Analisi AstroPsicoMitologica ”MAFIA CONTRO STATO”

Prima Parte

SCONTRO TRA TITANI: ”MAFIA CONTRO STATO”.

I Doni degli Dei: “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.

di FEDERICA PASTORE

Vincitrice del concorso “Voci Nuove” dell’Astrologia Italiana

“Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro.

( Repubblica X )

Una volta, in un film, sentii questa affermazione: ”Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.1 Chi di noi non ha mai sognato, anche solo per un momento, di avere un grande potere, o meglio, un “super potere” che si riceve per caso, a causa del destino oppure per scelta? Questo potere può esser visto come un dono che noi dobbiamo decidere come usare; un “dono divino” di cui il nostro Daimon ci chiede di assumerci la responsabilità.

 Il nostro angelo custode, o semplicemente il nostro spirito guida, ha una sua volontà: ci obbliga, in senso lato, ad assecondare l’anima che ha necessità di seguire il suo cammino:“Ciascuna persona viene al mondo perché è chiamata”2. Questo Platone ce lo racconta nel “mito di Er”, nella sua opera più conosciuta “La Repubblica”. “Non sarà il dèmone a scegliere voi, ma voi il dèmone”3: noi siamo ciò che abbiamo scelto di essere, un’anima che dopo essere stata immersa nel “Lete”, non ricorda il motivo per cui sceglie un determinato viaggio, e affronterà infinite prove seminate durante il suo percorso terreno per riuscire a ricollegarsi al suo “codice” perché: “La virtù non ha padroni; quanto più ciascuno di voi la onora, tanto più ne avrà; quanto meno la onora, tanto meno ne avrà. La responsabilità, pertanto, è di chi sceglie. Il Dio non ne ha colpa”.4

Tutti noi dunque inseguiamo un’immagine unica per far sì che la nostra vita sia autentica e vissuta al massimo delle sue potenzialità e, quando non siamo in linea con essa, una voce interna ci suggerisce di riprendere il giusto sentiero, quello che la nostra anima in principio ha scelto. Ma quindi il carattere, così come dice Eraclito, è già prestabilito secondo il destino oppure noi abbiamo alternative, direzioni diverse da prendere? È solo l’ambiente che fa la differenza? E allora “come agisce il libero arbitrio”? Potremmo rispondere a queste domande citando James Hillman, secondo cui siamo tutti attori di una commedia già scritta e definita: “…rechiamo impressa fin dall’inizio l’immagine di un preciso carattere individuale dotato di taluni tratti indelebili…?”5. Io credo che ogni scelta che noi facciamo nella nostra vita abbia una conseguenza, e qualunque essa sia ce ne dobbiamo assumere la responsabilità. La storia che racconto oggi è la lotta tra due Titani che rappresentano due fazioni opposte: il bene ed al male, lo Stato contro la Mafia.

I Titani nel mito greco erano gli Dei sin dall’inizio dei tempi, figli di Urano e Gea. Si racconta che fossero mostruosi e che Urano, appena nati, li abbia scagliati nelle profondità della terra. Nelle vecchie scritture si riporta che questi avevano l’aspetto degli esseri umani ma che fossero molto più alti. Fu fu la stessa Gea, madre dei Titani, a chiedere a questi di ribellarsi contro Urano. Solamente Crono o Saturno che dir si voglia, il più giovane, accettò di farlo e quindi evirò suo padre liberando i suoi fratelli. Tutto parte da un mito ed i miti, che sono storia, insegnano.

Vi ricordate quando li studiavamo a scuola? Vi erano degli eroi, favoriti dagli Dei, cui vennero dati dei doni: ad Ercole venne data la forza sovrumana per poter espiare i suoi peccati tramite le Dodici Fatiche; Ulisse, armato di astuzia e ingegno, fu aiutato da Atena con uno stratagemma a riprendersi il suo regno invaso dai Proci; a Perseo, il favorito di Zeus, vennero dati i sandali di Mercurio, lo scudo di Atena e l’elmo di Ade che rende invisibili con i quali uccise la gorgone Medusa.

Ci si potrebbe dunque chiedere: questi eroi hanno avuto scelta? Platone ci dice di sì nel suo mito: le moire Lachesi, Cloto e Atropo, sono le testimoni della scelta del destino:”… Làchesi a ciascuna assegnava come custode della sua vita ed esecutore della sua scelta il demone che si era preso”6 (Repubblica X 620e).

