tutti noi nel rapporto che abbiamo con lei,figlia di Urano e con la nostra  settima casa. È il segno dell’equilibrio, dell’etica, dell’estetica, simbolo della capacità umana di relazione e scambio. È diplomatico, si lega a professioni di consulenza, può essere un Giudice, comunque uno che debba decidere fra due posizioni e dare un’opinione insindacabile. Ma è anche un essere divino con una sensibilità artistica superiore alla media , con un ideale di perfezione e di bellezza soprattutto se si lega nel tema a Nettuno. Ma come per chiunque di noi, non nasce con tutte queste qualità ,dovrà conquistarle nel suo viaggio. Ha un rapporto privilegiato con la sua parte femminile e dovrà lavorare molto, per integrare il Maschile. Una rivalità fra Anima e Animus, dove l’Animus dovrà farsi strada per incontrare la sua identità. La Bilancia inizia il suo viaggio con tante contraddizioni ,ha bisogno attraverso l’altro di incontrarsi,riconoscersi. Il suo è un rapporto a due. La sua natura è duale: dare importanza a me o all’altro? Dovrà lavorare costantemente sulla scelta, e l’incertezza è sempre dietro l’angolo. Se scelgo questo a cosa rinuncio? Sente costantemente dietro di se il dubbio che comunque sceglierà saranno guai!! Proprio come il povero Paride..

paride“Sulla tavola dove erano assisi gli Dei e le Dee, Eris buttò una mela d’oro dicendo che era per la più bella. Subito le giovani dee Giunone (Era), Venere (Afrodite) e Minerva (Pallade Athena) rivendicarono a sé la mela della discordia, ritenendosi ognuna la più bella. Stanco del grande litigio, intervenne Giove ordinando a Mercurio di portare le tre contendenti sul Monte Ida e che il pastore Paride facesse da giudice. Naturalmente, ognuna delle tre, per rafforzare la propria bellezza agli occhi del giovane,gli promisero un premio: Giunone, promise a Paride che, se avesse giudicato a suo favore, sarebbe diventato re di tutte le terre e il più ricco di tutti i mortali. Minerva disse che, se fosse stata lei la vittoriosa, Paride sarebbe diventato il più forte tra i mortali ed esperto di ogni arte;Venere, infine, promise a Paride, in cambio della vittoria, di dargli in moglie Elena figlia di Tindaro, la più bella di tutte le donne…” (www.settemuse.it)  Paride sceglierà, l’amore, darà la mela d’oro ad Afrodite , e sebbene abbia tentato una cortese mediazione e un confronto equo con le altre due dee, loro, offese a morte, per il mancato riconoscimento perpetreranno i loro progetti di vendetta scatenando la guerra di Troia e sterminando tutta la sua famiglia. Questo mito di presta, dunque molto a comprendere l’enorme fatica della bilancia nel dover rinunciare a qualcosa ogni volta che è obbligata a scegliere, ma come ci ricorda Lidia Fassio “[…]È la scelta che da il via alle case sopra l’orizzonte, il che significa che senza scelta non c’è possibilità di aprire l’altra parte. […]E Urano in bilancia ci dice che la scelta non ha niente a che fare con la rinuncia.. Perché quando si rinuncia è perché non si è scelto. Mentre la scelta è proprio: “io chiudo con quella parte”,ed è estremamente liberatoria..il resto è come se non ci fosse più. E nella scelta vera non c’è mai rimpianto, nella rinuncia c’è sempre il rimpianto. Rinunciare è una tematica saturniana, scegliere è una tematica di Urano/Venere.”e75b84afa54fd72af405d2b7338b8430La Bilancia comunque impara presto a mettere in relazione due cose fra di loro, il suo problema risiede principalmente nella sensazione molto forte che prova internamente quando si rende conto che la scelta implica, un abbandonare, un dividere ,un rompere quell’armonia che c’è in ogni cosa, come se quel bisogno di mediazione tanto caro al segno possa venire compromesso! Ma dovrà farlo. Valutare, mediare, scegliere, per imparare ad amarsi prima di poter amare, rispettarsi, prima di rispettare. Seguire la propria scala di valori, per raggiungere l’equilibrio, fondamentale presupposto per l’Armonia. E questo è anche il viaggio che noi tutti incontriamo nella settima casa a prescindere il segno di appartenenza. Lo scontro avviene fra due forze opposte: Marte e Venere, i mitici amanti stellari che devono imparare a convivere donandosi l’uno all’altro pacificamente. Marte deve essere addomesticato da Venere almeno quanto Venere deve imparare ad agire con maggior determinazione. La Venere in ogni tema significa prima di tutto imparare a combattere per affermare le proprie scelte, acquisire il valore di se , per arrivare a conquistare la propria autostima. E se sono una Bilancia questo diventa il presupposto migliore per arrivare a un’identità precisa in linea con l’esigenza di benessere personale. La sua apparente ipocrisia, di cui viene spesso accusata in realtà è solo la difficoltà che ha di prendere una posizione, per quel senso di disarmonia che vive quando entra in conflitto con l’ambiente. Una contraddizione esistenziale che la porta più di altri a vivere dinamiche triangolari, che la vedono quasi sempre perdente. Pensiamo alla difficoltà che incontra quando si deve confrontare con le piccole cose della vita quotidiana, come scegliere il colore di un vestito, ad esempio!b506c1ed088874e5d288a46e1e8924e4

Quando non è sicura ,si innesca, il dubbio la vedi andare in panico, con il risultato che troppo spesso, o compra tutti e due i vestiti o se ne va a mani vuote!! Qualunque decisione deve prendere, è sempre difficile, soprattutto quando è obbligata ad assumere posizioni precise in una disputa. La sua incertezza e i suoi dubbi spesso la fanno sembrare indifferente, concentrata solo su se stessa, poco interessata alla questione. Tenta sempre soluzioni di incontro e appare come uno che dà ragione ad entrambe le parti,ma la verità è che in fondo non vorrebbe far soffrire nessuno ne dare torto a qualcuno, odia litigare, non sopporta i contrasti e le disarmonie, ne gli scontri aggressivi e violenti. Il rapporto del segno con Marte e il suo contraltare, l’Ariete in questa dinamica si comprende benissimo: chi porta Marte in Bilancia ha il vantaggio di rapportarsi con gli altri in maniera civile,usando la parola come azione di confronto, distanziandosi sempre da volgari alzate di voce, ma spesso appare come una persona bloccata nell’azione quasi manchi di coraggio e decisionalità, sempre in bilico, troppo proiettata verso l’opinione esterna, senza forza e spontaneità… e se incontra una discussione con l’Ariete.. dio ce ne liberi!!!tumblr_static_4nk722zb90u8808g0cgw04w4g Fuochi e fiamme per l’amico di Marte che non riesce mai a trovarsi soddisfatto nel confronto,perché mentre lui avanza alzando la voce, l’altro indietreggia disgustato, provocando ulteriore frustrazione che spesso si conclude con rotture inevitabili, anzi, per abbandono del “ring” da parte di Marte in bilancia!!!! Ma non pensate neanche per un attimo che con il suo ossessionante bisogno piacere all’altro, di tenere tutto in equilibrio, la Bilancia non sia in grado di capire dove sia la verità, dove risiedono le ragioni o non sia capace di difendersi. Il punto troppo spesso sta nel tempo di cui ha bisogno, per valutare attentamente le cose prima di parlare o di agire. E questo Marte in Ariete non lo concede mai! Le modalità di confronto sono troppo diverse. La bilancia “è il primo segno che riconosce l’interlocutore”,ha sempre un occhio attento sull’altro e non ama la prevaricazione,riconosce l’altro come diverso da se “avente gli stessi diritti e gli stessi doveri”. Mentre l’amico ariete..beh è esattamente il contrario,fortemente autocentrato e addirittura in certi casi..l’altro non è neanche previsto !! Altro punto della questione parte anche dalla difficoltà nella Bilancia di gestire serenamente le proprie emozioni,se pensiamo che è in quadratura al cancro dobbiamo immaginare il lavoro che dovrà fare per integrare la Luna . Non dimentichiamoci che è un segno d’aria e con le emozioni qualche problema ce l’ha sempre.

