“NOSTRADAMUS INEDITO: RICOSTRUENDO IL SUO TEMA NATALE” di LAURA MALINVERNI

Approfondimenti della relazione tenuta al Convegno interdisciplinare di Astrologia e Scienze Evolutive “Conoscenze senza confini” del 26 maggio 2018 a Roma

(Seconda parte)

NOSTRADAMUS
Copia settecentesca di un ritratto di Nostradamus di autore ignoto

Il Tema natale di Nostradamus non ci è pervenuto, contrariamente a quelli di altri astrologi, occultisti o cabalisti dell’epoca, come Regiomontano, Cornelio Agrippa, Pico della Mirandola.

Abbiamo, tuttavia, riferimenti di prima mano sulla sua data e ora di nascita provenienti da storici contemporanei, tra i quali il figlio di Nostradamus, César, che fu anche suo biografo e ritrattista. A conferma di tali indicazioni, è interessante come, in una lettera inviata allo studente di legge Lorenz Tubbe, Nostradamus stesso faccia un riferimento diretto alla configurazione astrale più importante della sua genitura…

“Io sigillo queste [lettere] con la cera più tenace, imprimendo il mio anello sigillo, sul cui bordo c’è il mio nome: la figura del Sole tiene il luogo più alto, tre pianeti la parte più bassa…”

Nostradamus, lettera a Lorenz Tubbe del 15 ottobre 1561

Fonte primaria dei dati di nascita di Nostradamus è Jean Aimes (o Jean-Aimé)  de Chavigny, e il suo libro del 1594 “La Première face du Janus françois”. Nell’incipit si legge: Michel de Nostredame le plus renommé & fameuz qu’ait esté de long ciecles en la prediction qui se tire de la congnoissance, & iugement des Astres, nasquit en la ville de Sainct Remy en Provence l’an de grace 1503 un Jeudy 14 Decembre, environ les 12 heures de midy. Son pere fut Jacques de Nostredame Notaire du lieu, sa mere Renée de Sainct Remy …” Poco più avanti, alla pagina 8, l’autore ribadisce l’ora di nascita, circiter meridiem, ossia attorno a mezzogiorno.

A Jean-Aimé de Chavigny fa seguito il figlio di Nostradamus, César, che ne “L’Historie de Provence” ribadisce la data di nascita del padre:L’an MDIII le XIIII Décembre. Naissance de Michel de Nostredame pere de l’Auteur”.

INCIPIT NOSTRADAMUS
A sinistra, incipit dell’edizione del 1594 de “La première face du Janus françois” di Jean-Aimé de Chavigny, con l’indicazione del luogo, della data e dell’ora di nascita di Nostradamus. A destra, dettaglio della pag. 726 de “L’Histoire de Provence” di César de Nostredame (edizione del 1614), con l’indicazione a margine della data di nascita di suo padre.

La genitura di Nostradamus non ci è pervenuta: Luca Gaurico, nel suo “Tractatus Astrologicus” del 1552, che raccoglie più di duecento famose geniture, comprese quelle di astrologi e occultisti come Regiomontano e Agrippa, “dimenticò” Nostradamus, che pure era stato il suo successore alla corte francese: forse perché la fama di questi si sarebbe consolidata solo negli anni seguenti? Non pare, visto che pure Gerolamo Cardano, nella sua raccolta di geniture, che ha una data posteriore, il 1578, e che comprende il Tema del primo duca di Parma Pier Luigi  Farnese, nato poche settimane prima di Nostradamus, ignorò l’oroscopo del veggente di Saint-Rémy.

Esiste, invece, ed è molto importante, un riferimento diretto, cioè fatto da Nostradamus, al suo Tema di nascita. È il brano riportato all’inizio di questo articolo, che compare in una sua lettera a Lorenz Tubbe, giovane studente in legge, del 15 ottobre 1561. Nostradamus scrive: “…quapropter eas obsigno tenacissima cera, anulo meo superinsculpto, cuius ad oram nomen est meum: Solis figura supremum locum tenente, tribusque planetis infimum” (“…per cui io sigillo queste [lettere] con la cera più tenace, imprimendo il mio anello sigillo, sul cui bordo c’è il mio nome: la figura del Sole tiene il luogo più alto, tre pianeti la parte più bassa”).