Quale demone hanno scelto gli eroi del nostro viaggio il cui destino assomiglia molto a quello che il mito racconta? La guerra dei Titani contro Zeus, infatti, sappiamo che finì con la sconfitta degli stessi che vennero gettati nel Tartaro. Fra i Titani dunque non ci sono vincitori; così come non ci sono vincitori in questa triste storia, di vita vera e di dramma, di dolore, di uomini d’onore, chi nel bene e chi nel male. Da un lato i veri eroi: uomini che hanno sacrificato la loro vita per combattere una piaga che porta il nome di Mafia; uomini coraggiosi, che hanno vissuto con una forza del cuore fuori dal comune, convinti delle loro idee, che hanno lottato per un mondo libero da ogni sopruso: “Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra, di faide e di famiglie sparse come tante biglie..”.7 I loro nomi, dopo tanti anni, non solo sono entrati nella storia, ma sono soprattutto stati incisi nei nostri cuori.

Alcuni fra i più grandi che conosciamo sono: Carlo Alberto Dalla Chiesa, Fondatore del “Nucleo Speciale Antiterrorismo”, nominato Prefetto in Sicilia per combattere Cosa nostra. Morì a Palermo in un attentato mafioso, assieme alla moglie ed il suo agente di scorta.

Rocco Chinnici, grande magistrato italiano, legato all’idea dell’istituzione del “pool antimafia” che diede una svolta decisiva nella lotta alla mafia.

 Giovanni Falcone e Paolo Borsellino altri due grandi magistrati, fecero tremare i vertici di Cosa Nostra, assassinati entrambi: uno nella strage di Capaci il 23 maggio del 1992, l’altro nella strage di Via D’ Amelio il 19 luglio 1992. Tutti morti per un ideale di giustizia di cui ci hanno lasciato un grande esempio, uccisi da un altro esercito di “uomini d’onore, i devoti di “Cosa Nostra” “…che su un’ isola di sangue  fra tante meraviglie, fra limoni e fra conchiglie massacra figli e figlie”.8 Bestie armate di rabbia e forgiate nel dolore, unite da un patto di sangue e morte; fautori del loro destino, machiavellici, freddi, che senza paura e senza indugio marciano verso i loro obbiettivi, eliminando dalla loro strada chiunque li intralci. Questi “uomini d’onore” credono fortemente in un codice fatto di silenzi, di violenza e soprattutto di regole e portano nomi che al solo pronunciarli la paura assale. Tra questi: Stefano Bontate, uno dei boss delle “cosche” mafiose di Palermo, ucciso da Riina insieme ai restanti vecchi capi della “cupola”; con la sua morte si diede inizio alla “Seconda guerra di Mafia”; Leoluca Bagarella, amico, complice, e cognato di Salvatore Riina, morì in un conflitto a fuoco con il boss Michele Cavataio che passerà alla storia come “La strage di viale Lazio”; Luciano Leggio detto anche “Lucianeddu”, “mentore” di Riina e futuro reggente della cosca Corleonese, dopo il suo arresto finì i suoi anni in carcere; Bernardo Provenzano, amico di infanzia e in seguito l’uomo più fidato di Totò, dopo la cattura di Riina divenne lui il nuovo reggente di Cosa Nostra; Tommaso Buscetta, detto il boss “dei due mondi”, è stato un mafioso, e in seguito un “collaboratore di giustizia”; ed infine lui, il ”Capo dei Capi, Salvatore Riina che, dotato di un grande carisma,  portò al cambiamento radicale ”Cosa Nostra”, trasformandola definitivamente in un’associazione di paura e di terrore. 

Le radici di questo “male” sono assai profonde: le prime notizie che si hanno sulla nascita di “Cosa Nostra” risalgono alla prima metà dell’ Ottocento, dove discendenti dei “servi” del feudatario fondarono un nuovo gruppo sociale: i Gabellotti. Questi erano figure tiranniche legate all’ amministrazione del terreno e che, in maniera spregiudicata, si rifacevano sulla pelle dei contadini con l’aiuto dei cosiddetti Campieri che attuavano con crudeltà il compito di seguire l’ andamento dei lavori e la riscossione degli affitti, anche con la forza. Ad oggi le cose sono ancora così.