“Il vantaggio delle emozioni è che ci traviano”  (Oscar Wilde)

ccc7bcb47fe28f8d3dc60f9917f591d6_notte-tramonto-bn-panorama-bw-ponte-italia-fiume-roma-sunset-night-italy-tevere-black-and-white-rome-isola-tiberina-river-bianco-e-nero-nightscape-tiber-ponte-cestio“È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura… Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile.”
(La grande bellezza- Gambardella)

Se pensiamo alla Luna in Bilancia possiamo provare a capire: legata alla bellezza, al senso estetico, è incapace di vivere i disequilibri del cuore,rimane spesso asettica ma in realtà è una difesa perché dentro se stessa le emozioni devono essere esperite attraverso la parola, la comunicazione, intoccabile, razionale e distaccata,ma non di ghiaccio,e chi ha questa connotazione lo sa bene.. perché ha avuto a che fare con una madre spesso proprio così: una silente meravigliosa, virginale fredda bellezza..ma un anima libera. Molte delle sue difficoltà nascono dalla sensazione che dà di essere molto formale e poco incisiva, ma come per Marte in bilancia la dinamica interna è la stessa e in più ha anche un forte bisogno di essere accettata e accolta dall’esterno,di piacere agli altri sempre, e soprattutto quando ci sono nel tema delle lesioni, questo aspetto si accentua, spostando all’esterno i suoi veri bisogni e vivendo fortemente decentrata da se stessa.  Dovrà dunque lavorare proprio su questo per dare la direzione giusta a quello che sembra l’incontro fra due forze opposte. Integrare la contraddizione e imparare a portare alla luce la parte più bella e più vera, l’Anima, solo in lei risiede la vera bellezza. Imparare ad amare i propri difetti per accogliere quelli degli altri. Percepire la meraviglia della propria diversità per incontrare quella dell’altro.. Vivere la propria vita non la vita di qualcun altro, questo è il viaggio…perché in fondo i veri bisogni di ogni essere umano non risiedono nella ricerca della felicità effimera , il vero Eldorado sta nella raggiunta saggezza che sopraggiunge solo con la Serenità! 
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E per la Bilancia, primo vero segno sociale la serenità convive con il forte senso di giustizia. Ha bisogno di dare rispetto e valore all’altro, e di riceverlo. “La mia libertà finisce quando incontra la tua”. E la relazione affettiva sarà sempre al primo posto, non in un meccanismo del tipo: “non posso vivere senza di te”, ma in un connubio di anime in perfetta armonia, una relazione adulta matura consapevole che prevede la libertà di dire: “Io ti scelgo ogni giorno, perché non ho bisogno di te, noi siamo due metà di una mela e guardiamo insieme nella stessa direzione.” E sentirà un costante senso di insoddisfazione se non incontra tale perfezione. È infatti uno dei segni che può tradire di più, ma che non lascia mai ( ahimè scegliere che guaio!!). Spesso per comprendere il senso della sua morale, diventa indispensabile analizzare l’incontro con il segno che precede,la Vergine, di cui può nel tema portare alcuni valori, o del segno che segue lo Scorpione di cui altrettanto spesso porta traccie sul tema. Se c’è molta Vergine, il concetto di imperfezione è più forte come il bisogno di discriminazione , ma anche quello di una morale comune. Si lavora molto sul senso di sentirsi perfetti in qualsiasi momento e di entrare in relazione con l’altro partendo dal concetto di equo e giusto. 8Sempre molto attenti a non commettere errori, vivono spesso una sorta di dicotomia per riuscire ad accettare che quello che piace o quello che sei veramente, può non piacere. Cercano troppo spesso di accontentare l’altro per non creare scompensi con la propria natura e nel farlo rinunciano al proprio valore, e alla propria autenticità.
“..la paura è che un errore possa compromettere il tutto”

Altra cosa è per la bilancia convivere con valori Scorpione. Qui la dinamica della moralità comune, fortemente legata a Saturno nella Vergine perde di significato quando incontra Plutone (e qui vi chiedo di ripensare a Oscar Wilde e a Dorian Gray). Ci troviamo spesso di fronte a persone che hanno una propria etica ,una morale personale che entra in rotta di collisione con il senso di giustizia comune. Sono meno disposti a compromessi ed entrano in gioco forti dinamiche di auto-manipolazione. Qui l’armonia è difficile. Si rischia una spaccatura radicale fra il dentro e il fuori. E il rischio è non accedere mai alla propria verità se non a prezzo di dure prove. Si vive il bisogno di stare in relazione ma troppo spesso ci si svende , si offre all’altro una maschera di cui non si è consapevoli. Non ho stima di me stesso. E onestamente in questo caso le dinamiche triangolari aumentano! Per la Venere in Scorpione su un sole bilancia , è molto difficile comprendere se la scelta è giusta, fa molta fatica a tagliare,recidere una relazione che non funziona,dovrà ri-costruire e ri-contattare tutta una scala di valori per incontrare la verità del cuore e la propria autenticità emotiva.9ea85b0878ee9cd402e2baf5290f48e0 “Dalle ombre irreali della notte torna a noi la vita reale che conosciamo. Dobbiamo riprenderla da dove l’avevamo lasciata, e in noi si insinua il senso terribile di un’energia che deve continuare nello stesso monotono circolo di abitudini stereotipate; o magari il desiderio violento che una mattina i nostri occhi possano aprirsi su un mondo che nell’oscurità è stato rimodellato per il nostro piacere, in cui le cose si diano nuove forme e colori, siano diverse o abbiano altri segreti, un mondo in cui il passato abbia poca o nessuna importanza, o comunque sopravviva in forme ignare di obblighi o rimpianti, avendo il ricordo della gioia la sua amarezza, e quello del piacere la sua pena.”(Dorian Gray)

Dal punto di vista spirituale ( penso a tanti soli 12a), la ricerca della perfezione dell’anima diventa “impossibilità a convivere con le brutture del mondo”, e questo mondo, oggi più che mai ci appare  squallido e tanto, tanto triste. Ci viene difficile se siamo legati a questi valori, riuscire ad accettare un immagine mediocre dell’esistenza e spesso non essendo in grado di accedere ad una qualità superiore ci concentriamo esclusivamente sul coltivare la nostra bellezza a scapito del cuore, dell’anima, e della mente. Il delirio narcisista generazionale di questo momento storico, diventa il vero problema oggi, la  difficoltà che incontriamo sempre più spesso, è proprio impegnarsi  seriamente in una relazione:

braccianti450b“..in un’età in cui «gli uomini e donne disperati perché abbandonati a se stessi, che si sentono degli oggetti a perdere, che anelano la sicurezza dell’aggregazione e una mano su cui poter contare nel momento del bisogno, e quindi ansiosi di “instaurare relazioni” [sono] al contempo timorosi di restare impigliati in relazioni “stabili”, per non dire definitive, poiché paventano che tale relazione possa comportare oneri e tensioni che non vogliono né pensano di poter sopportare e che dunque possa fortemente limitare la loro tanto agognata libertà di … si, avete indovinato, di instaurare relazioni” (“Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi” di Zygmunt Bauman)