L’ora di nascita, almeno quella ufficiale, che non è detto fosse quella vera, appare quindi confermata: mezzogiorno. Un’ora leggermente sospetta che, ponendo il Sole in congiunzione perfetta al Medio Cielo, massimo significatore di realizzazione dell’esistenza, era la più ambita.

L’opposizione citata da Nostradamus nella lettera a Tubbe si realizza tra Case Cardinali, la Decima e la Quarta, e comprende il Sole congiunto a Mercurio (retrogrado) in Decima (il luogo più alto, supremum locum) opposto alla triade Giove-Saturno-Marte in Quarta (nella parte più bassa, “tribusque planetis infimum). Dal punto di vista degli aspetti in orbita, l’opposizione di Mercurio a Giove è in orbita, quella del Sole larga, come lo è l’opposizione Mercurio-Saturno.

Gli antichi tendevano comunque a considerare i pianeti collocati in segni opposti in opposizione tout-court, al di là delle tolleranze odierne dell’aspetto.

TEMA NOSTRADAMUS
Tema Natale moderno di Michel Nostradamus, 14 dicembre 1503, Saint-Rémy de Provence, ore 12.00 circa “environ les 12 heures de midy” o “circiter meridiem”

Nel Tema c’è un Grande Trigono d’Acqua che coinvolge cinque pianeti: Urano in Dodicesima e in Pesci, la Luna in Scorpione e sulla cuspide dell’Ottava e Giove-Saturno-Marte in Cancro in Quarta. Le Case sono cosignificanti dei segni, quindi il grande aspetto risulta ulteriormente rafforzato.

Marte e Saturno in Cancro, il primo in caduta e il secondo in esilio, si oppongono a Nettuno in Undicesima, congiunto a Venere, mentre Venere dà sestile a Plutone in Ottava.

Astrologi anglosassoni moderni hanno rettificato l’Ascendente del Tema di Nostradamus portandolo da 3°Ariete alla fine dei Pesci. Forse hanno visto quest’ultimo segno come più propenso alle doti psichiche, dimenticando o non rilevando che i valori arietini sono invece importanti per il dono della profezia e presenti in molti medium, mistici e veggenti, da Teresa Neumann (Sole in Ariete) a Teresa d’Avila (stellium con Sole, Mercurio, Urano e tutta la Prima Casa in Ariete), fino a Houdini (stellium Sole-Venere-Marte-Nettuno in Ariete) e a Rol (Luna in Ariete e in Ottava).

NOSTR

La nebula Facies (ammasso globulare Messier 22), anticamente identificata con la “condensazione posta sul volto  dell’Arciere”, nella costellazione del Sagittario, nell’anno 1500 era a 1°19’ del Capricorno, in strettissima congiunzione al Sole e al Medio Cielo di Nostradamus (1°37’-1°34’): il suo destino sembra quindi coerente con il messaggio stellare della nebulosa. Molto centrata, rispetto alle inclinazioni di Nostradamus, appare l’osservazione su Facies di Diana K.Rosenberg, una delle massime autorità astrologiche in materia di Stelle Fisse: Lente di percezione e immaginazione, caratterizza gli esploratori della mente e del sapere. Indipendenti, talora convinti della propria superiorità, possono, in casi estremi, manifestare intolleranza e autoritaria severità, vivendo sotto continua pressione e tensione, portando con sé il senso di un destino, se non di una missione, di un obiettivo personale o universale da raggiungere”. Facies segna dunque perspicaci osservatori delle stelle come astrofisici, astronomi e astrologi, i quali, mentre studiano  il cielo, possono entrare in contatto con dimensioni in cui passato e futuro s’incontrano. Dà anche capacità di divinazione e di profezia.