Lo scenario in cui si muovono le vite dei nostri personaggi sono le terre calde di Sicilia, che Tolomeo, nella sua Tetrabiblos, ipotizza essere del segno del Leone, e i cui  abitanti sono “più inclini al comando, generosi e pronti ad associarsi”10. È proprio nell’ ombra del segno del Sole che  si ergono i vigliacchi di una tirannia assoluta che porta il nome di Mafia: uomini senza scrupoli che regnano incontrastati su una terra dove la legge dello Stato sembra molto lontana, una terra abbandonata a se stessa dove regna sovrana la Paura e l’Omertà. Tuttavia, Giovanni Falcone ci insegna che: “Chi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e cammina a testa alta muore una volta sola”11

Ed ecco rappresentato lo scontro fra Titani: i Capi Mafia contro i Magistrati, due rette parallele che non si incontrano mai ma che viaggiano nella stessa direzione; stessa importanza, stesso potere ma usato diversamente. Entrambi emanano carisma e “rispetto”, dotati di un forte carattere, entrambi hanno ricevuto dagli Dei un dono speciale, utilizzato in maniera diversa, sono destinati a fare la differenza, con vite totalmente diverse, stesso territorio, diverse famiglie, diversa l’ educazione, diverso lo stato sociale. Due esempi per tutti, due contraltari, emblema di questo scontro: Giovanni Falcone, e Salvatore Riina.

A volte si è troppo innocenti per dischiudere il “vaso di Pandora”, liberando le atrocità che esso nasconde, e sia Riina che Falcone lo aprirono per guardare in faccia i loro “mostri” interni: Riina dopo l’apertura del vaso permise che il suo cuore diventasse un luogo deserto ed inospitale; Falcone al contrario fece di quei “mali” un insegnamento, tenendo stretto a se la “speranza” di un mondo migliore.

L’uno è l’ombra dell’altro: un Toro e uno Scorpione, un magistrato e un mafioso, opposti per etica e scelte di vita; uno servitore della sua patria, l’altro servitore di un associazione a delinquere  e della sua brama di potere. Jung diceva che per incontrare noi stessi dobbiamo contattare  la nostra “ombra”, quella parte che vive dentro di noi e che teniamo nell’oscurità; la combattiamo, attuando dei processi di difesa come la rimozione, la negazione perché percepita come qualcosa di negativo; e di sicuro l’incontro-scontro fra  Riina e Falcone rappresenta proprio questa dicotomia che l’astrologia spiega benissimo. Sembra proprio che il destino abbia giocato bene le sue carte.  

(continua…) https://astriecontrasti.com/2021/04/11/analisi-astropsicomitologica-mafia-contro-stato2parte/#more-7755

Federica Pastore

Note
1) Spider-Man, pellicola, anno 2002
2) Hillman James, “Il codice dell’anima”, Gli Adelphi, 1997, cap.1, pag. 22
3) https://forumessenza.forumcommunity.net
4) https://www.lifegate.it/persone/stile-.di-vita/platone-daimon
5) Hillman James, “Il codice dell’anima”, Gli Adelphi, 1997, cap.1, pag. 18
6) https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/platone_daimon
7) Moro Fabrizio, “Pensa”, brano musicale, anno 2007
8) Vedi sopra ( nota 7)

10) Claudio Tolomeo, Le previsioni astrologiche (Tetrabiblos), a cura di Simonetta Feraboli, Mondadori, II, 3. 15, 16
11) https://www.frasicelebri.it/frasi-di/giovanni-falcone/
12) Falcone Maria e Mondo Monica, “Giovanni Falcone. Le idee restano”, San Paolo, 2017, cap. 1, pag. 17
13) Vedi sopra (nota 12, cap. 4, pag. 34)
14) Vedi sopra (nota 12, cap. 1, pag. 11)
15) https://www.frasicelebri.it/frasi-di/giovanni-falcone/
16) Buongiorno Pino, “Totò Riina. La sua storia”, Rizzoli, 1993, piatto posteriore del libro
17) Vedi sopra (nota 16, cap. 3, pag. 35)
18) Vedi sopra (nota 16, cap. 3, pag. 37)
19) Nunzy Conti, astriecontrasti.com/segni-solari/scorpione
20) https://www.frasicelebri.it/frasi-di/salvatore-riina/
21) Nunzy Conti, astriecontrasti.com/giove-plutone 28\06\2013
22) Vedi sopra (nota 21)
23) https://www.frasicelebri.it/frasi-di/giovanni-falcone/
BIBLIOGRAFIA/SITOGRAFIA
Falcone Maria e Mondo Monica
“Giovanni Falcone. Le idee restano”, San Paolo, 2017;
Falcone Giovanni e Padovani Marcelle,
“Cose di Cosa Nostra”, Rizzoli, 2018;
Buongiorno Pino,
“Totò Riina. La sua storia”, Rizzoli, 1993;
WikiMafia;
Wikipedia;
YouTube,
“Giovanni Falcone. C’era una volta Palermo”;
Nunzy Conti,
astriecontrasti.com/giove-plutone, 28 giugno 2013;
http://www.brigantaggio.net ;
Hillman James,
“Il codice dell’anima”, Gli Adelphi, 1997;
https://www.stateofmind.it/2017/01/jung-tema-doppio-psicoanalisi

@tuttiidirittisonoriservati

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