E qui diventa utile sapere che uno degli organi legati alla Venere e alla Bilancia è la Pelle , che rappresenta proprio il confine fra me e l’altro. E le malattie su questo, che è l’organo più esteso del nostro corpo, segnalano proprio un disagio relazionale fra il dentro e il fuori , soprattutto sul viso. Si usa dire hai un viso luminoso, una pelle meravigliosa… e questo è un segnale di salute, vuol dire che l’esterno combacia perfettamente con l’interno: “..la faccia è l’indicatore di quello che mostri, quindi spesso nella bilancia fino a che non è realizzata, fino a quando non riesce a imparare le cose che deve imparare a fare, mostra sempre un’accondiscendenza, un adattamento che in realtà dentro non c’è, tende sempre a smussare gli angoli, questo suo non schierarsi vuol dire non usare Marte, perché Marte è quello che taglia e separa e dice io sono questo, tu sei quello..” (Lidia Fassio).  Se è pur vero che il compito è mediare è altrettanto valido il concetto di “non sopportazione”, di ”non adeguamento”, di non accettazione, di quello che non è parte di me. Ed ecco che allora aumentano malattie come la  psoriasi, la vitiligine, che sono esattamente, manifestazioni di una rabbia (Marte) inespressa, non agita, che non è ancora arrivata alla coscienza. Altro punto da prendere in considerazione è legato proprio al contatto fisico:quando non funziona la bilancia fa proprio fatica a toccare ,c’è un senso di pericolo, di contaminazione e malattia molto forte, soprattutto con valori vergine. Ecco allora che la pelle diventa proprio il confine di separazione impedendo all’altro e a noi stessi di vivere il senso di scambio e di affetto tanto caro alla venere in toro ad esempio. Quel bisogno di “asetticità” e di mancato contatto ovviamente va inteso anche con una venere legata a saturno

e92c1d487ee3e09ef5ca790fbea3a952“Lo spreco della vita si trova nell’amore che non si è saputo dare, nel potere che non si è saputo utilizzare, nell’egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità.”(Oscar Wilde)

Ma se tutto è in linea con i valori più alti del segno,non c’è freddezza,non c’è distacco,c’è magia, c’è amore, la Bilancia non è pulsionale,non è mai volgare, ha un erotismo estremamente raffinato, è l’esteta dello zodiaco, possiede una grande sensibilità artistica e dovunque vada,comunque vada ricordate sempre.. è colei che porta Bellezza…

“E vedere bellezza crea bellezza…

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…vedere amore crea amore,

“Tu sei la ragione per cui io esisto,tu sei tutte le mie ragioni”(Beatiful Mind)

Una carezza sul cuore,amica Bilancia :UNA COSA BELLA E’ UNA GIOIA PER SEMPRE”
(John Keats-Endemione )

by Nunzy Conti-tutti i diritti sono riservati

Passeggiando sotto le Stelle presenta “IL VIAGGIO DEL SOLE, OVVERO, DODICI PERSONAGGI ,IN CERCA DI IDENTITÀ”


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Viaggiare alla luce del Sole, mettendo l’accento sulla ricerca del significato, troppo spesso perduto, del senso della nostra vita. Smarriti nel Bosco delle Possibilità arranchiamo alla ricerca di un identità nascosta, celata ai più. Ma lui, il nostro Daimon-Sole sappiate che non rinuncerà mai a indicarci la retta via. La nostra Mappa Natale ha ben impresso nel suo CODICE SEGRETO tutto il SENSO DEL NOSTRO CAMMINO. La nostra Anima ha scelto un viaggio e noi siamo qui a rappresentarlo. I dodici segni zodiacali sono “Personaggi in cerca d’Autore” che hanno a loro disposizione 12 luoghi sacri dove manifestare i loro Bisogni primari. Grazie all’energia vivida e salvifica dei loro Capitani-Pianeti e dalle strategiche posizioni che assumono all’interno del nostro Tempio noi possiamo accedere a quella Ambita Conoscenza Superiore che ci traghetterà verso il Luogo della Rivelazione,rappresentato dalla posizione del nostro Sole. Siamo nati in un dato luogo e in un dato momento, in seno ad una famiglia e con il limite della nostra Umanità. La ricerca della propria Vocazione sarà per tutti noi da rintracciare, per riuscire ad accedere ai livelli superiori dell’Essere. Chirone sarà sempre con noi a simboleggiare la ferita che ci perseguita se non riusciamo a lavorare nella direzione giusta.
Dunque non più, solo un analisi didattica dei 12 segni zodiacali,ma una grande opportunità di capire davvero l’importanza di conoscere e riconoscere i significati più alti che si celano dietro di essi.

locchio-dellunoVOCAZIONE (nona casa). SENSO DELLA VITA (casa solare,missione dell’anima). Discriminazione(Mercurio). Scelta (Venere). Direzione e azione (Marte). Un cocktail fantastico di energie potenti che se le sfidiamo ci condurranno per mano verso l’unica cosa che conta,quella sensazione di pace e serenità necessarie per incontrare il nostro cammino. Viandanti non più del “caso” ma capaci di dar vita a un’ ASTRAZIONE DELLA MENTE (Nettuno), che diventa un’ IDEA (Urano) che SI TRASFORMA nell’immagine di un SOGNO (Giove) che grazie a Saturno costruiremo e realizzeremo con GIOIA,per finalmente CONOSCERE, COSA SIAMO CHIAMATI AD ESSERE.Tunnel con donna 450 R col contr b52b90c8cf9e6ac3f6d8be6555fb3f80
Ma se questo meccanismo fantastico non funziona eccoci viaggiatori del “tempo che passa” , ci ammaliamo alla ricerca del senso perduto,in attesa di una luce nel bosco , ancorati al porto dei “mai contenti”,dispersi nei meandri di milioni di mondi possibili, incapaci di vedere la Giusta Via…che è solo una..la Nostra…

E come ci ricorda James Hillman  nel  “CODICE DELL’ANIMA
“RIEMPIAMO I CONTORNI DELLA NOSTRA BIOGRAFIA”

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“…Perché è questo che in tante vite è andato smarrito e va recuperato: il senso della propria vocazione, ovvero che c’è una ragione per cui si è vivi. Non la ragione per cui vivere; non il significato della vita in generale, o la filosofia di un credo religioso..” Ma quella costante sensazione.. “che esiste un motivo per cui la mia persona, che è unica e irripetibile, è al mondo, e che esistono cose alle quali mi devo dedicare al di là del quotidiano e che al quotidiano conferiscono la sua ragion d’essere; la sensazione che il mondo, in qualche modo, vuole che io esista, la sensazione che ciascuno è responsabile di fronte a un’immagine innata, i cui contorni va riempiendo nella propria biografia…”
Vi invito come sempre a rifletterci su..
Viaggiatori vi aspetto.
L’unica cosa che serve è l’Armatura della Fede…
Pe prenotazioni e informazioni
cell: 3927526886
info: astriecontrasti@gmail.com
Il workshop esperenziale si svolgerà nei locali del CANTIERE TEATRALE, Circonvallazione  Gianicolense 307,Roma .
Sabato 14 dalle 14.00 alle 19.00
Domenica15 dalle 11.00 alle 19.00
Il costo delle due giornate è 130 euro

L’ORIGINE DEI TAROCCHI

antichi tarocchiCari Viandanti..inizia oggi con questo articolo la collaborazione di Astri e Contrasti con il caro Amico, Pio del Guercio,  che ci renderà partecipi delle sue conoscenze e delle sue riflessioni sui Tarocchi.