Dai suoi scritti e da quelli del suo figlio prediletto, César, si rileva che Nostradamus ebbe sicuramente una buona coscienza di sé e delle proprie capacità, al punto da sconfinare nella presunzione. Ma forse ebbe anche tendenze paranoidi: nella dedica a Francesco Fabrizio Serbelloni del suo “Almanacco per l’anno 1563”, scritta in italiano, Nostradamus parla infatti di rabbiosi morsi degl’invidiosi e laceratori degli altrui scritti” e degli “arrabiati seditiosi e Tirani della novella setta [i simpatizzanti per la Riforma]”1. Poiché questi richiami ricorrono nelle sue lettere, o Nostradamus ebbe effettivamente numerosi nemici, o in lui ci fu l’inclinazione paranoide a esagerarne il numero e l’influenza. Né bisogna dimenticare una certa “captatio benevolentiae”: Nostradamus aveva dedicato a Papa Pio IV l’Almanacco dell’anno precedente, e dal Serbelloni, parente del Pontefice e comandante militare inviato in Provenza per difendere i Cristiani contro la Riforma, dipendeva la sicurezza dei luoghi in cui il veggente abitava. Nell’ultimo quindicennio della sua vita, Nostradamus fu molto attento a legittimare il suo operato e a non venire accusato di pratiche con i Protestanti, che del resto conosceva e frequentava.

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Superiorità e mania di persecuzione del personaggio si possono comunque cogliere anche dal proemio del suo “Traité des fardements et confitures”, datato 1552, in cui Nostradamus scrive: A Salon où je fai ma résidence, je sui logé… entre bestes brutes et gens barbares, ennemys mortels de bonne lettres et de mémorable erudition. Chiamare gli abitanti di Salon “bestie rozze e barbari, nemici mortali delle buone lettere e dell’erudizione” rivela sia le istanze selettive del suo Discendente in Bilancia, sia le inclinazioni per l’arte e la cultura di Venere, pianeta governatore della Settima, collocato in Undicesima natale.

Serpeggia sempre, nei libri e nelle lettere di Nostradamus, un certo état de malaise, un malessere dovuto a inquietudine o forse a  vere e proprie angosce: il veggente dalla vita errante ricavava dalle proprie profezie motivi di agitazione, di disperazione? È probabile. L’opposizione di nascita tra Marte-Saturno e Nettuno è piuttosto parlante al riguardo. Urano in Dodicesima, Plutone in Ottava e la Luna scorpionica sulla cuspide di quest’ultima Casa sembrano confermare sia le ansie che certi ossessivi timori nei confronti dei pettegolezzi, mentre Marte e Saturno in Quarta Casa natale non favoriscono un’atmosfera domestica particolarmente tranquilla, né un grande attaccamento affettivo al luogo d’origine.

Alcuni autori riportano che negli ultimi anni di vita Nostradamus fu alcolista, o comunque dipendente da assunzioni sempre maggiori di alcolici. Se qualcuno ha insinuato che lo stile delle “Profezie” ricordi il modo di esprimersi di una persona in preda ai fumi dell’alcol, Clébert ha dipinto Nostradamus come un vero ubriacone che traeva la sua ispirazione dalle abbondanti libagioni:Beve come una spugna, come un pozzo, quel buon vinello di Crau che porta la sua mente dappertutto…2. Se effettivamente fece abuso di alcolici, e se questo provocò un più rapido peggioramento della malattia che lo affliggeva, la gotta, e un progressivo indebolimento dei suoi arti inferiori, l’opposizione tra Marte-Saturno e Nettuno, nel segno solare e largamente congiunto a Venere fra Capricorno e Acquario, può avere giocato un ruolo importante. La causa della morte di Nostradamus fu comunque un edema cardio-polmonare.

Nostradamus (1)

Si è già parlato del nodo di Marte e di Saturno in Quarta, che è tuttavia ambiguo, perché la stessa Casa accoglie anche Giove e la congiunzione dev’essere considerata a tutti gli effetti tripla: Marte-Giove-Saturno dicono moltissimo sull’ereditarietà di Nostradamus, forse ancora di più di quanto lui stesso abbia ripetutamente scritto. Nostradamus considerava l’ispirazione profana, astronomica, che permetteva la divinazione, assai diversa dall’ispirazione sacra, che Dio riservava ai veri veggenti. La sua visione della profezia era quindi, oltre che filosofica, religiosa, e di stampo ortodosso, ficiniano. Nella famosa lettera a Enrico II3, Nostradamus affermava di non aver mai confuso nelle sue profezie la divinazione “a  fato” (del destino), ispirata dal caso, attraverso l’invocazione a Satana, con la divinazione “a Deo” (ispirazione divina) o con la divinazionea natura, che veniva dalla natura, appunto, passando attraverso l’osservazione degli astri. C’era infine una cause troisième, ossia una “terza causa”, che il profeta assegnava a questo spirito vaticinante, cioè la “parola ereditaria, quellaparolle héréditaire dell’occulta predizione en son estomach intercluse (“chiusa nel suo stomaco”, insita in lui). Sempre nella lettera a Enrico II, Nostradamus sviluppava questo concetto e parlava ancora del suo naturel instinct (“istinto naturale”) che gli veniva da ses avites (“i suoi avi”), par l’esmotion de ses antiques progéniteurs (“per l’influenza dei suoi progenitori”), e che accordava con i suoi attenti calcoli dei moti celesti. Già nella “Préface à César” delle sue Profezie4, del resto, Nostradamus sosteneva che, per ben profetizzare, fosse necessario non solo saper fare buoni calcoli astronomici, ma anche possedere serie predisposizioni ereditarie, senza dubbio don de famille: ecco quindi il dono di famiglia, il nocciolo duro di energia rivelato nel Tema da Giove-Marte-Saturno in Quarta. Forte e debole, e per questo estremamente importante, esso si trova nella parte più bassa del suo Tema e in quella più intima e personale della sua natura.

Gli aspetti innovativi dei valori marziani, l’Ascendente in Ariete e la Luna in Scorpione, sono ben ravvisabili dalla caratteristica di anticipatore di Nostradamus, che ebbe il merito di andare alla base delle doti medianiche, teorizzandole in modo moderno, cioè come derivanti dal DNA.

Quanto ai suoi metodi, fondati su un’interazione tra tecniche diverse, ben oltre le leggende e le folcloristiche interpretazioni che lo vollero e lo vogliono evocatore degli spiriti in un antro buio, Nostradamus fu semplicemente un uomo del suo tempo. Praticò precisi rituali della filosofia naturale, forme di magia bianca come l’onomanzia, la fisiognomica, la dattilomanzia, l’idromanzia e la piromanzia, oltre alla catottromanzia tradizionale  e, naturalmente, all’astrologia, in sintonia con pensatori e filosofi come Cornelio Agrippa e Marsilio Ficino. Il filosofo rinascimentale, da Giordano Bruno a John Dee, riteneva che tutto nel cosmo, dagli astri alle pietre, obbedisse e partecipasse alle medesime ragioni. Colui che conosceva le segrete leggi della natura poteva dominarla: questo era il mago, il cui “sapere” si tramutava automaticamente in “fare”. La magia del Cinquecento, e quella di Nostradamus, si basò quasi completamente sul pensiero classico e sul rapporto privilegiato con il mondo fisico, del quale l’iniziato conosceva virtù, caratteristiche e ritmi.

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Note

1) Nostradamus, Lettera dedicatoria a Francesco Fabrizio Serbelloni del 20 luglio 1562, da “Almanach pour l’an M.D.LXIII”, Avignone, 1562

2) Jean-Paul Clébert, “Nostradamus”, Aix-en-Provence, 1993, p.108

3) Nostradamus, “Lettre à Henri II. A L’ Invictissime, Tres-Puissant Et Tres-Chrestien Henry Roy De France Second, Michel Nostradamus Tres-Humble, Et Tres-Obeyssant Seruiteur Et Subject. Victoire Et Felicité”, inserita anche nell’edizione del 1568 delle “Profezie”, pag.4

4) Nostradamus, “Préface à César – Préface de M. Michel Nostradamus à ses Propheties. Ad Caesarem Nostradamum filium. Vie et Felicité”, Lyon, 1555

 

Bibliografia

Jean Aimes de Chavigny, “La Première face du Janus françois”, Lyon, 1594

Nostradamus, “Almanach pour l’an M.D.LXIII. avec les présages, calculé, & expliqué par M. Michel Nostradamus”, Avignon, 1562

César de Nostredame, “L’Histoire et chronique de Provence”, Lyon, 1614

Edgar Leroy, “Nostradamus: ses origines, sa vie, son oeuvre”, Saint-Rémy-de-Provence, 1993Peter Lemesurier, “The Unknown Nostradamus”, Hants, 2003

LAURA

Email: lauramalinverni@gmail.com

@tutti i diritti sono riservati

per accedere alla prima parte cliccate su

https://astriecontrasti.com/2018/11/12/nostradamus-inedito-medium-e-astrologo-e-stato-davvero-detto-tutto-su-di-luidi-laura-malinverni/

 

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