L’intento è prendervi per mano e guidarvi verso la Conoscenza.. Cominciamo con un pò di storia . Tutti gli articoli pubblicati saranno rintracciabili  e consultabili nella Pagina “TAROLOGIA”.

L’ORIGINE DEI TAROCCHI

Preciso subito che sull’origine dei tarocchi tante sono le teorie ma nessuna è suffragata da prove certe.
Per tanti anni anche io sono stato divorato da questa curiosità… ma tanto più sono entrato in confidenza con questi simboli tanto più questa curiosità è andata scemando sino a sparire del tutto quando ho deciso che non hanno tempo, erano perfettamente in linea col grado di evoluzione umana di secoli fa e lo sono altrettanto oggi e nulla mi fa pensare che non lo saranno anche in futuro.
Torniamo a noi… tra le molteplici teorie ne prendo in considerazione tre, le più accreditate.

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Quella che gli attribuisce la nascita più antica la dobbiamo a Court De Gebelen che individua nell’antico Egitto la loro origine.
Ne parla nel suo libro “ LE MOND PRIMITF” scritto nel 1781.
Riporto testualmente ciò che scrive a tal proposito:

“Se ci apprestassimo ad annunciare che esiste ancora ai giorni nostri un’Opera degli antichi Egizi, uno dei loro Libri sfuggito alle fiamme che divorarono le loro superbe Biblioteche, e che contiene la loro dottrina più pura su soggetti interessanti, ciascuno sarebbe, senza dubbio, desideroso di conoscere un Libro così prezioso, così straordinario. Se aggiungessimo che questo Libro è molto diffuso in gran parte d’Europa, che da molti secoli è tra le mani di tutti, la sorpresa andrebbe sicuramente crescendo: e non salirebbe al colmo, se assicurassimo che nessuno ha mai supposto che fosse Egizio, che lo possediamo come se non lo possedessimo affatto, che nessuno ha mai tentato di decifrarne una pagina: che il risultato d’una squisita saggezza viene considerato come un mucchio di strane figure che non significano nulla di per se stesse? Non si crederebbe che ci si voglia divertire, farsi beffa della credulità del Pubblico?
Il fatto è tuttavia verissimo: questo Libro Egizio, solo resto delle loro superbe Biblioteche, esiste ai giorni nostri: è così comune che nessuno Studioso s’è degnato d’occuparsene; nessuno prima di noi ha avuto mai il sospetto della sua illustre origine. Questo Libro è composto di LXXVII pagine o tavole, perfino di LXXVIII, divise in V classi, che offrono ciascuna soggetti così vari quanto divertenti ed istruttivi: questo Libro è in una parola il GIOCO dei TAROCCHI […].”

Così come si legge, per lui i tarocchi sono un libro, libro fatto di simboli così come simboli sono i geroglifici che custodiva il segreto di un sapere originario lasciato a unico beneficio dei grandi sacerdoti.

01-leibnizLa seconda teoria accreditata, li fa nascere nel 3000 ac in Cina. Tale convinzione nasce dal fatto che i suoi sostenitori vedono forti similitudini tra i tarocchi e l’ I CHING, strumento divinatorio che si esprime attraverso l’ interpretazione delle diverse combinazioni che si possono ottenere con i 64 esagrammi che li compongono, a rafforzare tale ipotesi, gli stessi dicono chè, è quasi una deduzione logica visto che… carta, carte da gioco e stampa sono tutte scoperte cinesi.

tarocchi-visconti-di-modrone-2La terza invece fa nascere i tarocchi in Italia nel XV secolo alla corte dei Visconti.
Effettivamente i tarocchi più antichi, a noi giunti, sono proprio i “VISCONTI DI MADRONE” di quel mazzo si conservano 67 carte di cui 11 arcani maggiori ed inoltre sono spesso citati sia in documenti che registri di quel ducato.

MantegnaFortezaIl primo documento in cui si parla di questi mazzi di carte risale esattamente al 1371 ed è stilato dalla zecca di Firenze che ottiene la stampa in esclusiva di 2 mazzi di carte, importate dall’ Arabia, che vengono chiamate Naibi. I 2 mazzi vengono distinti in un mazzo a scopo educativo ed 1 a scopo ludico ma disdicevole  “giuoco d’ azzardo” .
Sarà una coincidenza che anche l’ astrologia sia arrivata da questo paese?
Le analogie che ho riscontrato tra loro mi porta a pensare di no.

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Questa distinzione mi fa pensare che il mio, abbandonare, la lettura dei tarocchi minori mi fosse stato suggerito in quel dialogo spontaneamente nato per caso quasi mezzo secolo fa con questo incredibile strumento.
Resta il fatto che il mistero sull’origine di questo strumento ne aumenti almeno un po’ il fascino.

Pio Del Guercio

-tutti i diritti sono riservati

 

Nettuno/Saturno : l’insostenibile pesantezza dell’essere artista

caoscalmo1Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa? Il fardello più pesante ci opprime, ci piega, ci schiaccia al suolo…Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica. Al contrario, l’assenza assoluta di un fardello fa si che l’uomo diventi più leggero dell’aria, prenda il volo verso l’alto, si allontani dalla terra, dall’essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato. Che cosa dobbiamo scegliere allora? La pesantezza o la leggerezza?”

(Milan Kundera ,L’insostenibile leggerezza dell’essere)

La scelta è dunque fra la leggerezza di un volo nell’immensità (Nettuno) o la pesantezza soffocante di un viaggio al centro della terra (Saturno)!! Nascere con un aspetto di quadratura fra Nettuno e Saturno è un dolore costante per il povero malcapitato che ne porta i segni non sempre inconsapevolmente. Se è pur vero che con quadratura si intende un aspetto di cui siamo totalmente inconsci ,un blocco sulla nostra realtà conscia, rimane il fatto che questa dolente nota porta in se l’ enorme sensazione di vivere la vita in totale schizofrenia, in una tensione costante fra due poli opposti che rimangono come traccia indelebile della sua personalità anche cosciente. E quando Saturno in transito si mette in aspetto fra questi due , ritengo per esperienza personale che la consapevolezza della tensione che ne deriva può essere molto ma molto dolorosa,soprattutto se abbiamo un tema nettuniano . Avendo io un aspetto di quadratura fra Nettuno in Scorpione in quinta casa e Saturno in Acquario in ottava casa, questa spaccatura è stata una costante della mia vita di cui non ero certo consapevole quando muovevo i primi passi della mia vita e con incerta determinazione trovavo nell’arte l’unica alternativa all’eterna insoddisfazione…che divorava le mie giornate di adolescente creativa e infelice. Tutto mi sembrava non adeguato,qualsiasi cosa facessi ,ce n’era un altra che avrei dovuto fare…sempre spaccata fra due mondi : da una parte genio e sregolatezza, dall’altra necessità di ordine e struttura. E quando Saturno si affacciò nella mia quinta casa per la prima volta nella mia vita..fu una vera tragedia.. di cui ancora oggi porto i segni… Mi sentivo diversa, straniera a questa terra, incompresa. Non capivo dove era il conflitto (e nel frattempo distruggevo ogni mia opera d’arte,che fosse una poesia,un quadro,una scultura…) Poi un giorno incontrai queste parole … e le registrai come  il viaggio verso la consapevolezza.Tutto cominciò con questo brano..anche il mio innamoramento per l’Astrologia Psicologica/Umanistica ( che divenne poi nel tempo amore profondo! ).

Contatti di Saturno-Nettuno

“L’ ARTE DI RUBARE IL FUOCO” Liz Greene

mascheraPotresti talvolta sentirti profondamente infelice,depressa e malinconica e potresti provare un notevole grado di sofferenza per via di quel senso di disillusione e di compromesso o distruzione dei tuoi sogni quando Saturno in transito colpisce questa quadratura natale tramite un aspetto difficile.[..]Il tuo quadrato garantisce che il ciclo di saturno solleverà sempre temi nettuniani(la brama per l’eternità,la resistenza a incarnarsi,il desiderio di fusione) unitamente alla sfida Saturniana della separazione. Ciò significa che probabilmente proverai una qualità particolare di dolore emotivo, poiché la separazione è molto difficile per Nettuno e c’è spesso una grande stanchezza del mondo e tristezza nell’ambito di questa combinazione di pianeti. Eppure Saturno-Nettuno è anche conosciuto come l’aspetto dell’artista,per via del profondo bisogno di trasporre nel mondo della forma immagini eterne. Penso che questa quadratura natale,quando viene attivata da un transito di Saturno,possa renderti intensamente consapevole della divergenza tra l’immaginazione e la realtà fisica e che potrebbe approfondire e accrescere il tuo senso di un universo con molti livelli. Potrebbe spingerti a fare un lavoro creativo come ponte per superare tale divergenza .Essa acuisce il conflitto tra mortalità ed eternità. C’è spesso un senso molto acuto di questa divisione nelle persone con Saturno-Nettuno,anche con il trigono e il sestile. […]Credo che l’immagine dei castelli di sabbia sia molto appropriata. Il dolore e la delusione che provi sono probabilmente proporzionali all’intensità del tuo idealismo e alla irrealtà delle tue aspettative. Un contatto natale Saturno-Nettuno può rispecchiare una tendenza ad oscillare dall’aspettarsi troppo all’aspettarsi troppo poco. Uno si muove da uno stato d’estasi(Ho trovato la persona!) a uno stato di cinismo(prima o poi tutti mi abbandonano!). I transiti di Saturno sicuramente evocano quest’ultima risposta. Uno può,naturalmente,smettere di cercare di fare castelli di sabbia permanenti,ed entrare nello spirito di costruirli per il piacere di farlo e di lasciarli andare quando giunge l’alta marea. A Saturno piace costruire i

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Quella triste notte buia dell’Anima..

ARTICOLI DI PSICOLOGIA

“Questa società non è ammalata nella Psiche,questa società è ammalata nell’Anima”
https://aironidicarta.files.wordpress.com/2012/07/buio.jpg?w=676.
La notte buia dell’Anima di Roberto Assagioli

Lo sviluppo spirituale dell’uomo è un’avventura lunga e ardua, un viaggio attraverso strani paesi, pieni di meraviglie, ma anche di difficoltà e pericoli.

Esso implica una radicale purificazione e trasmutazione, il risveglio di una serie di facoltà ancora inattive, l’elevazione della coscienza a livelli mai toccati prima e il suo espandersi lungo una nuova dimensione interna. Non dobbiamo meravigliarci perciò che un cambiamento così grande si svolga attraverso vari stadi critici, non di rado accompagnati da disturbi neuropsichici e anche fisici (psicosomatici). Questi disturbi, possono apparire all’osservazione clinica ordinaria, uguali a quelli prodotti da altre cause, ma in realtà hanno significato e valore del tutto diversi e devono di conseguenza venir curati in modo differente. Attualmente poi i disturbi prodotti da cause spirituali, vanno divenendo sempre più frequenti, poiché il numero di persone che, consciamente o inconsciamente, sono assillate da esigenze spirituali va divenendo sempre maggiore. Inoltre, a causa della maggiore complessità dell’uomo moderno e particolarmente degli ostacoli creati dalla sua mente critica, lo sviluppo spirituale è divenuto un processo interiore più difficile e complicato.
Per questa ragione è opportuno dare uno sguardo generale ai disturbi nervosi e psichici che possono insorgere nei vari stadi dello sviluppo spirituale, e offrire qualche indicazione riguardo ai modi più adatti ed efficaci per curarli.
In generale, nel processo di realizzazione spirituale si possono osservare cinque stadi critici:
1 – Le crisi che precedono il risveglio spirituale;
2 – Le crisi prodotte dal risveglio spirituale;
3 – Le reazioni che seguono al risveglio spirituale
4 – Le fasi del processo di trasmutazione;
5 – La “notte oscura dell’anima”.

1 – Crisi che precedono lo sviluppo spirituale:

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Fabrizio Carotti- Notte oscura dell’anima

Per ben comprendere il significato delle singolari esperienze interiori che spesso precedono il risveglio dell’anima, occorre ricordare alcune caratteristiche psicologiche dell’uomo ordinario. Questi, più che vivere, si può dire che si lasci vivere. Egli prende la vita come viene; non si pone il problema del suo significato, del suo valore, dei suoi fini. Se è volgare, si occupa solo di appagare i propri desideri personali: di procurarsi i vari godimenti dei sensi, di diventare ricco, di soddisfare la propria ambizione. Se è d’animo più elevato, subordina le proprie soddisfazioni personali all’adempimento dei doveri familiari e civili che gli sono stati inculcati, senza preoccuparsi di sapere su quali basi si fondino quei doveri, quale sia la loro vera gerarchia, ecc. Egli può anche dichiararsi religioso e credere in Dio, ma la sua religione è esteriore e convenzionale, ed egli si sente a posto quando ha obbedito alle prescrizioni formali della sua chiesa e partecipato ai vari riti. Insomma, l’uomo comune crede implicitamente alla realtà della vita ordinaria ed è attaccato tenacemente ai beni terreni, ai quali attribuisce un valore positivo; egli considera la vita ordinaria fine a sé stessa, e anche se crede a un possibile paradiso futuro, desidera comunque andarci… il più tardi possibile. Ma può avvenire, che quest’uomo ordinario venga sorpreso e turbato da un improvviso mutamento nella sua vita interiore. Ciò può..

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URANIDE LA CITTÀ DEL RISVEGLIO

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« Due strade divergevano in un bosco, ed io
—Io presi quella meno battuta,
E questo ha fatto tutta la differenza »
(Robert Frost, The Road Not Taken, 1916)

A quel bivio vogliamo incontrarvi….per  camminare insieme verso il risveglio

“Come posso mettere insieme in un’immagine coerente i pezzi della mia vita? Come posso rintracciare la trama di fondo della mia storia?Il corso della tua vita è stato descritto al futuro anteriore.

“Per scoprire l’immagine innata dobbiamo accantonare gli schemi psicologi generalmente usati – e per lo più usurati. Essi non rivelano abbastanza. Rifilano le vite per adattarle allo schema: crescita come sviluppo, una fase dopo l’altra, dall’infanzia attraverso una giovinezza tormentata fino alla crisi della mezza età e alla vecchiaia, e infine alla morte. Mentre procedi, un passo dopo l’altro, attraverso una mappa già tutta disegnata, ti ritrovi su un itinerario che ti dice dove sei stato prima ancora che tu ci sia arrivato, o nella media di una statistica calcolata da un attuario per conto di una compagnia di assicurazioni. Il corso della tua vita è stato descritto al futuro anteriore.”

“Oppure, invece della prevedibile autostrada, sarà il “viaggio” fuori dagli itinerari battuti, in cui si accumulano e si scartano episodi senza un disegno, e gli eventi sono frantumati come in un curriculum vitae organizzato esclusivamente sulla base della cronologia: prima ho fatto Questo, poi Quest’altro. Una vita simile è come una narrazione priva di trama, tutta imperniata su una figura centrale sempre più tediosa, “io… io… io”, che vagola nel deserto dei “vissuti” senza più linfa.”

(James Hillman, Il codice dell’anima)

“Nel mezzo del cammin di nostra vita/mi ritrovai per una selva oscura/ché la diritta via era smarrita./Ahi quanto a dir qual era è cosa dura/esta selva selvaggia e aspra e forte/che nel pensier rinova la paura!” (Inferno,Canto I-)
Dante “nel mezzo del cammin della sua vita” si ritrova, senza sapere come, “in una selva selvaggia ed aspra e forte”, ma proprio in essa egli trova un bene. Infatti, errando in quella selva giunge ai piedi di un colle, guarda verso l’alto e vede che esso è illuminato dal Sole. In questa semplice allegoria viene simboleggiata in rapida sintesi tutto ciò che riguarda le prime fasi dello sviluppo spirituale. La selva selvaggia rappresenta non solo..la vita viziosa dell’uomo ordinario, ma anche, e soprattutto, lo stato speciale di disagio, di sofferenza acuta, di tenebra interiore che suole precedere il risveglio spirituale.(R.Assagioli)

PERCHÈ URANIDE LA CITTÀ DEL RISVEGLIO?

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In Astrologia “LA CHIAMATA, IL RISVEGLIO sono scanditi da tempi precisi in linea con i transiti di Urano sul Sole e sulla Luna.  Urano ,colui che risveglia il Dormiente, la coscienza intorpidita dal sovrapporsi di cliché comportamentali acquisiti che ci impediscono di vedere il nostro vero cammino.. ma quando l’Anima chiama il Maestro risponde.. E Urano rappresenta il passaggio obbligato che ognuno di noi deve fare quando la coscienza per andare avanti ha bisogno di nuove informazioni che arrivino dai contenuti dell’inconscio. Irrompe nello status quo creato da Saturno, soprattutto quando la nostra vita non è in linea con la nostra AUTENTICITÀ. Si potrebbe definire la PORTA DELL’INCONSCIO. Nel progetto dell’IO, Saturno rappresenta la “barriera del super-io” che impedisce per tutto il tempo

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Dal Dolore alla Gioia: con Ilario e Roberto Assagioli

È meglio per il cuore umano piangere e consolarsi, che cessare, non piangendo, di
essere un vero cuore umano.
S. AGOSTINO

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Quando arriviamo allo stadio in cui è avvenuto il perfetto accomodamento tra il finito che è in noi e l’infinito, il dolore stesso diviene un capitale prezioso; esso è la misura con cui stimiamo il vero valore della nostra gioia. Il più importante insegnamento che si può ricavare dalla vita consiste non già nel riconoscere l’esistenza del dolore in questo mondo, ma nel comprendere che dipende da noi il convertirlo in grande beneficio e in altrettanta gioia. E ciò può effettuarsi soltanto quando noi comprendiamo che l’io individuale non costituisce lo scopo supremo del nostro essere, ma che in noi v’è l’Essere Universale il quale è imperituro, non teme la morte e la sofferenza e considera il dolore soltanto come l’altro aspetto del piacere… Poiché il dolore è la vestale consacrata al sacrificio dell’immortale perfezione; quando prende il suo vero posto davanti all’altare dell’infinito, allontana il bruno velo e scopre il volto a chi la contempla come una rivelazione di gioia suprema. (TAGORE)

DAL DOLORE ALLA PACE

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Libro di Ilario Assagioli

“Il valore umano di questo volume è dato, oltre che dal contenuto, dal fatto che esso è frutto di sofferenza reale e che il primo ad aver attinto aiuto dalle sue pagine è il compilatore stesso. Suo scopo immediato è, come ho detto nella dedica, quello di aiutare ad accettare e vincere il dolore, riconoscendone la funzione purificatrice ed elevatrice. Però esso si rivolge,non meno che a chi soffre fisicamente o moralmente,ad un’altra ed ampia categoria di persone: agli insoddisfatti, a coloro che si sentono a disagio nella vita comune, piena di cose piacevoli ma vuote, e che cercano qualcosa di meno effimero e di più profondo, qualche base salda e duratura su cui fondare la propria dimora interna. Ed oggi che i disorientati e gli insoddisfatti sono più numerosi che mai, il riflettere su certe verità eterne, presentate in forma varia dai grandi spiriti di ogni tempo e nazione, può far apparire meno lontana la prima mèta di ogni realizzazione spirituale, la rivelazione del Sé interiore, del proprio Centro spirituale.Affinché ciò avvenga,bisogna che alla lettura dei precetti segua la loro attuazione; infatti, per dirla con i cinesi, “l’insegnamento che entra solo nell’orecchio è come un pasto consumato in sogno”.E i pasti sognati non sono molto nutrienti!”

di ILARIO ASSAGIOLI

Figlio del grande Roberto Assagioli ,padre della Psicosintesi
(Arcobaleno di pensieri ,con introduzioni di Roberto Assagioli)

Parte prima:LA RICERCA

DAL DOLORE ALLA MEDITAZIONE,

introduzione di Roberto Assagioli

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Si può dire che dolore e pace sono i due punti estremi della traiettoria che l’uomo percorre nel corso della sua evoluzione interna, da quando comincia ad acquistare una vera coscienza di se stesso fino a quando giunge ad unirsi in modo volenteroso con la Vita universale, ad inserirsi armonicamente nei ritmi cosmici.Durante la maggior parte del lungo pellegrinaggio sulla via evolutiva il dolore è, in qualche misura, inevitabile. Esso ha funzioni utili, anzi preziose e necessarie. Tali funzioni sono molteplici; ma ve ne sono quattro principali e particolarmente benefiche.

Nei primi stadi della evoluzione umana ,ma in qualche misura anche in quelli successivi, soltanto, o soprattutto, il dolore vale a scuotere l’uomo da un passivo adagiamento, dalle comode “routines”, dalla sua fondamentale pigrizia mentale e morale, dal suo ristretto egocentrismo. Il “buon dolore”, nelle sue numerose e svariate forme, lo induce, lo obbliga a “svegliarsi”, a suscitare le proprie energie latenti, a volere e a metter in valore i suoi “talenti”.

La seconda funzione benefica del dolore è in un certo senso inversa della prima: è quella di svincolare l’uomo da attaccamenti eccessivi a cose o persone; di affrancarlo dalla schiavitù in cui lo tengono i suoi istinti, le sue passioni, i suoi desideri; di impedirgli di commettere nuovi errori e nuove colpe. Questa è dunque una funzione purificatrice e liberatrice.

La terza funzione del dolore, collegata con la precedente, è quella di indurre l’uomo a disciplinarsi, a dominare le incomposte energie istintive, emotive, mentali che si agitano in lui; a ordinarle ed organizzarle, in modo che esse divengano costruttive e non distruttive; a trasformarle, incanalarle, utilizzarle per attività feconde, e benefiche, per fini elevati ed umanitari. Ciò richiede un’energica e assidua “azione interna”; ma i mirabili risultati che se ne ottengono compensano ampiamente della fatica. Il possesso di sé, il senso di sicurezza  e di potenza nel proprio reame interiore danno profonde e durevoli soddisfazioni. E l’ordine significa armonia e bellezza.

Infine il dolore induce, obbliga al raccoglimento, alla riflessione, alla meditazione. Esso ha il prezioso e necessario ufficio di richiamarci dalla vita volta all’esterno, dispersa e dissipata, superficiale e materialistica che troppo spesso conduciamo. Il dolore ci scuote, ci fa “rientrare in noi stessi”; arresta la nostra corsa affannosa; ci fa volgere lo sguardo al di dentro e verso l’alto. Così noi cominciamo veramente a pensare, a porre a noi stessi i grandi problemi della vita, a cercar di trovarne la giustificazione, di comprenderne il significato, di intuirne lo scopo e la mèta. Allora cominciamo a creare il silenzio in noi stessi, a “interrogare”, a pregare, a invocare. Allora comincia il colloquio,il “dialogo” interno con un Principio, una Realtà superiore, con la nostra Anima profonda, con Dio… Continua a leggere

Luna Nettuno, l’elemento divino in noi attende

“E venni dal martirio a questa pace”
DANTE
(Paradiso, XV, 148)

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“Il Pellegrino Sacro è volontariamente esiliato dalla sua patria finché è imprigionato nella vita materiale insieme al suo “bambino” che non riconosce ancora la sua vera natura. Il bambino deve attraversare le strade e le vie secondarie della vita, delineate per lui dalla ruota della rinascita che egli continua a far girare perché non ha mai cessato di generare azioni causali e raccoglierne i suoi effetti. Questo “ciclo di necessità” continuerà finché egli sarà capace di risorgere dalla “caverna coperta”: l’irretimento nel lato materiale della sua natura.”

Nel frattempo, l’elemento divino in noi attende.

Se consideriamo l’uomo come un composto di corpo, anima e spirito, allora il pellegrino sacro, nel pensiero greco, è l’essenza umana che deve intraprendere il lungo e arduo compito di ritrovare se stessa. Ė come un pellegrino perché, esiliata dal suo stato originario di spiritualità ancora latente, si è imbarcata in un viaggio che attraverso il travaglio di molte esperienze la riporterà nuovamente alla sua antica patria, ma con la consapevolezza della sua innata purezza e qualità. Si può dire che dolore e pace sono i due punti estremi della traiettoria che l’uomo percorre nel corso della sua evoluzione interna, da quando comincia ad acquistare una vera coscienza di se stesso fino a quando giunge ad unirsi in modo volenteroso con la Vita universale, ad inserirsi armonicamente nei ritmi cosmici.
(The Sacred Pilgrim in Greek Thought di I. M. Oderberg)

Scoperto-un-nuovo-satellite-di-NettunoQuesto breve passaggio ci mette in sintonia con il valore più assoluto che Nettuno chiede alla Luna il cui mondo emozionale appartiene all’Universo. La Luna-Nettuno come un artista ha bisogno di spingersi oltre i propri confini materiali e ha dalla sua tutta la vita per imparare a farlo! La Luna legata a Nettuno indica l’accesso diretto a una miniera di saggezza a cui la persona può attingere quando sono particolarmente necessarie intuizioni e risorse interiori. William Blake, nato con la Luna in Cancro nella 12a casa riteneva che l’artista, non il prete rappresentasse il nostro legame più stretto con Dio,e nel poema “Gerusalemme”sviluppò il tema del suo ruolo di mediatore:

“ Non conosco riposo, per la mia grande missione! Dischiudere gli Eterni Mondi,aprire gli Immortali Occhi dell’Uomo ai Mondi del Pensiero”.

I pianeti che fanno aspetto con la Luna, ci parlano di come abbiamo vissuto la nostra infanzia, di quali condizionamenti abbiamo ricevuto, di come ci prendiamo cura di noi stessi e degli altri, di come ci piace essere nutriti coccolati gratificati…ma soprattutto descrivono molto bene come interpretiamo le nostre Emozioni. La Luna ha a che fare con l’anima,è il luogo della nostra intimità,la nostra casa interna ed esterna dove noi esprimiamo maggiormente tutto il nostro tessuto emotivo. La Luna ci parla del clima che abbiamo respirato in casa, di come cercheremo di ricostruire quel clima per sentirci protetti…se…ci siamo sentiti “protetti”! Se abbiamo Luna/Nettuno vuol dire che sicuramente già nella prima infanzia e nel rapporto con nostra madre noi abbiamo incontrato Nettuno.Il tipo di aspetto che forma ci dirà se è stato facile portare dentro questa qualità di nostra madre, se l’abbiamo introiettata e riconosciuta, se è diventata una nostra modalità di espressione, o se la proietteremo.

goccieLa capacità delle Lune Acqua di cogliere le atmosfere più sottili che le circondano è il loro più grande dramma: sono sempre molto sensibili e capaci di “sentire” le energie emotive che circolano nell’ambiente. Spesso si ritrovano depresse tristi arrabbiate senza sapere perché. Mettere le distanze tra ciò che è personale e ciò che proviene dall’esterno diventa dunque fondamentale e dovranno lavorare duramente per imparare a mettere i giusti confini e proteggersi dall’invischiamento emotivo.. Una situazione in cui può trovarsi infatti la Luna Nettuno è quella di ingannarsi frequentemente su quello che percepisce l’altro,costruisce una serie di falsazioni inconsce di cui deve prendere coscienza. Non è razionale questo sentire non si basa su nessun fondamento logico, è come dire:”se lo sento io..lo senti anche tu!”. La Luna percepisce cose che non appartengono ai cinque sensi, le persone lunari infatti sono fortemente sensitive, ma dovranno usare questo dono con discernimento e imparare a prendere le distanze da ciò che “è vero” come sensazione, a ciò che invece proviene dalla convinzione di non sbagliare mai (tipico dell’acqua).
Tutte le lune in acqua hanno questa capacità (compresa la Luna/Plutone), ma con Nettuno tutto diventa più universale, Nettuno è empatico, tende a sentire il dolore del mondo intero e se è successo qualcosa, se l’altro non sta bene, scatta il bisogno imperante di aiuto, negando costantemente i propri bisogni. Per questo occorre avere dei confini solidi (Saturno), altrimenti tutto fa male, tutto fa soffrire, dal piccione morto in strada al problema della fame nel mondo, in un paradosso esistenziale. Il dolore degli altri ti investe ti devasta e non ti appartiene! La luna Nettuno è capace di deformare la realtà, per andare incontro a quella sublime necessità di vedere il bello in ogni cosa,in un delirio COSTANTE di PERFEZIONE di cui rimane vittima. Abbellire ciò che ha intorno ignorando la realtà e la verità diventa una necessità, un bisogno costante di ignorare le BRUTTURE DEL MONDO E DELLE EMOZIONI. Ha bisogno di cogliere Continua a leggere

Il concetto di Archetipo in Jung

ASTRI E CONTRASTI :

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archetipi4Abbiamo utilizzato la parola “Archetipo” molto spesso negli ultimi anni ma nel significato che crediamo di aver compreso manca a volte quel particolare  approccio  scientifico, necessario per far si che non si cada trappola di   personali convincimenti o interpretazioni del tutto “casalinghe”

Ma cos’è ? Chiariamo prima di tutto il significato principale,dello stesso Jung.

Archetipo
Termine che nella teoria psicoanalitica di Carl Gustav Jung si riferisce a una rappresentazione mentale primaria, che fa parte dell’inconscio collettivo e si manifesta in simboli presenti in tutte le culture e in ogni epoca storica. L’archetipo è il prodotto delle esperienze primordiali dell’umanità relative agli aspetti fondamentali della vita. Non è possibile entrare in rapporto diretto con l’archetipo, ma si possono percepire i suoi effetti, come immagini simboliche, in ogni genere di manifestazione psichica: sogni, sintomi nevrotici, visioni, arte, fantasia, prodotti dell’immaginazione libera, oltre che nei miti, nelle fiabe e nella religione.Gli archetipi che rappresentano le strutture psichiche di base si sono sviluppati come nuclei psichici separati; essi sono la Madre, il Senex, il Puer, l’Ombra, la Persona, l’Anima, l’Animus e il Sé.(…)
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Leggiamo ora insieme l’ articolo che segue,ragione di questo post, del Dr. Alessandro Raggi pubblicato sul sito MEDICIITALIA

Il concetto di Archetipo in Jung

archetipi

Jung fornisce due principali versioni della nozione di archetipo, che solo apparentemente sembrano distanti.

La prima è un’ipotesi fenomenologica, mentre la seconda viene identificata come mitologica; vedremo come questi aspetti si compenetrano a vicenda.

L’archetipo, difficilmente può essere liquidato con una sorta di definizione, che renderebbe statico un qualcosa che invece è estremamente vivo e mobile e per sua stessa natura difficilmente traducibile sotto forma di linguaggio. Per cui, il nostro compito risulta particolarmente arduo. All’archetipo, si può accennare, gli si può girare attorno, ma non lo si riesce a definire, ne a delimitare.Esiste nell’uomo una distinzione tra sviluppo filogenetico e sviluppo ontogenetico, riscontrabile nel rapporto tra RNA e DNA. Il DNA, in quanto genoma di specie, non determina i caratteri ereditari, ma predispone. Sarà poi l’iterazione tra caratteri genetici e stimoli ambientali a produrre una singolarità individuale attraverso l’apprendimento.Il modo innato nel quale un bambino impara a respirare ed a reagire agli stimoli ambientali, è in via di principio simile al modo in cui un pulcino esce dall’uovo senza necessità di apprendimento, o al modo in cui le anguille trovano la strada per le Bermude, le anatre si dispongono in volo simmetrico e le rondini seguono la via verso il caldo durante le migrazioni: questi sono tutti esempi forniti dallo stesso Jung di pattern di comportamento, ereditati ed innati. Dal punto di vista ereditario, esiste per Jung una risposta psichica necessitata a determinate situazioni, che si ripetono per ogni singolo essere umano, e si riattualizzano nella vita dell’individuo.Come troviamo una parte filogeneticamente stabile nella struttura biologica dell’uomo, che fa sì che vengano a formarsi i reni, o il tessuto muscolare, secondo caratteristiche comuni nella specie, così sul piano psichico sono rintracciabili dei motivi tipici, che caratterizzano le esperienze fondamentali della vita umana, dal concepimento fino alla morte.

Come giustamente fa notare Jung,“a nessun biologo verrebbe in mente di supporre che ogni individuo acquisisce da capo, ogni volta, il suo modo generale di comportarsi”.

A questo punto, sarebbe solo un esercizio intellettuale domandarsi se l’archetipo sia un qualcosa di tangibile e visibile, come può esserlo il sistema nervoso centrale, oppure una metafora.La manifestazione psichica della vita, qualunque sia la sua origine, non necessita di alcuna dimostrazione, poiché è sperimentabile empiricamente.La funzione fenomenologica delle manifestazioni archetipiche, è rintracciabile sempre ed in ogni individuo.L’errore del metafisico, consiste nell’attendersi una risposta esperienziale da una conoscenza unicamente razionale. Questo salto logico, lo rende destinato a cadere inevitabilmente in un grosso equivoco, quando cerca di riprodurre una conoscenza empirica dopo una dimostrazione razionale.La descrizione Junghiana della natura dell’archetipo, è basata unicamente su dati empirici e facilmente riscontrabili; per cui l’archetipo, può a buona guisa essere interpretato anche come una metafora (come sostiene M.Trevi); ciò non ne sminuisce gli effetti. Così come metafore esplicative sono le tre strutture (Io, Es, Super-Io) psichiche Freudiane, ma ciò non cambia di molto la finalità della nostra indagine, che resta appunto empirica.Se le manifestazioni archetipiche vengono ereditate, come viene ereditata dal punto di vista filogenetico la struttura cerebrale, che di questa ne costituiscono l’aspetto più propriamente psichico, gli archetipi in sé non sono ne ereditabili ne conoscibili, in quanto rappresentano una predisposizione, la cui manifestazione è differente a seconda del tempo, del contesto e dell’individuo.L’unità psicofisica dell’uomo, è ormai un’acquisizione comunemente accettata (tranne che in alcuni casi che vedremo), ed in questo l’archetipo può configurarsi come quel ponte psicofisico che riconosce in se l’aspetto biologico e l’aspetto psichico della natura umana.Le due componenti, non possono in alcun modo scindersi, pena il ritorno ad una concezione cartesiana dell’uomo. Anzi, cogliamo qui tutta la limitatezza dell’espressione linguistica, chiamando un’unità indissolubile: “componenti”.In realtà, come non ci è possibile cogliere la natura corpuscolare ed insieme ondulatoria della luce, così non ci è dato soffermarci in maniera univoca su un solo aspetto dell’archetipo.

Possiamo pensare all’archetipo come ad un vaso. Il contenuto del vaso, è sì necessitato dalla struttura formale del contenitore, ma non deve essere necessariamente lo stesso. Un contenitore vaso, può contenere diversi tipi di contenuti vasoformi”.

Se volessimo cercare ulteriori analogie, possiamo trovarle in ciò che è determinato in natura nella forma e non nel contenuto. L’esempio adottato da Jung, è quello del sistema assiale del cristallo di neve: il cristallo è già preformato nella sua configurazione madre, senza possedere una materiale esistenza. Questa esistenza si manifesta nell’agglomerarsi degli ioni e poi delle molecole. Il sistema assiale, determina soltanto la struttura stereometrica, non la forma del singolo cristallo. L’archetipo alla stessa maniera presenta un nucleo significativo invariabile, che ne determina la maniera di presentarsi in linea di principio, ma non concretamente.Le esperienze della nascita, del rapporto con i genitori, lo sviluppo, l’incontro con l’altro sesso, la morte, rappresentano una costante per ogni essere umano, da sempre. Il ripetersi di queste coincidenze, ha generato una base comune, psichica, della quale siamo tutti portatori.Le rappresentazioni di questi trascorsi, dei modelli primordiali del comportamento umano, sono divenuti elementi immaginali, costituenti la base psichica comune dell’uomo.